Christine Lagarde indosserà i panni di Babbo Natale? Gli investitori sono infatti in agguato in attesa del rally di fine anno, più, è vero, in Europa che a Wall Street, dove gli indici sfiorano già le stelle. Dopo la Federal Reserve statunitense, mercoledì 10 dicembre, toccherà alla sua omologa europea, la Banca centrale europea (BCE), entrare in azione giovedì 18 dicembre, per l’ultima volta nel 2025. Nessuna sorpresa è attesa. La riunione dovrebbe sfociare in uno status quo e nel mantenimento del tasso sui depositi – il principale tasso di riferimento – al 2%, come suggeriscono le aspettative di mercato e un gran numero di membri del Consiglio direttivo.
Indici in ritracciamento ma non dubito che riprendano il cammino verso nord.
Con la barra di oggi, se si mantiene rialzista, il nostro indice Ftse MIB 40 torna a correre nei prati verdi del rialzo.
Ma passiamo dalle parole ai fatti in ITALIA:
ITALGAS: sopra 9.26 andiamo in buy, sperando che sia un uncino buono (segnalazione)
ESPRINET: cerchiamo vendetta e compriamo 6.25 limite, stop loss 5.80, target 8.10
UNICREDIT: sarebbe da prendere domattina in apertura, vediamo
TECHNOGYM: triangolino a cuneo che punta verso nord
E veniamo agli USA:
MONSTER BEVERAGE: non possiamo non comprare, ci presta il fianco, abbiamo una congestione stretta con pulizia degli ordini buy stop e successivo ripiegamento, vediamo come chiude oggi e domani piazziamo l’ordine
PHILIP MORRIS: bottom up interessante, da seguire da vicino
TESLA: se continua così al prossimo uncino sopra 500 è da prendere perché finisce sulla luna
REGENERON: tra il dire e il fare … ma se passa i massimi compriamo e idem se ritraccia
ELI LILLY: spettacolare ritracciamento sul massimo precedente
ZOOM: un lettore di vecchia data ci chiede di questa azione e ben volentieri gli diciamo che è stata una delle più grosse delusioni di analisi fondamentale della mia carriera. Figura con 4 lotti nel portafoglio Challenge gestito da Sandro Mancini fino al dicembre scorso. L’analisi fondamentale ci dice che è una azione con un prodotto che non si è evoluto ed è diventato una commodity ma con le tasche pieni di denari e un business profittevole. E’ in congestione dalla notte dei tempi e quando qualcuno si deciderà a dare una mano di vernice nuova al prodotto forse ne vedremo delle belle. Ma questa storia ci racconta quanto la narrativa nella forma e l’innovazione nella sostanza se vanno a braccetto cambiano la storia delle azioni. Solo il cash nel portafoglio e la gloria del passato non possono niente.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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