Cementir Holding (ISIN NL0013995087) è un gruppo internazionale dei materiali da costruzione con un posizionamento particolare: oltre al cemento grigio, presidia una nicchia “premium” come il cemento bianco, e completa la filiera con calcestruzzo e aggregati (asset che, nei mercati in cui è integrata verticalmente, aiutano a stabilizzare volumi e redditività). È un titolo che il mercato tende a leggere con due lenti: da un lato la ciclicità del settore costruzioni, dall’altro la capacità del gruppo di difendere i margini grazie a mix prodotto, efficienze e disciplina finanziaria.
Nel modello Cementir contano quattro leve operative:
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-Prezzi e mix (cemento bianco e prodotti a maggiore valore aggiunto possono attenuare la pressione competitiva)
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-Costi energetici e materie prime (tema centrale per tutto il comparto)
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-Volumi per area geografica (il gruppo è esposto a mercati con cicli differenti)
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-Integrazione verticale (calcestruzzo/aggregati dove presenti)
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Risultati del primo semestre
Il gruppo ha pubblicato i risultati del semestre evidenziando:
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-ricavi in calo rispetto al confronto, con indicazione anche “a cambi costanti” più favorevole;
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-margine operativo lordo in diminuzione rispetto al confronto, ma con commento di management su riduzione di alcuni costi e impatto cambi;
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-una fotografia della PFN che mostra oscillazioni tipiche di stagionalità, dividendi e investimenti.
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Nel periodo, Cementir segnala l’acquisizione di un impianto di calcestruzzo e una partecipazione di minoranza in un secondo impianto in Danimarca, per un esborso complessivo nell’ordine di circa 18 milioni: è un tassello coerente con la logica industriale di presidio e rafforzamento della piattaforma locale.
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Per l’esercizio chiuso al 31/12/2023 il CdA ha proposto un dividendo di 0,28 euro per azione, con pagamento indicato a maggio (ex-date e payment date specificati nel comunicato).
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Oltre al tassello danese nel calcestruzzo, la crescita per linee esterne resta una leva potenziale (in particolare per rafforzare piattaforme già integrate), ma nel breve la priorità evidenziata dai risultati è la gestione del contesto macro e dei cambi
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Bilancio FY 2023: numeri chiave
Nel FY 2023 la società comunica:
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-Ricavi: 1.694,2 milioni
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-EBITDA (MOL): 411,1 milioni (record storico comunicato)
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Messaggio operativo: l’anno chiuso mostra redditività elevata e soprattutto una cassa netta robusta, che per un titolo “materials” è un fattore distintivo (perché riduce la vulnerabilità quando il ciclo gira).
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-EBIT: 278,3 milioni
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-Utile netto di Gruppo: 201,4 milioni
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-Cassa netta: 217,6 milioni
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Primo trimestre 2024: il tono dell’anno
Nel primo trimestre, a fronte di volumi in crescita, la società riporta:
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-Ricavi in calo rispetto al confronto
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-MOL in calo
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Lettura: una parte della compressione deriva dal contesto (cambi, domanda residenziale in alcuni mercati, meteo) e il mercato tende a “prezzare” questi passaggi perché il cemento è ciclico e i margini vengono monitorati trimestre per trimestre.
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-Cassa netta indicata a 76,6 milioni alla fine del trimestre
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PFN: posizione finanziaria netta (o cassa netta) nell’ultimo dato disponibile
Qui il punto chiave è la dinamica:
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-a fine FY 2023: cassa netta 217,6 milioni
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-fine primo trimestre: cassa netta 76,6 milioni
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Non è raro nel settore vedere oscillazioni importanti intra-annuali: tra stagionalità, investimenti, dividendo e operazioni mirate (come l’acquisto in Danimarca), la posizione di cassa può ridursi nel corso dell’anno pur restando positiva.
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-a fine primo semestre: la tabella “Indebitamento finanziario netto/(Cassa netta)” indica (55,4), cioè cassa netta 55,4 milioni (confrontata con (217,6) a fine FY).
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Consensus analisti, report e target price
Sul titolo è presente copertura da parte della sell-side (banche/broker). Gli aggregatori di consenso riportano tipicamente una raccomandazione media nell’area hold/accumulate, con target price che ruotano in genere in area mid-teens (con range dipendente dalle ipotesi su margini, cambi e ciclo).
Dal punto di vista “operativo”, più del singolo target conta il perché: nel 2024 l’attenzione degli analisti tende a concentrarsi su (1) tenuta dei margini, (2) sensibilità ai cambi, (3) normalizzazione del residenziale in alcuni mercati, (4) generazione di cassa a fine anno.
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Valutazione fondamentale: come ragionare su Cementir
Cementir viene spesso prezzata come ciclica “disciplinata”: non è solo una storia di volumi, ma anche di efficienza industriale e struttura finanziaria. Nel 2023 la combinazione di EBITDA record e cassa netta molto elevata ha rafforzato la credibilità del management. Nel 2024, però, il mercato chiede conferme perché il semestre evidenzia pressioni da cambi e debolezza residenziale in alcuni mercati, con guidance sui ricavi rivista verso un livello più prudente, pur confermando obiettivi su EBITDA e cassa netta a fine periodo (a parità di perimetro).
In pratica: la “qualità” resta, ma la ciclicità torna a farsi sentire e quindi la valutazione tende a muoversi insieme alla visibilità sui margini.
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Per chi è adatto l'investimento Cementir:
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Pro
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-Cassa netta comunicata molto forte a fine FY: grande cuscinetto per una società cementiera.
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-EBITDA record nel FY: indica pricing/mix e gestione costi efficaci.
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-Dividend policy visibile (0,28/azione proposto) che può sostenere l’appeal per investitori income.
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-Rafforzamento mirato del perimetro (acquisto in Danimarca) coerente con l’integrazione industriale.
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-Conferma del rating investment grade citata nel semestre, utile per stabilità finanziaria.
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Contro
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-Ricavi e MOL in calo nel trimestre e nel semestre: il mercato può penalizzare finché non vede stabilizzazione.
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-Sensibilità ai cambi: nel semestre l’effetto cambio viene indicato come fattore rilevante.
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-Ciclo residenziale debole in alcuni mercati: rischio di trascinamento più lungo del previsto.
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-Dinamica della cassa: la riduzione della cassa netta intra-annuale richiede monitoraggio (anche se resta positiva).
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Conclusioni: Cementir si presenta come un titolo “materials” con una caratteristica che lo distingue: arriva da un FY con EBITDA record e soprattutto con una cassa netta molto elevata, che riduce nettamente il rischio finanziario tipico del settore. Il 2024, però, riporta l’attenzione sulla natura ciclica del business: i numeri del trimestre e del semestre mostrano ricavi e margini sotto pressione rispetto al confronto, e il management mette sul tavolo i fattori classici (meteo, residenziale debole in alcune aree, impatto cambi) insieme al lavoro di contenimento dei costi e al focus sulla generazione di cassa.
Operativamente, la tesi “pro” è che il gruppo possa attraversare una fase meno lineare mantenendo comunque una struttura finanziaria solida e una redditività ancora interessante, con la possibilità di beneficiare della normalizzazione dei mercati e del mix (inclusa la componente a maggior valore) quando lo scenario diventa più favorevole. La tesi “contro” è che la combinazione di ciclo residenziale debole e volatilità cambi possa continuare a comprimere la visibilità sui margini, e che il mercato, finché non vede segnali più chiari di stabilizzazione, scelga di pagare multipli più prudenti rispetto al picco di fiducia post-FY. In questo contesto, la “checklist” più utile è molto pratica: trend del MOL nei prossimi aggiornamenti, disciplina su investimenti e capitale circolante, e capacità di riportare la cassa netta verso gli obiettivi indicati dal management.






