Lo chiamano mercato toro, ma a volte assomiglia di più a un sonnambulo. L’indice DAX tedesco ha sfondato la soglia dei 25.000 punti all’inizio del 2026, scrivendo un nuovo capitolo della sua storia al rialzo dopo un 2025 che lo ha visto guadagnare oltre il 23% . Il traguardo è psicologicamente importante, tecnicamente ineccepibile, eppure il trionfo è arrivato con un accompagnamento di volumi che definire modesti è un eufemismo. Si procede, sì, ma come su un nastro trasportatore, con una quiete che lascia più spazio alla riflessione che all’euforia.
Il quadro tecnico: una salita metodica
Dal punto di vista grafico, la situazione è cristallina per chi segue il trend. Il DAX non solo ha mantenuto il supporto dinamico della media mobile a 200 sessioni, ma ha costruito una serie di massimi e minimi relativi sempre crescenti.
La rottura dei 25.000 punti, ora, apre tecnicamente la strada verso nuovi orizzonti, con un momentum positivo che sembra voler ignorare qualsiasi forma di stanchezza a breve termine.
I dati parlano di una nona seduta consecutiva in rialzo in chiusura di venerdì 9 gennaio, con l’indice che si è portato a ridosso dei 25.270 punti . È l’immagine perfetta del trend following: il mercato compra perché il mercato sale, in un circolo che si autoalimenta. I settori non mostrano scossoni, ma piccoli, continui assestamenti. Gli unici movimenti degni di nota arrivano dalle società della difesa come Rheinmetall e Airbus, favorite dalle tensioni geopolitiche e dalle attese su maggiori spese militari, mentre le assicurazioni arretrano leggermente .
Il paradosso dei volumi: record di prezzo, minimi di partecipazione
Qui, però, si annida il paradosso su cui vale la pena soffermarsi. Il prezzo vola, ma l’entusiasmo sembra misurato. Dando un’occhiata ai dati di volume, il quadro è eloquente:
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Nei primi giorni del 2026, i volumi scambiati sul DAX si sono attestati tra i 48 e i 58 milioni di unità giornaliere .
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Confrontando con i picchi di fine novembre 2025, quando si sono toccati volumi anche superiori ai 129 milioni in una singola sessione, la differenza è abissale .
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Il periodo natalizio, tradizionalmente moscio, ha visto numeri ancor più esigenti, con scambi scesi sotto i 24 milioni il 30 dicembre .
Che cosa significa? Che il mercato sta salendo per inerzia e per mancanza di venditori, più che per una convinta aggressione al rialzo da parte degli acquirenti. È un rialzo "leggero", che potrebbe rivelarsi vulnerabile al primo segnale di nervosismo reale. La liquidità è migliorata rispetto al vuoto pneumatico delle feste, ma resta ben lontana dai livelli che denotano una partecipazione ampia e convinta.
Focus su due nomi: RVMD e LQDA
In un contesto del genere, la selezione diventa tutto. Due titoli che osservo con attenzione in questi giorni sono Revolution Medicines (RVMD) e Liquidia (LQDA).
RVMD è un caso emblematico di momentum biotech. Il titolo, dopo essere rimbalzato da un minimo annuale di 29,17 dollari nell'aprile 2025, ha vissuto uno strappo violento, portandosi a sfiorare i 112 dollari a inizio gennaio 2026 . Un movimento del genere, quasi un triplo in meno di nove mesi, lascia inevitabilmente il segno sul grafico e sugli animi. Personalmente, in situazioni simili, cerco lo scalpo veloce.
L’approccio non è di chi crede in una nuova corsa senza fine, ma di chi cerca di catturare un’ultima onda di volatilità prima di un probabile affanno e quindi il mio ingresso è calibrato agli 87 dollari con stop loss e take profit impostati. Si entra e si esce con disciplina ferrea, perché il rischio di un rapido riassorbimento dei guadagni è alto.
Per LQDA, invece, la strategia che ho in mente è diversa. Il livello che seguo per un possibile ingresso è l’area dei 24 dollari. Non si tratta di inseguire un breakout, ma di pazientare in attesa che il titolo completi un suo movimento correttivo o di consolidamento e mostri segni di stabilizzazione in una zona di supporto tecnico o di valore.
È un approccio più conservativo, che presuppone una fase di osservazione.
Conclusione: la calma che precede... cosa?
La situazione attuale è quindi una strana miscela: record di borsa e atmosfera da mercato laterale. Questa lentezza, questo scarico di volumi, ci ricordano che non tutti gli investitori stanno partecipando a questa festa. Molti sono ancora a bordo campo, forse in attesa di segnali macroeconomici più chiari (la direzione dei tassi d’interesse della Fed su tutti) o di una soluzione alle numerose incognite geopolitiche .
Il trend, però, rimane amico. Finché il DAX continuerà a camminare lungo la sua linea di tendenza rialzista, respingendo i tentativi di discesa, la strategia tecnica più semplice rimarrà quella di non ostacolarlo. Ma farlo con la consapevolezza che si sta ballando in una sala semivuota: la musica può fermarsi all’improvviso, e quando tutti si dirigeranno verso l’uscita, lo spazio per manovrare sarà poco. Per ora, la direzione è una sola: l’unica cosa da fare è seguire il trend, ma con un piede saldamente piantato vicino alla porta.
Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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