Il venerdi’ nero di Stellantis ha sorpreso tutti, investitori…analisti…emittenti…gestori..
Il cambio di strategia con oneri per 22 miliardi, la mancata distribuzione del dividendo, l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi, hanno generato un’ampissima area di commenti fra i più disparati, che non sto certo a citarvi perché già li avrete letti tutti sulla stampa o ascoltati nei vari dibattiti e interviste televisive.
Così come vi risparmio i vari target price, che di fatto hanno sempre avuto scarso valore reale, emessi oggi dalle banche d’affari, che vanno da un minimo di 5 a 12 entro la fine anno.
Parlando di certificati che dire? Nessuno ovviamente ha la soluzione e ognuno deve agire con la propria testa e con la propria emotivià.
E’ un titolo presente in circa 1150 strutture presenti sul mercato, e molti risparmiatori erano già usciti da vecchi o non recenti certificati con barriere alte per posizionarsi sui nuovi con barriere in area 4/5, che fino a pochi giorni fa erano considerate (da TUTTI) sufficientemente difensive.
Il mio consiglio è quello di cercare di ragionare a mente fredda, non correre a svendere in un momento di altissima volatilità (ricordo che sarebbe sufficiente che questa si ridimensionasse per far risalire i prezzi indipendentemente dall’andamento del titolo, chiaramente entro certi limiti) e valutare l’evolversi della situazione.
Un analista che stimo e solitamente molto pacato mi diceva stamattina che secondo lui il peggio è alle spalle, ma è anche vero che il tutto si chiarirà meglio in occasione dell’Investor Day del 21 maggio.
Il 26 Febbraio saranno pubblicati i risultati finanziari definitivi dell’esercizio 2025.
Che fare nel frattempo? Guardare il ptf, considerare quanti siano i certificati con sottostante Stellantis nel basket e la loro scadenza, eliminare, appena calerà la volatilità, quelli con barriere poco difensive superiore a 7/8, calcolando anche le cedole già incassate (che comunque ridimensionerebbero la perdita) e tenere gli altri in attesa di tempi migliori….se arriveranno.
Personalmente mi comporto in questo modo, ma nessuno conosce il futuro e, ripeto, nessuno ha oggi una soluzione che sia efficiente o valida per tutti.
E’ altrettanto chiaro che non è mia intenzione influenzare o condizionare la scelta di chi legge, perché alla fine è sempre la view soggettiva e la propria propensione al rischio che determinano ogni tipo di decisione.
D’altra parte siamo nel mondo equity, finora è sempre andato tutto liscio e senza problemi particolari, cedole costantemente incassate, rimborsi anticipati, nuove emissioni, abbiamo superato l’epoca Covid con paura ma senza danni (riportati solo da quelli che si sono precipitati a svendere con una volatilità dell’80/90%), ma i cigni neri sono sempre esistiti e sempre esisteranno, dobbiamo solo adattarci ed essere pronti ad affrontarli con raziocinio e cervello attivo.
Paolo Vandelli
L'autore del presente articolo potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse, sia in qualità di privato che svolge attività di investing anche sugli strumenti citati, sia per il tramite di partecipazione a società che intrattengono rapporti commerciali con gli emittenti citati. In ogni caso la priorità è garantire che le opinioni espresse rimangano imparziali e che i contenuti condivisi siano informativi e utili. Questo articolo è a scopo informativo e non costituisce un consiglio d'investimento. Investire in certificati può comportare la perdita parziale o totale del capitale, assicurarsi che i prodotti siano compatibli con il profilo rischio / rendimento.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>






