Il subordinato “CoCo” in Usd di Deutsche Bank crolla. E’ lui il termometro per capire cosa accadrà in futuro


Per ora è un venerdì nero, ma – come abbiamo anticipato nei giorni scorsi – c’è chi teme anche un lunedì nero (il prossimo 3 ottobre) per Deutsche Bank. Cosa dice intanto l’indicatore per eccellenza della situazione della banca, ovvero l’obbligazione subordinata Additional Tier con cedola 7,5% di tipo “CoCo” (Convertible Contigent) – riservata agli operatori professionali, anche perché a taglio 200.000, espressa in dollari (Isin US251525AN16)? Precisiamo innanzi tutto che prevede una conversione in capitale azionario (in parte o totalmente) nel caso il Cet 1 ratio della banca scendesse sotto il 5,125%. Non è il solo “CoCo” di DB, ma il più significativo, perché in portafoglio a gestori e fondi pensione sia europei sia statunitensi.

Di fatto il titolo, con “call” nel 2025, è crollato sui minimi dello scorso febbraio, a quota 70, valore ormai decisivo per determinare le evoluzioni future. In apertura ha perso alla Deutsche Boerse oltre il 10%, collocandosi sotto i minimi del 9 febbraio scorso a 70,6 Usd. Larghissimo inoltre lo “spread” denaro/lettera, che si colloca sui 500 punti base, livello preoccupante. Nel caso nei prossimi giorni questo “CoCo” scendesse ancora e violasse la barriera dei 60, si svilupperebbe molta apprensione sul futuro della banca, appesa fra un possibile aumento di capitale – con magari conversione proprio dei “CoCo” – e un probabile parziale salvataggio di Stato. Molti fondi sarebbero costretti a vendere, peggiorando il quadro generale dell’emittente tedesco.

L’impatto è inevitabilmente negativo per tutte le altre obbligazioni – pure di tipo senior – quotate anche in Italia. Il vero termometro è costituito però dal “CoCo” 7,5% in dollari. E’ lui a indicare la strada delle evoluzioni future.

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