Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Un lettore chiede un commento alla situazione del sistema sul Dax


Un lettore chiede di fare il punto della situazione sul Dax30 e vorrebbe sapere

un giudizio sul sistema M1R . A vantaggio di tutti rispondo pubblicamente.

Quella che segue è la detailed equity curve del trading system da maggio 2005

ad oggi.

Ho evidenziato sul grafico le due pause nella crescita dell'equity curve. Il

drawdown attuale è irrisorio se paragonato a quello massimo storico e quindi

allo stato attuale per la statistica non è assolutamente preoccupante. Quindi il

trading system in se' sta attraversando una fase di stallo normale per un

sistema trend follower.

Il problema per i lettori della rubrica può essere caso mai un altro, ossia il

fatto che questa fase di stallo di M1 segue l'annata non entusiasmante del

trading system ?Dynamic? che è stata al di sotto delle attese.

La preoccupazione del lettore è comunque comprensibile, ma per assorbire i

drawdown non solo tecnicamente ma anche psicologicamente, occorre  ricordare

che bisogna ragionare in ottica multimarket.

Chi ha la possibilità di fare trading su un solo derivato a mio modo di vedere

(ma è l'opinione di un trader che tutto sommato ha una bassa propensione al

rischio…) non dovrebbe fare trading sui futures.

Nel corso degli anni questa rubrica è cresciuta in termini di contenuto nella

consapevolezza che un solo trading system non basta per avere un'equity curve

regolare in ogni condizione di mercato ma ne occorrono molti di più anche di

quelli attuali. Purtroppo non possono essere inseriti in una rubrica dieci o più

trading system che sarebbero ingestibili per il lettore ed anche per chi si deve

occupare dell'assistenza ai clienti. Anche così credo che la rubriche Lombard in

generale mantengano un'importante valenza didattica e consentano agli utenti

di differenziare il proprio trading.

Tanto per fare un esempio  concreto qualcuno avrà forse letto in un editoriale

del direttore che esiste un conto pilota su cui girano decine di sistemi. Il report

aggiornato a fine 2005, da un confronto fatto con dati raccolti da Barclays ed

altri siti, dice che il risultato (comprensivo di slippage, commissioni, errori,

ecc…) avrebbe consentito di battere i migliori hedge fund europei e managed

futures account. Nonostante i dati confermino la bontà delle strategie

impiegate e nonostante una buona diversificazione, l'equity da novembre è in

drawdown  (è in corso di recupero ma comunque ancora al di sotto del picco

precedente). Il tutto a causa del drawdown di uno dei sistemi intraday sul

Bund, compensata solo parzialmente dagli altri sistemi perché i daily hanno

operato poco mentre sull'intraday si è palesata una sottopesatura dell'euro

dollaro.

Non tutti i sistemi a disposizione erano però stati messi a mercato con soldi

perché l'impiego di più sistemi con logiche operative diverse e molti mercati,

comporta però oneri notevoli in termini di numero di ordini da seguire. Ecco il

mio interesse per studiare forme di automatizzazione affidabili al 100% del

trading allo scopo di poter aumentare frequenza e numero dei segnali senza

impazzire o rischiare di commettere errori. Nel corso degli anni ho visto molti

trader sistematici che facevano trading solo su un mercato finire ad Hamburger

Hill o prendersi delle pause di riflessione più o meno lunghe, per primi quelli

che costruivano sistemi di trading solo su una curva (emblematico l'esempio di

chi faceva sistemi di trading solo su Stm o solo sul Fib). Intendiamoci può

andare tutto molto bene ed a lungo, ma nell'eventualità capitasse un

drawdown come quello storico continuare a seguire il sistema (soprattutto

perché si entra in crisi psicologicamente) diventa difficile.

Meno mercati si tradano (specialmente sui futures) e più rischi si corrono. È

inevitabile a causa della mutevolezza delle serie storiche (più accentuata sulle

azioni) e della scarsa affidabilità statistica della voce  drawdown (per la cui

determinazione occorrerebbe una simulazione Montecarlo (ho trattato

l'argomento nel mio ultimo libro e se i lettori lo riterranno interessante tornerò

presto sopra l'argomento).

Indirizzate i quesiti all'indirizzo: malverti@alice.it

Articolo di Sandro Mancini.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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