ETF/ETC/EU La prova del nove.


Le strategie attive negli ETF sono ormai prassi consolidata da tempo e ne nascono sempre di nuove, la scorsa settimana ho descritto alcune nuovi ETF che utilizzano la cosiddetta "Minimum variance", la quale mira a migliorare il profilo di rischio del portafoglio ottimizzando l’indice di riferimento sovrapesando le azioni con bassa volatilità. Questi titoli sono quindi sottoposti ad una procedura di ottimizzazione utilizzando una stima storica della matrice varianza/covarianza dei titoli.

Poi esistono le strategie "Smart beta", le quali adottano processi sistematici di investimento, tesi ad ottimizzare il rapporto rischio/rendimento dell’indice sottostante la replica; le strategie "Equal weight",le quali assegnano la stessa ponderazione ad ogni titolo del paniere, evitando così eventuali sovraesposizioni su azioni con grandi capitalizzazioni, e quindi, attenuando la concentrazione su pochi titoli in favore della massima diversificazione.

In ultima analisi vi parlo delle “Fundamental Weighted”, le quali utilizzano misure finanziarie indipendenti dal prezzo di mercato – per esempio il flusso di cassa, gli utili o i dividendi – sempre nell’ottica di migliorare il rapporto rischi/rendimento dell’investimento.

Dunque come vedete ce ne sarebbe da scrivere un libro, ma rimanendo sul tema del minimum variance vi avevo promesso un confronto che vado ad operare prendendo come esempio i primi nati nel settore in modo da avere un certo storico da poter confrontare.

Gli ETF oggetto di confronto sono:

Indice Stoxx 600: benchmark visualizzato con barre settimanali.

-Lyxor MSCI EMU (DR) UCITS ETF FR0007085501 visualizzato in viola

-Ossiam iStoxx Europe Min Variance NR UCITS ETF LU0599612842 visualizzato in blu

-iShares Edge MSCI Europe Min. Vol. UCITS ETF EUR IE00B86MWN23 visualizzato in nero.


Come sempre un grafico parli più di tante parole, e in questo grafico ho sovrapposto l'indice Stoxx 600 in barre settimanali e l'ETF Lyxor MSCI EMU (DR) UCITS ETF in viola dove si vede una attinenza perfetta tra ETF e sottostante; poi in nero e blu i due etf a strategia minimum variance fra i più longevi.

Quello che possiamo notare è che a parte il periodo da febbraio 2016 ad agosto 2016 dove effettivamente le strategie attive hanno battuto il mercato, per il resto non sono molto dissimili dall'indice stesso; soprattutto la volatilità che si prefiggono di abbattere non sembra essere decisamente minore rispetto al sottostante.

Nell'immagine sotto invece si vede il confronto in termini percentuali tra l'Eindice Stoxx 600 e l'ETF Ossiam essendo il più longevo:

Questo grafico conferma di fatto quanto sopra; infatti, a partire dai massimi del 2015 fino ai minimi di febbraio 2016, l'Ossiam ha perso il 19.81% invece del 27.74 dell'indice, come dicevo non poi così diverso mentre è assolutamente diversa la fase di spinta nella quale l'indica ha di fatto performato il doppio dell'ETF.

Dunque la strategia di base dell'ETF è stata rispettata, ha limitato la volatilità certamente però di fatto rimango convinto che una buona strategia di Stock Picking è in grado di ottenere gli stessi risultati se non mgliori.

Per quel che concerne il portafoglio ETF si registra un target sul comparto costruzioni.

Demaria Walter