Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

È tutto oro (e silver, palladio e platino) quello che brilla?


Torniamo a parlare di metalli preziosi dopo averli affrontati per la prima volta ai primi di giugno 2025, con successivi aggiornamenti in agosto e settembre dello stesso anno. L’obiettivo è aggiornare il focus e contestualizzare le dinamiche tra titoli e materie prime, rileggendo alcune considerazioni fatte allora per comprendere meglio il quadro d’insieme.

Il punto di partenza

In quelle analisi avevamo messo in evidenza, tra le altre cose, una frase piuttosto chiara:

“Per quanto riguarda i metalli preziosi, oltre al silver ci sono i prodromi per un cambio di DNA per il platino”.

Immagini di Giugno 2025

Si era insistito ( a Giugno 2025 come si evince nelle immagini sopra) in particolare sulla redditività dei miners e sui volumi molto elevati che avevano caratterizzato tutti i titoli del settore negli ultimi 3–6 mesi. Oggi, 15 gennaio 2026, tutti parlano di preziosi e del forte rialzo dei miners: ma è davvero così, o siamo soltanto all’inizio di un movimento potenzialmente ancora più poderoso , visto che da Giugno moltio titoli sono ben piu che raddoppiati?

Preziosi e grafici: cosa mostrano

Dopo l’oro, che è stato il primo metallo prezioso a mettere a segno un rialzo importante negli ultimi mesi, abbiamo visto movimenti significativi anche su argento, platino e palladio. Prima di trarre conclusioni, è utile soffermarsi sul grafico che confronta due titoli miners in argento con l’andamento dell’argento stesso.

Dal grafico emerge che, mentre l’argento ha registrato un rialzo di oltre l’80% rispetto ai massimi del 2011, le società considerate quotano ancora ben al di sotto dei loro massimi storici, con scostamenti anche nell’ordine del 30%. Questo apre diverse domande: perché gli investitori non stanno facendo incetta di questi titoli? Cosa frena il mercato azionario del settore rispetto al sottostante?

Speculazione passata e nuovo contesto

I rialzi esplosivi dell’argento del passato – come quello del 2011 o quello, ancora più lontano nel tempo, legato alle manovre dei fratelli Hunt – sono stati essenzialmente episodi speculativi, seguiti da un ritorno delle quotazioni su livelli pre-impulso. È comprensibile quindi che il mercato oggi resti cauto e si chieda se l’attuale rialzo sia davvero strutturale o meno.

Eppure, la risposta in parte è già visibile: è in corso una vera e propria corsa al “fisico” in tutti i continenti. Lo si è visto chiaramente anche nel comparto aurifero, dove i titoli dei produttori d’oro hanno avuto performance esplosive con anni di ritardo rispetto alla salita del metallo. Per questo, è plausibile che qualcosa di simile possa verificarsi anche nel comparto silver.

Stress sul fisico e uso industriale

Un ulteriore elemento a supporto di questa lettura è la difficoltà di alcune piazze a consegnare metallo fisico. Il Comex e i principali mercati asiatici mostrano tensioni sul fisico, mentre l’innalzamento dei margini sui futures sembra concepito per smorzare la speculazione, senza però essere riuscito a impedire la salita dei prezzi dei preziosi. L’analisi dei posizionamenti (COT) non suggerisce, al momento, un movimento effimero di breve periodo.

A tutto ciò si aggiunge il crescente utilizzo di argento e di altri metalli preziosi (escluso l’oro, che gioca più un ruolo monetario) in settori strategici: fotovoltaico, tecnologie legate all’AI, auto elettriche, batterie allo stato solido. In parallelo, oro e, in prospettiva, altri metalli vengono sempre più utilizzati come collaterale per emissioni di stablecoin, contribuendo a creare una domanda “strutturale” di lungo periodo.

Mosse industriali e segnali dal mercato

Questa evoluzione non è solo teorica: iniziano a comparire movimenti concreti sul fronte corporate. Un esempio è l’ingresso di Tether Investments nel capitale di una società di royalties aurifere, con un investimento rilevante in un veicolo specializzato in flussi legati all’oro, modello che consente di esporsi alla produzione senza assumersi il rischio operativo diretto delle miniere.​

Parallelamente, grandi player industriali come Samsung hanno siglato accordi di fornitura pluriennale con produttori non quotati, assicurandosi in anticipo la disponibilità di metallo per i propri bisogni produttivi. Il messaggio implicito è chiaro: se non si trova il “Parmigiano Reggiano” sugli scaffali del supermercato (Comex / LME), allora conviene comprarsi direttamente il caseificio, cioè il produttore.

Corsa alle junior e potenziale sottovalutazione

Se questa lettura fosse corretta, lo scenario naturale sarebbe una corsa ad accaparrarsi le società estrattive, in particolare le junior che detengono diritti su vaste aree potenzialmente ricche di metalli preziosi. Nomi come Fury o Dolly Varden diventano interessanti proprio perché rappresentano, di fatto, opzioni su enormi risorse nel sottosuolo.

Il ritardo relativo dei miners d’argento rispetto al movimento del metallo potrebbe nascondere diversi fattori: operazioni di copertura (hedging), aumenti di capitale diluitivi, o semplicemente la lentezza con cui il mercato sconta il nuovo quadro macro e industriale. In alcuni casi specifici, la pressione deriva dall’emissione di grandi quantità di nuove azioni per finanziare operazioni straordinarie che non sono ancora pienamente a reddito.

Hedging: arma a doppio taglio

L’hedging è una pratica “benedetta e maledetta” per le società estrattive. Da un lato permette di finanziare investimenti molto capital intensive (CapEx, sviluppo miniere, espansioni impiantistiche) vendendo anticipatamente parte della produzione futura tramite futures e opzioni a lunga scadenza. Dall’altro, se il prezzo della materia prima esplode, le posizioni di copertura possono generare perdite finanziarie significative e impattare in modo pesante i conti, come visto in passato con alcuni produttori di nickel nel 2022.

Per questo è rilevante distinguere tra chi è fortemente hedgiato e chi, invece, mantiene un’esposizione diretta al prezzo di mercato. Silvercorp Metals Inc., per esempio, indica nei propri documenti che il prezzo di vendita dell’argento viene fissato rispetto allo Shanghai White Platinum & Silver Exchange, e non risulta adottare strategie di copertura sistematiche sulle produzioni future. Ciò significa partecipare pienamente alla volatilità e ai potenziali benefici di un trend rialzista del metallo.​

Alcuni casi specifici: SVM e First Majestic

Nel caso di Silvercorp (SVM), oltre alla leva diretta sul prezzo, rileva anche la dinamica industriale: l’ampliamento del principale impianto produttivo è entrato in funzione a fine 2025, mentre per il 2026 è prevista la messa in produzione del grande progetto El Domo in Ecuador, che potrà incidere in modo significativo sui volumi complessivi.

Per First Majestic, il quadro è leggermente diverso: alcune fonti indicano la presenza di una quota limitata di produzione coperta tramite hedging, mantenendo comunque un’elevata esposizione alle oscillazioni del prezzo dell’argento. La combinazione di profilo produttivo in crescita e leva sul metallo rende queste società casi interessanti per osservare come il mercato prezza il nuovo ciclo dei preziosi.​

Conclusioni

Per individuare meglio le possibili accelerazioni del settore, diventa fondamentale affiancare all’analisi fondamentale (progetti, CapEx, struttura finanziaria, hedging, diluizione azionaria) un’attenta lettura della forza relativa dei titoli rispetto al metallo sottostante e all’indice di settore. Questo tipo di approccio può aiutare a capire se il “ritardo” dei miners sia un semplice sfasamento temporale o, al contrario, il segnale di criticità specifiche.

L'autore del presente articolo è un trader privato e detiene le azioni oggetto delle sue analisi e quindi è in potenziale conflitto di interessi con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Gli ultimi articoli di Corrado Bertolini

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.