Il povero consulente finanziario, costantemente bombardato da informazioni e sottoposto a pressioni di ogni genere, merita di migliorare la qualità dei propri pensieri. Se consideriamo anche i 34 giga byte di contenuti cui tutti siamo normalmente esposti ogni giorno, arriviamo ad un diluvio di oltre centomila parole. Tutto questo a fronte di una mente umana che può elaborare un massimo di 120 bit di informazione al secondo.
L’ Oxford English Dictionary ha coniato una parola per esprimere questa situazione: ROT BRAIN cioè MARCIUME CEREBRALE. Si tratta di un deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona, come conseguenza di un consumo eccessivo di materiale.
Inoltre questa costante sovra-stimolazione comporta una ridotta capacità di attenzione quando invece ogni giorno dovremmo analizzare con razionalità e logica ogni dato immagazzinato ed impiegare, appellandoci alla volontà, un ingente consumo di risorse sia cognitive che di tempo.
Il cervello invece sceglie strade più rapide, comode ed economiche in quanto non è in grado di elaborare continuativamente le informazioni secondo i principi logico-formali o le regole statistiche. Siamo fatti per risparmiare energia e guadagnare in rapidità per cui la raccolta, interpretazione e recupero di informazioni avviene spesso in modo parziale, i contenuti si distorcono.
Ecco che di fronte a decisioni importanti corriamo il rischio di attingere dalla nostra fallace memoria pensieri a parer nostro obiettivi. Su questi andiamo poi a basare scelte operative senza accorgerci che i famosi bias cognitivi ci stanno portando verso grossi errori.
Uno tra questi è il bias di conferma. Si tratta di un pregiudizio cognitivo in base al quale si prediligono le informazioni che confermano le proprie convinzioni o ipotesi preesistenti, scartando o ignorando invece le prove contrarie alle idee di partenza. Pertanto, quando si deve dimostrare un’idea o un’ipotesi, è più facile recuperare in modo selettivo dalla memoria solo i dati che sono congruenti con lo schema di partenza.
Un esempio del bias in questione è: donna al volante pericolo costante. In caso di incidenti, o di manovre errate, spesso si guarda il presunto responsabile con l’aspettativa di trovare una donna e confermare quello che già ci si immaginava.
Va detto in aggiunta che confrontarsi con informazioni che contrastano la propria rappresentazione della realtà può indebolire l’autostima e l’identità di una persona. Se si ha una struttura di convinzioni, consolidata nel tempo, su come funzionano il mondo e gli eventi, l’esposizione ad informazioni contraddittorie,minano le rappresentazioni del Sé e, con esse, il valore personale.
Vengono messi in dubbio la propria morale, la coerenza, le abilità individuali ed anche la propria intelligenza.
Il bias di conferma consente, invece, di raccogliere e distorcere le informazioni affinché esse siano conformi o vengano conformate alle convinzioni di partenza. Queste, una volta rinforzate, alimentano la propria autostima e saldano l’identità personale.
Chi non si è mai sentito un po’ esaltato e rassicurato nel poter dire “hai visto che è come dicevo io? “
Ecco che se sono ribassista, ed Elliot mi conferma un ribasso, preferisco leggere solo quello. Oppure se stimo solo W Buffett lo copio senza sapere che, dati alla mano, non ha realizzato performance da primo della classe.
Se si ha la convinzione che i mercati sono rialzisti perché le economie vanno benissimo si tende a ricercare e raccogliere tutti i dati che la supportino, rifiutando o sminuendo le informazioni contrarie, ovvero interpretarle in modo da sostenere e, addirittura, rafforzare i propri preconcetti.
E ancora, se mi tranquillizzano le previsioni dei guru ad inizio anno devo sapere che fanno male al cervello ed agli asset di portafoglio. Infatti, a partire dal 2000, la previsione ad un anno dei guru è stata poi effettivamente vicino alla realtà solo nel 23% dei casi con tolleranza del 5%. Ovvero meno di una volta su quattro.
Allora spazio all’atteggiamento critico, razionale, flessibile al fine di prendere decisioni più ponderate e informate. Essere aperti al cambiamento ci permette di avere una visione più equilibrata e meno distorta della realtà.
Si può iniziare mettendo in discussione le nostre abitudini e opinioni in cucina modificando una ricetta, compiere un percorso diverso per andare al lavoro, leggere l’articolo di un giornalista col quale non condividiamo le idee. Un altro metodo al quale ricorrere è, ovviamente, quello scientifico: cercare non di confermare la nostra tesi ma di confutarla, ricercando attivamente quelle condizioni per cui essa non è valida.
Bene, si parlava di alleggerire/switchare/ riposizionare qualcosa nella prima decade di gennaio: meno USA più Europa, emergenti e small cup. Il secondo anno presidenziale notoriamente è poco brillante e ballerino con escursioni da più 10% a meno 10%.
Comunque i modelli che sottostanno alle regole di economia, analisi quantitativa e sentiment non modificano l’esposizione azionaria confermando un 70%. Forse la potatura più importante va fatta a marzo.
Dimenticavo di dire che il vaccino è la lettura del LOMBARDREPORT.







