“Il mercato USA è concentrato” e “sale con pochi titoli”; in effetti NVIDIA è la prima società quotata a superare i i 5000 miliardi di dollari e le prime dieci compagnie da sole rappresentano il 39% della capitalizzazione complessiva. Ma riguarda solo gli USA? Ecco che Giappone ed India si collocano sotto ma in certi paesi il peso delle TOP TEN domina in modo ancora più incisivo: Francia 58%, Germania 62% e Italia 77%.

Dopo sei mesi senza un calino entro il 3% arriva la volatilità: bentornata! Nel giorno in cui NVIDIA conferma di battere addirittura la propria guidance, un “beat and raise” più forte trimestre dopo trimestre, ecco che arriva l’assurdo. Prima guadagna 450 miliardi poi ne perde 600 di market cap.
Ed il Nasdaq va da +1,5% a –1,4% e ritorno nell’arco di poche ore. Gli algoritmi hanno indossato le molle ed i flussi la fanno da padrone, complice la scarsa liquidità. Lo S&P500 ha ballato pure lui, roba che non si è mai vista da decenni.
I pensieri dell’ansioso sono un po' questi: se batte la guidance:“allora siamo in bolla!” Se non la batte:“questa è la prova che siamo in bolla”. Se alza la guidance:“ è diventato un mondo troppo bello per essere vero, quindi siamo in bolla”. In realtà ci sono parecchi titoli che sono saliti sulla scia di questa narrativa dell’AI senza avere i numeri di NVIDIA che sale molto meno di quanto salgono i propri utili. Aggiungiamo che l’attuale bull market del 128% in cinque anni è ben poca cosa rispetto al +949% conseguito al traguardo del marzo 2000. Ma l’ansioso sa che i rendimenti dei bond governativi G/ ex USA vanno verso nord e dice:” ma allora non è vero che l’inflazione non rappresenta un problema!”
Insomma un novembre negativo dopo sei mesi di corsa porta storicamente ad un dicembre positivo. Inoltre, dopo sei mesi di assenza, i fondi pensione dovrebbero essere acquirenti netti. Allora l’ansioso si deve dare una calmata dato che i supporti ancora lo sopportano; meglio che vada a studiarsi i bias cognitivi!






