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Brembo e il valore della tecnologia nel lungo periodo


Brembo (ISIN NL0015001KT6) è uno dei nomi italiani più riconoscibili nella componentistica automotive “premium”, specializzato in sistemi frenanti ad alto contenuto tecnologico per auto, moto, competizioni e veicoli commerciali. In Borsa, il titolo viene spesso letto come un mix tra qualità industriale, margini sopra media e resilienza di posizionamento (grazie alla quota premium e al know-how), ma con un’esposizione inevitabile al ciclo automotive globale.

Profilo fondamentale e modello di business

Il modello Brembo si regge su tre pilastri:

  1. - Leadership tecnologica su impianti frenanti e componenti, con forte spinta su innovazione e R&D.

  2. - Posizionamento premium (auto ad alte prestazioni, sportivo, e applicazioni dove la qualità conta più del prezzo).

  3. - Diversificazione per segmenti (auto, moto, competizioni, veicoli commerciali) e geografie, che aiuta a smussare la ciclicità.

In ottica “finanza operativa”, la domanda chiave è: Brembo riesce a difendere margini e generazione di cassa anche quando l’automotive rallenta? I risultati recenti indicano margini sostanzialmente stabili su livelli elevati.

Una delle notizie più rilevanti del periodo è la trasformazione transfrontaliera: dal 24/04/2024 la società è diventata Brembo N.V. (diritto olandese) con sede legale ad Amsterdam e contestuale costituzione di una sede secondaria in Italia. Questo passaggio ha impatti soprattutto su governance e “perimetro regolatorio” (Stato membro d’origine ai fini della direttiva Transparency). 

Situazione economica e patrimoniale: ultimi bilanci disponibili

Nel bilancio FY 2023, Brembo ha riportato:

  • - Ricavi: 3.849,2 milioni (+6,1%; +8,0% a cambi costanti)

  • - EBITDA: 665,8 milioni (17,3% dei ricavi)

  • - EBIT: 414,1 milioni (10,8% dei ricavi)

  • - Utile netto: 305,0 milioni (+4,2%)

  • - Investimenti netti: 432,9 milioni

  • - Indebitamento finanziario netto: 454,8 milioni (283,6 milioni ante IFRS 16)

Messaggio operativo: FY 2023 fotografa un’azienda capace di crescere e mantenere un EBITDA margin nell’intorno del 17%, pur con oneri finanziari in aumento (tema che poi si rivede nel trimestre). 

Nel primo trimestre 2024 Brembo ha comunicato:

  • - Ricavi: 1.004,6 milioni (+4,4%; +5,3% a cambi costanti)

  • - EBITDA: 176,8 milioni (17,6%)

  • - EBIT: 112,8 milioni (11,2%)

  • - Utile netto: 75,2 milioni (in lieve calo per maggiori oneri finanziari)

  • - Investimenti netti e leasing: 75,2 milioni

A livello di mix, nel trimestre risultano in crescita auto, moto e competizioni, mentre i veicoli commerciali risultano in lieve calo. 

Per Brembo la metrica operativa più usata è l’indebitamento finanziario netto (con e senza effetti IFRS 16).

  • >> A fine FY 2023: 454,8 milioni (283,6 milioni ante IFRS 16).

  • >> Al 31/03/2024: 529,5 milioni (357,5 milioni ante IFRS 16).

L’aumento a inizio 2024 è un dato da monitorare, ma va letto insieme a due fattori tipici del settore: stagionalità del capitale circolante e intensità degli investimenti. Nel breve, il mercato tende a reagire più al “trend” che al numero secco: stabilità dei margini + disciplina su investimenti e circolante = PFN sotto controllo.

Sul FY 2023 è stato proposto e poi approvato un dividendo di 0,30 euro per azione, con stacco cedola nel mese di maggio e pagamento nei giorni successivi.

Operativamente, il dividendo per Brembo è un elemento di “qualità” (continuità e disciplina), ma la vera variabile di pricing resta la combinazione margini + crescita + PFN.

Come ragiona il mercato su Brembo

Brembo viene tipicamente prezzata come “quality industrial” più che come ciclica pura. Il mercato tende a pagare:

  • - margini strutturalmente elevati (EBIT e EBITDA su livelli sopra media)

  • - posizionamento premium e capacità di trasferire parte dei costi (non sempre, ma più di altri)

  • - barriere tecnologiche e reputazione di marca nel settore frenante

Il rovescio della medaglia è che, proprio perché “quality”, il titolo può essere più sensibile a due cose:

  1. - qualunque segnale di deterioramento dei margini nell’automotive;

  2. - un aumento persistente della leva/indebitamento non giustificato da crescita e investimenti “buoni”.

Tesi di investimento: 

PRO

Brembo arriva al 28/06/2024 con una narrativa fondamentale chiara: crescita moderata, margini solidi e posizionamento premium. I risultati FY 2023 confermano continuità di redditività e utile, mentre Q1 2024 evidenzia ricavi sopra 1 miliardo con EBIT margin sopra l’11%.

In più, la copertura analisti nel periodo è positiva (Buy/Outperform e target price elevati nei report citati), elemento che può sostenere sentiment e rerating se la società continua a confermare numeri coerenti.

CONTRO

Il rischio principale resta settoriale: se l’automotive rallenta in modo marcato, anche un player premium può subire pressione su volumi e pricing. Inoltre, nel trimestre l’utile netto risulta leggermente inferiore per effetto di maggiori oneri finanziari, e la PFN risale rispetto al dato FY: due segnali che il mercato tende a pesare, soprattutto in un contesto dove i tassi rendono il debito più “costoso” e più visibile.

Sul piano societario, la trasformazione in N.V. è un evento rilevante: non è un rischio “industriale”, ma è un cambiamento che gli investitori seguono per implicazioni su governance e disciplina informativa.

Conclusioni: Brembo si conferma un titolo industriale di qualità con fondamentali che, nei numeri più recenti disponibili, mostrano ricavi in crescita e marginalità difesa. Il punto di forza è la coerenza del modello: non inseguire la quantità a tutti i costi, ma presidiare il premium e la tecnologia, mantenendo KPI superiori alla media del settore.

Operativamente, la lettura più utile è questa: se il tuo scenario base è di normalizzazione dell’automotive senza shock severi, Brembo è un titolo che può funzionare in portafoglio come “quality industrial” con supporto di report positivi e target price ambiziosi. Se invece ti aspetti un peggioramento del ciclo o pressioni sui fornitori, allora la priorità diventa monitorare trimestre per trimestre due variabili: tenuta dei margini e disciplina dell’indebitamento, perché sono le leve che determinano la velocità (o meno) del rerating.

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