Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Raccolta netta fondi, Super Bowl e “ statistiche”.


Il Wall Street Journal riporta l’ottimo andamento dei flussi in entrata sui fondi azionari internazionali e la mente torna, con una certa preoccupazione, ai periodi passati. Spesso infatti i flussi seguono i prezzi, non li anticipano. Ad esempio in Italia ci fu un picco di raccolta nel 1994 e nel 2000 mentre il minimo nel 1992 e nel 1995. Oppure a livello internazionale minimo nel 2002 massimo nel 2005. E più vicino ai giorni nostri minimo nel 2020 massimo 2022. Insomma la domanda è:” sto investendo perché ho un piano o perché mi sento in ritardo?”. È un classico schema comportamentale: si entra quando i rendimenti sono evidenti e la narrazione è rassicurante. I picchi di raccolta in prossimità dei massimi non sono una legge matematica ma raccontano una dinamica psicologica ricorrente: il pubblico compra entusiasmo e non valore. In queste circostanze il meteo prevede la formazione di nuvoloni in lontananza. “Il fattore chiave che determinerà il tuo futuro finanziario non è l’economia; il fattore chiave è la tua filosofia” J Rohn. Ecco che fenomeni imitativi sono buoni per chi copia subito mentre chi entra nella mandria in ritardo viene accolto in malo modo dai bufali.

R Detrick ha elaborato una curiosa statistica in base al margine di vittoria nel SuperBowl: quando supera i 10 punti di scarto, lo S&P chiude l’anno in positivo per 19 volte su 21 a partire dal 1967; fra l’altro a doppia cifra. Un tipico esempio di come il mercato, oltre alla lunghezza delle gonne o dei tacchi, cerchi pattern dappertutto per ridurre l’ansia da incertezza. Che dire, quest’anno i Seattle Seahawks hanno vinto con un distacco di 16; ma aggiungerei che siamo ancora a febbraio e ci sono davanti molti mesi carichi di infinite variabili prima che arrivi dicembre.

Un altro classico è la notiziona d’apertura in prima pagina: S&P a 7000 sul Sole 24 Ore. Consideriamo che solo un italiano su tre investe nei mercati finanziari contro una media UE del 50%. E addirittura, mentre in Europa nel 2024 il numero dei nuovi investitori è aumentato, in Italia è diminuito. In questo clima di confusione generato dalla rapidità delle notizie, cui si sommano le opinioni dei parenti o i successi raccontati con disinvoltura durante certe cene, è facile formarsi opinioni sbagliate. La minoranza che investe fa un sacco di rumore nei momenti del rialzo. “Se volete che la verità si erga chiaramente davanti a voi, non siate mai pro o contro qualcosa. La lotta tra il “pro” e il “contro” è la peggiore malattia della mente” B Lee. Come sempre occorrono mesi affinché tizio guadagni in maniera considerevole ed eclatante prima che raggiunga un punto tale da convincersi a raccontarlo. Spesso coincide con la fase matura del bull market.

L’attuale toro partito nell’ottobre 2022 non è giovincello ma nemmeno vecchio con i suoi 39 mesi. Tuttavia va ricordato che negli ultimi sette anni ci sono stati 4 bear market mentre un ribasso del 20% non si vide nei 5 anni che precedettero il picco del 2007. E ancora, nel secolo scorso, un mercato orso si presentò solo una volta nei 10 anni che precedettero il top del 2000. Insomma ultimamente le borse sono cambiate, sono più volatili, con bull e bear market ciclici che si alternano nel mega rialzone partito nel 2009. Ribassi più veloci, recuperi più rapidi e maggiore instabilità emotiva. Comunque è vero che la Advanced-DeclineLine fa nuovi massimi e promette una prosecuzione del rialzo per generare spesso un top dopo qualche mese; leggi i casi del 2000, 2007, 2022 e udite udite febbraio 2025.

Una frase che ho in testa è: “i minimi sono un evento, i massimi sono una costruzione”. Il minimo è panico, il massimo euforia generale. Bene attualmente, forse, la struttura è ben oltre le fondamenta; consideriamo allora, in attesa del top, la gestione di qualche flessione/sciopero/variante.

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