Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Strategie Value: analisi del FY per LVMH


LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton resta il punto di riferimento globale del lusso, con un portafoglio unico di oltre 70 maison che spaziano dalla moda al beauty, dal selective retailing, ai vini e spiriti.

Nel 2025 il gruppo ha chiuso con ricavi pari a € 80,8 mld, confermando la propria leadership in un contesto macroeconomico tutt’altro che favorevole, caratterizzato da tensioni geopolitiche, normalizzazione della domanda post-pandemia e forti effetti valutari.

Il modello di business, articolato su cinque divisioni, continua a poggiare su tre pilastri ricorrenti nella comunicazione del management: desiderabilità dei brand, controllo diretto della distribuzione ed eccellenza artigianale, elementi che storicamente hanno permesso al gruppo di attraversare anche le fasi cicliche più complesse.

RICAVI DI LVMH:

Nel 2025 i ricavi risultano in calo del 5% su base reported, ma il dato va letto con attenzione. A perimetro e cambi costanti, la flessione organica si limita all’-1%, con un netto miglioramento nella seconda metà dell’anno.

L’impatto valutario è stato particolarmente rilevante (circa -3 punti percentuali), riflettendo soprattutto:

- la forza dell’euro;

- la debolezza dello yen;

- una minore spinta del dollaro rispetto al 2024.

Un elemento sottolineato dal gruppo è la tenuta della domanda locale, che ha in parte compensato il rallentamento dei flussi turistici internazionali, soprattutto in Europa e Giappone.

L’analisi per divisioni mostra un andamento a macchia di leopardo:

Vini & Spiriti (-5% organico)
Penalizzati in particolare Cognac e Hennessy, colpiti da tensioni commerciali tra USA e Cina. Lo Champagne mostra invece una buona resilienza.

Moda e Pelletteria (-5% organico)
Dopo anni di crescita eccezionale, il segmento entra in una fase di normalizzazione. Da notare però che il margine operativo resta intorno al 35%, un livello che pochi operatori globali possono vantare.

Profumi e Cosmesi (flat organico)
Il segmento beneficia di lanci mirati e di una domanda più stabile, con fragranze iconiche che continuano a performare bene anche in un contesto più selettivo.

Orologi e Gioielli (+3% organico)
Tra i comparti più dinamici del 2025, grazie a Tiffany & Co. e Bvlgari, sostenuti da nuove collezioni e store rinnovati in location chiave.

Selective retailing (+4% organico)
È il vero motore dell’anno. Sephora consolida la leadership globale nel beauty, mentre DFS avvia un processo di razionalizzazione in Asia, con l’uscita dal business meno profittevole in Greater China.

Il confronto infrannuale è particolarmente istruttivo:

H1 2025: ricavi organici in calo del 3%, con debolezza diffusa e moda sotto pressione.

H2 2025: inversione di tendenza, con +1% organico, trainato da:

- Orologi e Gioielli (+5%);

- Selective retailing (+7%).

La Moda e Pelletteria rimane in territorio negativo, ma riduce sensibilmente il ritmo di contrazione (-3% in H2 contro -7% in H1).
Questo miglioramento riflette una graduale stabilizzazione in Asia e una domanda locale più solida, mentre Europa e Giappone mostrano segnali di maturità ciclica.

Guardando agli ultimi cinque anni (2021-2025), LVMH ha registrato un CAGR intorno al 17%, sostenuto in particolare da:

- Moda e Pelletteria;

- Retail.

Il 2025 segna ancora una volta una discontinuità rispetto a questo trend.

MARGINALITA’ DI LVMH:

Il margine operativo ricorrente si attesta al 22%, in calo di circa 110 punti base rispetto al 2024.
Anche in questo caso, il fattore valutario è il principale responsabile, insieme a:

- minore leva operativa nella Moda:

- debolezza dei Vini & Spiriti.

In controtendenza, il Selective retailing registra un forte incremento dell’utile operativo (+28%), confermandosi un importante stabilizzatore dei conti.
Da segnalare inoltre la disciplina sui costi, con spese generali e amministrative in diminuzione, a testimonianza dell’attenzione del management in una fase meno espansiva del ciclo.

OUTLOOK DI LVMH DEL MANAGEMENT PER IL 2026:

Per il 2026 il management mantiene un approccio cauto, facendo leva su tre direttrici chiave:

- Creatività, come motore della desiderabilità dei brand;

- Vigilanza, con controllo rigoroso dei costi e degli investimenti;

- Impegno, in particolare sul fronte ambientale e sociale attraverso il programma LIFE 360.

LA VISIONE DI ARNAULT:

Bernard Arnault ha ribadito come nel 2025 il gruppo abbia dimostrato solidità ed efficacia strategica, sostenute dalla fedeltà della clientela locale e dalla forza dei brand. Le iniziative culturali e simboliche – come The Louis a Shanghai, le nuove boutique Dior e Tiffany, la presenza all’Expo di Osaka e il primo anno della partnership con la Formula 1 – rafforzano il posizionamento aspirazionale del gruppo.

In un contesto che resta incerto, la capacità delle maison di ispirare sogni, unita alla disciplina sui costi e agli impegni ESG, viene indicata come un asset chiave per mantenere la leadership nel lusso globale.

GRAFICO DI LVMH:

Dopo il superamento della trendline discendente (in fucsia), il titolo non è riuscito a consolidare il movimento, tornando rapidamente in una configurazione di debolezza. Nell’ultima settimana, complice la pubblicazione dei risultati FY 2025, la pressione in vendita è aumentata, accelerando nuovamente la fase correttiva.

RIFLESSIONI:

Anche l’ultimo trimestre del 2025 conferma quanto visto in precedenza: il settore del lusso sta attraversando una fase piuttosto delicata. Rispetto ai primi sei mesi, LVMH mostra segnali incoraggianti.

Il miglioramento sequenziale, la forza del selective retailing, la solidità finanziaria (free cash flow a € 11,3 mld) e la diversificazione del modello di business rendono il gruppo uno degli operatori meglio attrezzati per affrontare la ripresa che però deve ancora presentarsi.

Il titolo resta quindi un osservato speciale nel comparto luxury: non è immune dal ciclo, ma supportato da fondamentali e da un posizionamento competitivo difficilmente replicabile.

Relativamente ai multipli, i livelli attuali sono allineati all’andamento storico: non si riscontrano, da questa prospettiva, elementi di sconto.

Per una svolta definitiva, ci vorrà ancora del tempo…

RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:

PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:

Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.