Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

CIGNO NERO STELLANTIS


Il venerdi’ nero di Stellantis ha sorpreso tutti, investitori…analisti…emittenti…gestori..

Il cambio di strategia con oneri per 22 miliardi, la mancata distribuzione del dividendo, l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi, hanno generato un’ampissima area di commenti fra i più disparati, che non sto certo a citarvi perché già li avrete letti tutti sulla stampa o ascoltati nei vari dibattiti e interviste televisive.

Così come vi risparmio i vari target price, che di fatto hanno sempre avuto scarso valore reale, emessi oggi dalle banche d’affari, che vanno da un minimo di 5 a 12 entro la fine anno.

Parlando di certificati che dire? Nessuno ovviamente ha la soluzione e ognuno deve agire con la propria testa e con la propria emotivià.

E’ un titolo presente in circa 1150 strutture presenti sul mercato, e molti risparmiatori erano già usciti da vecchi o non recenti certificati con barriere alte per posizionarsi sui nuovi con barriere in area 4/5, che fino a pochi giorni fa erano considerate (da TUTTI) sufficientemente difensive.

Il mio consiglio è quello di cercare di ragionare a mente fredda, non correre a svendere in un momento di altissima volatilità (ricordo che sarebbe sufficiente che questa si ridimensionasse per far risalire i prezzi indipendentemente dall’andamento del titolo, chiaramente entro certi limiti) e valutare l’evolversi della situazione.

Un analista che stimo e solitamente molto pacato mi diceva stamattina che secondo lui il peggio è alle spalle, ma è anche vero che il tutto si chiarirà meglio in occasione dell’Investor Day del 21 maggio.

Il 26 Febbraio saranno pubblicati i risultati finanziari definitivi dell’esercizio 2025.

Che fare nel frattempo? Guardare il ptf, considerare quanti siano i certificati con sottostante Stellantis nel basket e la loro scadenza, eliminare, appena calerà la volatilità, quelli con barriere poco difensive superiore a 7/8, calcolando anche le cedole già incassate (che comunque ridimensionerebbero la perdita) e tenere gli altri in attesa di tempi migliori….se arriveranno.

Personalmente mi comporto in questo modo, ma nessuno conosce il futuro e, ripeto, nessuno ha oggi una soluzione che sia efficiente o valida per tutti.

E’ altrettanto chiaro che non è mia intenzione influenzare o condizionare la scelta di chi legge, perché alla fine è sempre la view soggettiva e la propria propensione al rischio che determinano ogni tipo di decisione.

D’altra parte siamo nel mondo equity, finora è sempre andato tutto liscio e senza problemi particolari, cedole costantemente incassate, rimborsi anticipati, nuove emissioni, abbiamo superato l’epoca Covid con paura ma senza danni (riportati solo da quelli che si sono precipitati a svendere con una volatilità dell’80/90%), ma i cigni neri sono sempre esistiti e sempre esisteranno, dobbiamo solo adattarci ed essere pronti ad affrontarli con raziocinio e cervello attivo.

Paolo Vandelli

L'autore del presente articolo potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse, sia in qualità di privato che svolge attività di investing anche sugli strumenti citati, sia per il tramite di partecipazione a società che intrattengono rapporti commerciali con gli emittenti citati. In ogni caso la priorità è garantire che le opinioni espresse rimangano imparziali e che i contenuti condivisi siano informativi e utili. Questo articolo è a scopo informativo e non costituisce un consiglio d'investimento. Investire in certificati può comportare la perdita parziale o totale del capitale, assicurarsi che i prodotti siano compatibli con il profilo rischio / rendimento.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.