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Cembre in Borsa tra utili record e cassa netta cosa guardare nel 2024


Cembre (ISIN IT0001128047)  è una società italiana quotata sul segmento STAR, specializzata nella produzione di connettori elettrici e utensili per la loro installazione, con una base industriale solida e un posizionamento da “specialty manufacturing” ad alta marginalità. Nella lettura di mercato, il titolo viene spesso considerato una mid-cap quality: crescita progressiva, disciplina industriale e attenzione alla generazione di cassa, con volatilità tipicamente più bassa rispetto a cicliche pure (pur restando esposta al ciclo degli investimenti industriali). 

Il gruppo opera in un segmento molto “pratico” ma strategico: connessioni elettriche e tool professionali. In termini industriali, la value proposition è chiara: affidabilità del componente, standardizzazione, ampiezza di gamma e capacità di servire mercati diversi (Italia, Europa e extra-Europa), riducendo la dipendenza da un singolo cliente o Paese. 

Una delle notizie più concrete per il mercato è la distribuzione di un dividendo di 1,80 euro per azione, con le date operative comunicate nel comunicato post-assemblea. 

L’ultimo aggiornamento economico-finanziario disponibile nel periodo è il resoconto intermedio di gestione al 31/03/2024, che mostra un quadro ancora redditizio ma con margini in lieve flessione rispetto al confronto precedente (tema tipico quando si normalizzano volumi o cresce il peso di alcuni costi). 

Nel materiale assembleare è presente la richiesta di autorizzazione per acquisto e disposizione di azioni proprie, con durata e criteri indicati (strumento che può servire per gestione efficiente del capitale, piani di incentivazione o altre finalità consentite).

Nel FY 2023 Cembre ha riportato:

  • -Ricavi consolidati: 222,551 milioni

  • -EBITDA (risultato operativo lordo) consolidato: 66,569 milioni (29,9% dei ricavi)

  • -EBIT (risultato operativo) consolidato: 53,964 milioni (24,2% dei ricavi)

  • -Risultato netto consolidato: 40,828 milioni (18,3% dei ricavi)

Operativamente il messaggio è forte: marginalità molto elevata per una manifatturiera, con un profilo “quality” che il mercato tende a premiare quando la traiettoria dei ricavi rimane stabile e la cassa resta robusta.

Primo trimestre 2024: cosa dice l’ultimo aggiornamento

Nel resoconto al 31/03/2024:

  • -EBITDA consolidato: 16,521 milioni (28,2% dei ricavi), in calo rispetto al confronto precedente

  • -EBIT consolidato: 13,299 milioni (22,7% dei ricavi), in calo

  • -Utile netto consolidato: 9,715 milioni (16,6% dei ricavi), in calo

La lettura operativa è abbastanza lineare: non è una “rottura” del modello, ma un segnale che nel breve la società sta attraversando una fase meno brillante rispetto a un FY molto forte, con pressione su alcune linee di costo (ad esempio il personale, indicato in aumento come incidenza). 

Nel resoconto trimestrale la PFN (posizione finanziaria netta consolidata) al 31/03/2024 è dettagliata con le componenti di liquidità e debito; in sintesi, la PFN resta positiva e viene indicata come surplus nel materiale informativo.

Per un investitore, questo è uno dei “pilastri” della tesi Cembre: non è solo redditività, ma anche struttura finanziaria prudente, che riduce il rischio di mercato nei momenti di rallentamento ciclico.

Il consensus visibile sulle principali pagine di raccolta stime indica:

  • - numero analisti: 3

  • - target price medio: ~64,67 euro

  • - target range: circa 54–73 euro

  • indicazione media riportata come area “accumula/outperform” a seconda della fonte.

In pratica: la copertura non è enorme (tipico per mid-cap), ma c’è un perimetro di ricerca attivo e un range di valutazioni che riflette sensibilità a crescita e margini.

Cembre tende a essere valutata come “quality industrial” perché combina:

  • -margini strutturalmente alti (FY molto solido)

  • -PFN positiva (profilo finanziario conservativo)

  • disciplina su investimenti e gestione.

Il rovescio della medaglia è che, proprio perché il mercato le riconosce qualità, il titolo può risultare più sensibile quando:

  • -i margini iniziano a scendere anche di poco (perché il “premio qualità” si assottiglia);

  • -si intravede una normalizzazione di domanda/volumi.

Lo snapshot del primo trimestre suggerisce un tono leggermente meno brillante rispetto al FY, ma ancora su livelli di redditività molto robusti per il settore.

Come si deve comportare l'investitore dinnanzi a Cembre ?

Pro

  • -FY 2023 molto forte su ricavi, margini e utile: base di qualità difficile da ignorare.

  • -PFN positiva: minore rischio finanziario e più flessibilità.

  • -Dividendo elevato per una mid-cap industriale, con comunicazione chiara delle date operative.

  • -Azioni proprie: autorizzazione che può diventare leva di gestione del capitale (non è un buyback “automatico”, ma è una facoltà).

  • Contro

  • -Margini in flessione nel trimestre: il mercato spesso anticipa e sconta subito, anche se i livelli restano alti.

  • -Rischio ciclo investimenti industriali: se i clienti frenano, una parte della crescita può rallentare.

  • -Copertura analisti limitata: può aumentare l’inerzia informativa del titolo (meno “catalizzatori” da research, più dipendenza dai comunicati societari).

  • Conclusioni: Cembre resta una storia “pulita” da finanza operativa: un FY di alta qualità (margini e utile molto forti) e una PFN positiva che rende il profilo complessivo più difensivo rispetto a molte industriali. Il primo trimestre introduce però un elemento da monitorare: la marginalità scende rispetto al confronto precedente e alcune incidenze di costo aumentano. Non è un segnale di crisi del modello, ma è esattamente il tipo di variazione che, su un titolo prezzato anche per la qualità, può influire sul sentiment di breve.

    La tesi “pro” si basa su tre pilastri: redditività strutturale, cassa netta/surplus finanziario e disciplina di remunerazione (dividendo). La tesi “contro” è che il mercato possa richiedere più evidenze di stabilizzazione dei margini prima di tornare a pagare il premio qualità, soprattutto se la fase di normalizzazione dura più del previsto. In pratica, per chi valuta un ingresso, la variabile più importante non è inseguire il giorno perfetto, ma costruire un monitoraggio semplice: evoluzione dei margini nei trimestri, andamento della PFN e conferme sulla domanda. 

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