Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

UN CERTIFICATO A CAPITALE PROTETTO DA 7,1% ANNUALE


Non abbiamo mai preso in gran considerazione i Certif a Capitale Protetto, per varie ragioni, fra cui, la principale, quella di rimanere ‘incastrati’ con l’investimento bloccato per  vari anni senza portare a casa nulla.

Ma come sempre esistono le eccezioni, e questa lo è in modo particolare.

Cerchiamo di spiegarlo: il sottostante è il SOLOACTIVE BTP 10 Y (cod. Bloomberg SOITA10Y Index), che replica l’andamento del rendimento del BTP decennale emesso dallo Stato Italiano, costituendo un benchmark standardizzato e riconosciuto a livello internazionale per misurare il costo di finanziamento a lungo termine dell’Italia. L’indice riflette in tempo reale le variazioni della curva dei tassi governativi, rappresentando un indicatore chiave della percezione del rischio sovrano e dello spread BTP-BUND (Fte: sito BNP Paribas).

Esistono già sul mercato altri Certificati simili, sempre emessi da BNP Paribas,  con lo stesso sottostante e con durate differenti, ma in questo specifico caso la differenza sta nel rendimento, che è quello  più alto di tutti, vale a dire del 7,1% p.a.

Qual è la condizione per ottenere questo premio annuale? Una sola: che ad ogni osservazione (data di Rilevamento) il rendimento del BTP decennale sia inferiore al 3,95% (che definiamo Barriera Premio). Qualora si trovasse al di sopra interviene l’Effetto Memoria: il premio/cedola non viene erogato, ma accantonato e successivamente pagato nelle prossime date di osservazione quando il valore del rendimento tornerà ad essere inferiore al 3,95%.

Teniamo presente che il rendimento attuale del BTP decennale si attesta in area 3,47%/3,5%, sostenuto dal rafforzamento della domanda di asset di rifugio in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra USA ed Europa e dal clima di fiducia degli investitori esteri e del retail verso il nostro Paese (finanze pubbliche considerate  relativamente stabili e ‘virtuose’). Il che ha poi prodotto i sette miglioramenti di rating o outlook messi in fila nel 2025, ed anche il restringimento dello spread BTP-BUND in area 60, toccando minimi che non si vedevano dal 2008.

Sul fronte macro, l’inflazione dell’area euro è rallentata all’1,9%, scendendo al di sotto del target del 2%, fissato dalla BCE. Di conseguenza, secondo Alliance News, le aspettative di mercato sulla traiettoria  dei tassi BCE si sono orientate in senso più accomodante, con i trader che attribuiscono solo una probabilità del 20% ad un rialzo dei tassi di 25 pb entro Aprile 2027.

Sappiamo anche che negli ultimi dieci anni il rendimento del BTP decennale ha superato il 4% nel periodo Settembre ’22-Novembre ’23. E al di fuori di questa parentesi bisogna risalire alla crisi del debito del 2011, sempre in una finestra temporale limitata.

Perciò l’effetto memoria, che è il vero plus ed essenziale in un Certificato di lunga durata, riduce notevolmente il rischio di non incassare i premi. Anche perchè è difficilmente ipotizzabile, nella storia recente, un rendimento superiore al 3,95% nel lungo periodo.

Non ultima come importanza è la struttura del Certificato a Capitale Protetto, che permette il rimborso a scadenza del 100% del nominale (100€), salvo evento di credito dell’emittente, indipendentemente dall’andamento del sottostante.

Altro aspetto da considerare è il meccanismo dell’AUTOCALL, già attivo alla scadenza del primo anno (15/1/27), che determinerebbe il rimborso anticipato+premio del 7,1% qualora il rendimento del BTP fosse sceso sotto il 3,10%.

In sostanza, per ottenere il rendimento ottimale nei 10 anni (71%), il rendimento del BTP dovrebbe oscillare fra il 3,10% e il 3,95%. Qualora superasse in qualche occasione (data di Rilevamento annuale) questa barriera scatterebbe, come già sottolineato, l’effetto memoria.

Le date di Rilevamento, per avere diritto al premio, saranno in corrispondenza del mese di Gennaio di ogni anno (v. Kid e Final Terms per le date esatte), dal 2027 (la prima) al 2036 (l’ultima), salvo rimborso anticipato.

Ricordo anche che, essendo un certificato, il rendimento è lordo e la tassazione è del 26%, ma diventerebbe netto nel caso di minusvalenze presenti nello zainetto fiscale, in quanto i premi incassati sono considerati ‘redditi diversi’

Tutto questo lungo preambolo per comprendere pienamente le caratteristiche del nuovo Certificato 10Y 100% PROTECTION CASH COLLECT ON SOLACTIVE BTP 10Y INDEX di BNP PARIBAS:

XS3227684944

Verrà emesso in data 26/1/26 e scadrà in data 28/1/36

SOTTOSTANTE: SOLACTIVE BTP 10 ANNUAL COMP. Y INDEX (SOITA10Y Index)

RENDIMENTO: 7,10% lordo p.a.

BARRIERA PREMIO: 3,95%

AUTOCALL: barriera per la Scadenza Anticipata 3,10% dal primo anno (15/1/27)

In conclusione: un certificato a capitale integralmente protetto, con sottostante l’andamento del BTP decennale (con l’inflazione sotto al 2%, crescita non entusiasmante, conti pubblici e spread sotto controllo, escluso per ora scenario dei tassi in rialzo), rendimento decisamente elevato al 7,10% lordo p.a.(in area 3,5% attualmente per il BTP decennale), premi a memoria, efficienza fiscale.

RISCHIO: emittente, come per tutti i certificati, ma con alto rating in questo caso.

Paolo Vandelli

https://kid.bnpparibas.com/XS3227684944_IT.pdf

https://investimenti.bnpparibas.it/product-details/XS3227684944/FT.pdf

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