Buona domenica a tutti. Settimana corta per gli Stati Uniti e un giorno più lunga per gli europei. Nel complesso non è cambiato molto nell'impostazione generale, se non per il fatto che l'S&P500 è riuscito a ritoccare i massimi storici provando l'allungo in una salita che pare non avere sosta, almeno per il momento. Ed entrare su un treno in corsa non fa per il sottoscritto. Finché si rimane sopra i 6100 (se preferite i 6000 punti visto che sono una soglia tonda e psicologica) il disco rimane verde. Anche la volatilità rimane nel complesso sotto controllo così come il VVIX (la paura della paura), anche se come ben sapete basta poi un evento per farla schizzare improvvisamente. Ricordate quanto successo il 5 agosto dello scorso anno? Questo è ciò che intendo dire.
Il Nasdaq Composite presenta il medesimo andamento dell'S&P500: bel breakout dell'area indicata a 20100 punti circa ed allungo in corso d'opera. Anche in questo caso finché si rimarrà sopra i 20000 direi che il disco è verde. Da notare come la media mobile semplice a 20 periodi di colore verde stia tenendo bene il trend ed eventuali storni verso quel livello possono costituire scarichi momentanei (poi prima o poi il trend invertirà, ma ci vuole una trigger che al momento non vedo).
Uno sguardo anche al Russell2000, l'indice delle small caps americane. Come evidenziato qualche articolo fa il breakout dei 2200 sta spingendo il grafico verso i 2280 e forse oltre.
Come già scritto nel titolo di questo articolo, l'Europa in questa fase sta arrancando parecchio, forse per il discorso dei dazi per i quali deve essere ancora presa una decisione e per l'Europa il 9 luglio è dietro l'angolo. Poi sapete meglio di me quanto il vecchio continente sia lento nel legiferare, nel prendere decisioni e con Trump l'unica soluzione rimane la genuflessione. In questo però siamo i primi della classe. Tornando agli indici europei e alla loro lateralizzazione basta osservare il Dax piuttosto che l'Eurostoxx50 o il FTSEMIB40: trend choppy ed estremamente laterale su tutto. L'aspetto positivo è che ciò avviene sui massimi (accumulazione???), quello negativo che potrebbe anche trattarsi di una fase distributiva. Insomma, l'esatto contrario per intenderci. Il problema grosso sono i volumi che mancano completamente e questo potrebbe non deporre a favore dei rialzisti.
Fronte watchlist...
Parto con l'anticipare che statisticamente i mercati (americani) tendono ad essere particolarmente bullish prima del 4 luglio e poi bearish nella settimana seguente (anche se la price action, come abbiamo appena visto, sembra dirci il contrario), partendo già deboli nella seduta seguente questafestività (in questo caso quindi da lunedì).
Le azioni segnalate sabato scorso nella mia watchlist erano la "solita" Tenaris, Brunello Cucinelli, Montepaschi, Enel, Eni, Moncler e Prysmian. Come potete notare tutti titoli a larga capitalizzazione, anche se allo stesso tempo ritengo siano tutte azioni illiquide. Lo scrivo con un velo di ironia, perché il nostro mercato, da quando è passato ad Euronext, ha ridotto notevolmente gli scambi e gran parte del controvalore viene incrociato in asta. Ad ogni modo qualche tema c'è sempre. Riprendiamo dunque da dove ci siamo lasciati, probabilmente abbandonando per la settimana entrante qualche titolo.
Tenaris
C'è stato finalmente l'allungo sopra 16 euro dopo qualche tentennamento dovuto alle dinamiche dell'oil. Raggiunto e superato il target proposto sabato scorso ovvero area 16,30-16,50 (link articolo: https://www.lombardreport.com/2025/6/28/azioni-eni-azioni-tenaris-azioni-prysmian/). Il massimo weekly è stato infatti a 16,465 euro in gap up nella seduta di giovedì. Benché il target sia stato centrato, personalmente ho deciso di continuare a tenere il mio 20% di posizione, consapevole che ci potrebbe essere un ritracciamento sotto i 16 euro, magari area 15,70. L'obiettivo è quello di colmare vecchi vuoti volumetrici creati dai software. Credo che sopra i 16,50 euro attorno ai quali passa anche la media a 200 periodi (che però ha bassa rilevanza dal momento che è piatta) il titolo potrebbe riportarsi molto in alto perché rientrerebbe al di sopra di un vecchio supporto testato a metà febbraio. Da seguire sempre, anche e soprattutto per il discorso del corposo buyback in corso.
Brunello Cucinelli
Sempre sabato scorso ho indicato il possibile triangolo in formazione poco sotto la media 200 da parte di Brunello Cucinelli (link: https://www.lombardreport.com/2025/6/28/azioni-eni-azioni-tenaris-azioni-prysmian/). Venerdì scorso la chiusura era stata a 102,85 euro mentre ieri siamo giunti a 107,70 con un massimo settimanale a 109 euro nella seduta di giovedì. Questo rialzo settimanale del 4,7% lascia ben sperare per una continuazione forse lenta ed estenuante. Al raggiungimento dei target indicati (106 euro) smezzare la posizione o addirittura i due terzi è sempre cosa buona e giusta e permette di essere più rilassati nella gestione successiva (Tenaris docet). Prossime resistenze a 110/111 euro. Se il titolo riuscisse a sfondare il rettangolo grigio visibile sul grafico daily potrebbe salire ancora. Stop a prescindere a 102,75: se ci andasse, avendo ridotto dei due terzi, si sarebbe comunque in utile. ATTENZIONE: preconsuntivo semestrale in programma il 10 luglio.
Banca Montepaschi
Mi sarei aspettato un tentativo di attacco verso 7,50 sui quali avrei buttato una fiche, ma l'allungo non si è concretizzato. Anzi: azione scesa sui minimi settimanali a 6,92 euro. Sotto 6,70 vedrei bene il test della mm200 attualmente passante in area 6,50 sulla quale si potrebbe valutare un ingresso molto leggero (in assenza di news particolari): siamo distanti il 5,5%-6% dai livelli attuali. Al momento non è né long né short ma la seguirò.
Enel
Credo stia consolidando: è un titolo pachiderma quindi non mi aspetto alcun movimento esplosivo verso l'alto. Dopo la formazione di una congestione poco sopra gli 8 euro in settimana si è spinto fino a 8,30 ed ha chiuso l'ottava a 8,145. In caso di mercati deboli è comunque difensivo e nel complesso mi attendo una lenta salita almeno fino a metà mese. Più che un trade tecnico è un trade logico. Ma visto che i mercati sono irrazionali di loro lo stop rimane invariato rispetto alla settimana scorsa.
Eni
L'obiettivo indicato e raggiunto era compreso tra 14,10 e 14,20 euro. Massimo settimanale a 4,108 euro e close weekly a 13,922. Stop a prescindere a 13,60 rispetto ai 13,50 di sabato scorso (l'open settimanale è stato a 13,848 euro). C'è un bel livello calamita attorno a 14,50 ma il petrolio, pur avendo testato una vecchia neckline non mi convince molto nel rimbalzo.
Moncler
Benché la performance settimanale sia stata ottima (+6,2%) non ho toccato il titolo: non c'erano i presupposti tecnici pur trovandosi a ridosso di livelli critici. C'è chi si butta e chi non lo fa. In questo caso non l'ho fatto e non me ne pento. Chi lo avesse fatto (col suo trading plan) stop a 47 euro (linea tratteggiata) rispetto al close settimanale a 50,84 euro. Rimane comunque nel radar in vista della relazione semestrale in programma per il 23 luglio.
Prysmian
Mi sarei aspettato una continuazione del trend dopo la bella long white di venerdì scorso, ma al momento sta consolidando a ridosso della media a 200 periodi. Invariate le considerazioni di sabato scorso: stop a prescindere a 55 euro ma credo sia utile smezzare l'eventuale long già sotto 58 euro market on close (per ridurre lo stop finanziario). La chiusura di ottava è stata a 59,34 euro.
Iveco
In settimana ha congestionato reggendo abbastanza bene a ribassi momentanei. In caso di rottura al rialzo di 16,76 (massimi di giovedì) o per i puristi di 16,855 euro (massimi weekly) lo stop andrebbe posizionato a 16,30 ed andrebbe a mio avviso alzato a seconda di come si formeranno le barre daily successive, giusto per evitare "fregature" in stile marzo piuttosto che a fine maggio di quest'anno (vedere aree cerchiate): in entrambi i casi c'era stato un bellissimo breakout daily ma già nella seduta seguente o nelle due successive si sono formate barre inside. Una sorta di freno a mano inserito mentre si accelera. Al momento non ho comunque un target.
Buona domenica.
Ad maiora!
PNA
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