Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Basta con i dati, meglio gli algoritmi.


Archiviate le trimestrali si guarda ai buyback: l’acquisto di azioni proprie ha fatto faville quast’anno e dopo un rilassamento può continuare a dare supporto al rialzo.

L’indice della fiducia dei consumatori ( Università del Michigan) è un po' depresso ma storicamente questo pessimismo è bbbuono per i mercati.

AI e occupazione: al momento non si crede ad un impatto negativo. In Europa la disoccupazione ai minimi, in USA il rallentamento degli ultimi tempi è dovuto in parte ad un calo dell’offerta ( meno immigrati e baby boomer in pensione) dall’altro all’effetto domanda.

Il pubblico in questi anni ha fatto incetta di fondi monetari come rilevato da Goldman Sachs. In ottica contrarian fa riflettere.

Dove prendiamo un po' di ansia? Magari dalla tensione sul mercato dei finanziamenti a breve: REPO e FED FUNDS. Un problema di liquidità ha indotto il sistema a bussare all FED che ha risposto il 31 ottobre con 50 miliardi. Ma in genere, prima di un nuovo QE, la FED gradisce uno shock, ovvero uno stress che la costringa ad agire.

Insomma altri corvi arrivano e si attivano i campanelli di allarme ma il il toro si arrampica su un muro di paura.

In questa marea di dati che confonde il cervello del povero rispamiatore un algoritmo è quello che ci aiuta a navigare e che ci fornisce ancora il semaforo verde.

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