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Grani
di Giancarlo Dall'Aglio - 13/01/2010 11.53.44
Il report Usda

La pubblicazione di ieri del World ending stocks 2009-2010 da parte del dipartimento per l’agricoltura Usa, offre lo spunto per cercare di mettere a fuoco le prospettive del settore Grains per i prossimi mesi.

Anche su questo settore un peso consistente nella determinazione dei prezzi è ad appannagio dei giganti orientali. Se è vero infatti che la Cina è il secondo produttore mondiale di ‘grani’, è altrettanto vero che ne è anche il secondo consumatore. Un incremento del prezzo dei prodotti agricoli in Cina, rende più conveniente importare queste commodities piuttosto che trasportarle da un estremo all’altro del continente.

I dati di ieri hanno evidenziato un incremento nelle stime mondiali di produzione del Corn da 132 a 136 mln t; per la Soia un incremento da 57 a 60 mln t; per il Wheat un incremento da 191 a 196 mln t;  anche i raccolti di Brasile ed Argentina sono visti in aumento. In termini percentuali gli “stocks” al primo dicembre sono in incremento tra il 9 e il 24% rispetto all’anno precedente per le stesse tre materie prime.

Il report evidenzia dunque, in maniera inequivocabile, un imponente aumento delle scorte disponibili rispetto al 2007 e 2008 e il risultato è stato un immediato sell off effettuato degli operatori, che hanno venduto al meglio migliaia di contratti futures già in apertura ieri. La mia sensazione è che le vendite siano amplificate anche dalla notizia giunta ieri, dell’aumento delle riserve obbligatorie per le Banche Cinesi che costituisce a tutti gli effetti un drenaggio di liquidità da parte delle autorità e che potrebbe preludere ad un aumento ufficiale dei tassi.

Il mercato, che ha la memoria corta, ora si focalizza su questi elementi, dimenticando il recentissimo dato riguardante un nuovo record per quanto riguarda l’import di Soia da parte della Cina, relativo al mese di Dicembre. Quel che conta in questa fase è che i raccolti sono abbondanti e la domanda globale può essere ampiamente soddisfatta.

Operativamente questi ribassi possono a mio avviso essere sfruttati per posizionarsi al rialzo in prossimità di supporti importanti anche se non si deve trascurare che un ruolo importante o avrà anche l’andamento del Dollaro Usa. Soybean e Corn appaiono più deboli rispetto al Wheat e questo potrebbe essere un tema operativo valido anche nei prossimi mesi per aprire posizioni in spread, Long Wheat e short Soybean e Corn, anche in considerazione della possibile riscossa del Grano, che probabilmente avrà meno acri a disposizione nel  raccolto 2010-2011, in partenza dal mese di Luglio.  

Per le prossime settimane comunque, dopo la sfuriata iniziale di vendite, ancora in corso questa mattina sul mercato elettronico, ritengo si resterà in ampio trading range e la volatilità potrà essere sfruttata per strategie di Put selling in opzioni, nude o in credit calendar spread, soprattutto su Soia e Corn, scegliendo come al solito strike molto out of the money.

 

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