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La Grande Divergenza: Wall Street e Bitcoin prendono strade opposte


Cronache dalla Sala Operativa
 

Il respiro del mercato, in queste ultime settimane, si è fatto affannoso e spezzato. Due ritmi diversi battono nel petto della finanza globale: il cuore regolare, quasi ottimista, dell’azionario, e quello irregolare e in affanno delle criptovalute. È uno scollamento che un trader con un quarto di secolo di esperienza sulle spalle, come chi scrive, impara a riconoscere come un possibile campanello d’allarme. Non un urlo, non ancora, ma un segnale da tenere d’occhio con la massima attenzione.

La Grande Divergenza: Wall Street e Bitcoin prendono strade opposte

Mentre il Nasdaq, che abbiamo cavalcato con successo mediante SN (SharkNinja)  dai 91 dollari fino alla presa di beneficio sui 107 dollari, continua a mostrare resilienza e a muoversi vicino ai propri massimi storici, il Bitcoin vive una fase di profonda difficoltà. La criptovaluta regina ha chiuso per ben 22 giorni consecutivi sotto i fatidici 100.000 dollari e, in questo inizio dicembre, si trova a navigare in acque pericolose attorno ai 90.000 dollari.

Grafico Nasdaq Future in basso:

Questo non è un semplice ritracciamento. È una rottura tecnica e di correlazione significativa. Storicamente, Bitcoin ha spesso ballato al ritmo dei mercati a rischio, ma da fine ottobre quel legame si è spezzato. Oggi, l’indice S&P 500 e il Nasdaq mostrano una correlazione negativa con BTC. In parole povere, mentre l’azionario va su, Bitcoin va giù. Un comportamento anomalo che grida più di un semplice “asset speculativo in difficoltà”: potrebbe essere la punta dell’iceberg di un cambiamento di sentimento più profondo.

Grafico SharkNinja in basso:

Bitcoin: il Disegno Tecnico e il Confine dei 79.000 Dollari

Come anticipato nel webinar di un mese fa, quando si viaggiava oltre i 100.000 dollari, la potenzialità di un ritorno verso gli 80.000 era concreta. Quel disegno tecnico si è materializzato. Ora, il quadro ci indica due livelli cruciali.

  • Supporto immediato a 85.000 dollari: Un livello che è stato testato più volte nelle ultime settimane e che rappresenta la prima linea di difesa dei rialzisti.

  • La Linea Maginot a 79.000 dollari: Questo è il supporto principale. Una sua rottura chiara, secondo l’analisi tecnica, potrebbe significare l’ingresso ufficiale in un bear market per Bitcoin.

Il mio livello soglia semaforico, resta quindi ai 79.000 dollari. Una perforazione al ribasso di questa quota, con volumi sostenuti, peggiorerebbe drasticamente le prospettive a breve e medio termine, confermando che la debolezza è strutturale e non una semplice pausa.

Perché Bitcoin soffre? I tre venti contrari

Questa debolezza non nasce dal nulla. È il frutto di una combinazione di fattori:

  1. Liquidazioni a cascata: Nelle ultime 24 ore, quasi 500 milioni di dollari in posizioni sono state spazzate via, con oltre 140.000 trader liquidati. Il mercato sta "pulendo" la leva finanziaria eccessiva.

  2. Deflussi dagli ETF: La fiducia istituzionale sembra vacillare. L’ETF Bitcoin di BlackRock, ad esempio, ha registrato sei settimane consecutive di deflussi, per un totale di oltre 2,8 miliardi di dollari.

  3. La Spada di Damocle macroeconomica: L’incertezza regna sovrana. Non si tratta più soltanto dell’attesa per i tagli dei tassi della Federal Reserve (che si riunirà il 11 dicembre), ma del dubbio su chi la guiderà in futuro. Un cambio alla presidenza della Fed è un elemento di forte instabilità. Inoltre, segnali di stretta monetaria dalla Banca del Giappone minacciano la liquidità globale che ha sostenuto gli asset rischiosi.

Le Prossime Mosse: Tutto Dipende dalle Banche Centrali

La settimana che verrà sarà cruciale. L’attenzione si sposta dalle grida del mercato crypto alle sale silenziose delle banche centrali.

  • Federal Reserve (11 dicembre): È l’appuntamento principale. I mercati stanno prezzando un taglio di 25 punti base, ma ogni parola, ogni virgola del comunicato e delle proiezioni economiche (le cosiddette "dot plot") sarà analizzata al microscopio. La reazione dei Treasury sarà la chiave di volta per tutti i mercati.

  • La Banca Centrale Europea  Seguirà a ruota. Qualsiasi divergenza di tono o di prospettiva tra la Fed e la BCE potrebbe scatenare movimenti valutari e di riflesso su azioni e obbligazioni.

Cosa guardare ora

  • Per Bitcoin: La soglia dei 79.000 dollari. È la linea del fronte.

  • Per l’azionario: La reazione ai meeting delle banche centrali. Un tono troppo "hawkish" (da falco) potrebbe raffreddare l’attuale ottimismo. La tenuta del Nasdaq sopra i 25.500 punti resta un segnale positivo di forza.

  • Una spia d'allarme: Le performance di MicroStrategy (MSTR). Il titolo, strettamente legato alle sorti di Bitcoin, ha già subito pesanti ribassi (oltre il -10%) e una sua ulteriore debolezza confermerebbe le pressioni sul settore.

In conclusione, il mercato ci sta mostrando due facce. Quella ufficiale, dell’azionario resiliente, e quella nascosta, della speculazione in difficoltà. Un trader esperto sa che spesso è la seconda a vedere prima quello che la prima si rifiuta di accettare. La settimana delle banche centrali potrebbe essere il momento della verità. La cautela, ora, non è una virtù, ma una necessità.

P.S.: L’operazione sul Nasdaq SN, chiusa con successo, dimostra che anche in fasi divergenti ci sono opportunità. Ma servono disciplina e un piano chiaro. Continueremo a monitorare il mercato per identificare le prossime configurazioni di successo prima della chiusura dell’anno finanziario.

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Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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