“Third time lucky !” recita un famoso detto anglosassone : la terza volta è quella buona !
Ieri, mentre Emilio Tomasini ragionava di estensioni di Fibonacci e di stregoneria, ho avuto una strana sensazione nel completare un grafico (su cui ragionavo da giorni) secondo i dettami classici dell’analisi tecnica. Un brivido mi ha percorso la schiena … e più accorciavo l’asse delle ordinate più assurda sembrava la proiezione di quella freccia. Poi la retta orizzontale a darne la più inimmaginabile delle dimensioni : il numero che potete vedere nell’immagine in alto a destra non si discosta gran che da quello che avete letto nell’articolo di ieri del nostro direttore.
Noi due non ci siamo parlati prima di ieri sera, ognuno ha fatto le proprie valutazioni con gli strumenti che “anni di marciapiede” (o forse sarebbe più giusto dire anni di grida, per me più virtuali e telematiche) ci hanno fornito. Non sono fantasie … anzi : per certi versi vorremmo essere qui a dirvi che quello che abbiamo davanti è solo il frutto di un’allucinazione di breve durata e che fra poco, come d’incanto, ci sveglieremo da questo incantesimo per ripiombare o in un incubo o nella più classica delle normalità. Naturalmente non abbiamo la presunzione di dirvi che le nostre elucubrazioni da stregoni o i nostri scarabocchi da alchimisti siano il manifesto di quello che verrà. Perché, in tutta onestà, se fossimo davvero così bravi da saper prevedere quello che succede in questo pazzo mondo che è la finanza, vi assicuro che non saremmo qui a condividere con voi, cari lettori, questi nostri pensieri. Nè tanto meno io a "tirar di lima" in azienda. Bensì impegnati ad inserire freneticamente ordini di acquisto e di vendita e a contabilizzare plusvalenze a nastro. E' vero : i triangoli di congestione non sono Vangelo, ma ci possono spesso fornire una view di quello che potrebbe manifestarsi.
Come ricordavo in uno dei miei precedenti articoli, pur se spesso alla ricerca di notizie che possano fornire il perché di un movimento verso l’alto o verso il basso di un titolo o di un qualunque sottostante io stia seguendo, alla fine – davanti alle barre rosse e verdi di un grafico – non resta che prendere atto del movimento. Se non vuol scendere … sale, e viceversa naturalmente. Certo, spesso lateralizza … molto spesso. Ma poi quando decide (e non è una finta), allora si parte. Volumi, economia reale, dati statistici, trimestrali, stagionalità … e chi più ne ha più ne metta. Contano nulla ! Una volta erano i cosiddetti lemmins a trainare i movimenti : l’impulsività, l’incoscienza e l’insano spirito di emulazione dell'uomo non permettevano tentennamenti anche se la strada era quella verso il burrone. Oggi ci sono algoritmi, programmati sì dall’uomo, ma di fatto stupidi e privi di emozioni, più veloci e potenti ogni giorno che passa. Capaci di imparare dagli input forniti dall’uomo e dagli errori commessi così da non ripeterne, in una sequenza fantascientifica che tende ad una perfezione quasi diabolica tanto da richiamare alla memoria il famoso computer HAL 9000 del film “2001 : Odissea nello spazio”.
Bando alle ciance, comunque. Era il 21 agosto quando il nostro indice CFD raggiungeva i 43.584 punti segnando un massimo che non vedevamo da tempo immemore, pur fallendo il primo assalto ai 44.000 ma dando il via ad una congestione protrattasi, nei fatti, fino ad oggi. Questa è stata la resistenza con cui successivamente, dal 2 al 9 ottobre, il nostro indice ha provato a battagliare nel tentativo, risultato vano, di attaccare ancora i 44.000. Ma ieri, di fatto al terzo tentativo, il triangolo di congestione iniziato inconsapevolmente quel drammatico 7 aprile è stato rotto con forza, con chiusura CFD delle ore 22.00 a 44.111, in prossimità del massimo di giornata. Nessuna spike o shadow che dir si voglia, nessun gap up : partito dal basso e arrivato in alto, su tf15 sempre sostenuto dalla mm a 20 periodi, non una sbavatura. Quasi +2% a fine giornata, nulla di così straordinario se vogliamo, con volumi anche inferiori a quelli di venerdì … ma in queste situazioni bisogna anche avere il coraggio di fare quel click per acquistare un contratto a certi prezzi. Perché anche se si tratta di dare il via ad una macchina, dietro c’è sempre un uomo o un team con paure e titubanze; perché davanti forse non c’è l’inesplorato, ma un terreno su cui non si passa da venticinque anni, un terreno che i più giovani non hanno mai visto e che forse neppure noi (che qualche primavera sulle spalle già l’abbiamo) avremmo pensato di rivedere dopo tutto quello che abbiamo passato : attentato alle Twins Towers, crisi dei mutui subprime, crisi dei tassi Euribor, nuovi timori sui crediti deteriorati delle banche nel 2016, Covid e inflazione a doppia cifra.
Ma non ho vergogna a dirvi che sono long future da un mese, quando ho gettato il cuore oltre l’ostacolo vedendo che almeno i 44.000 potevano essere alla portata e che il massimo del 21 agosto poteva essere spazzato via. Un pizzico di sana follia perché lo stop da mettere era discretamente profondo; ma a voler ben guardare il grafico, tutti i movimenti sul daily sono stati supportati sia dalla trend line partita il 25 aprile (linea bianca sottile) che dalle medie mobili a 20 e 50 periodi. La chiusura rossa dello scorso 17 ottobre era una trappola per orsi, una shadow per cercare liquidità in un’area di FVG rialzista creatasi ad inizio Agosto, facendo piazza pulita degli stop. E sì che giovedì avevamo visto un cosiddetto blocco di inversione, e sì che venerdì avevamo visto un inizio di giornata che poteva far tremare i più temerari: ma ancora quella spike verso il basso a cercare liquidità così come fatto anche martedì scorso era probabilmente la ricerca di quella forza che ieri abbiamo visto esprimersi.
Da qui in avanti mutande di ghisa e stop in pari, ma stop che bisognerà aggiornare regolarmente e ripetutamente con tanta disciplina e lucidità al fine di preservare l’eventuale guadagno. Ipotesi ne possiamo fare a iosa, ma la cosa che ritengo più sensata è quella di ragionare per livelli. Attenderei il consolidamento dei 44.000 prima e dei 45.000 poi (sempre che ci arrivi … il come e in quanto tempo, in tutta onestà, è cosa di cui potrebbe interessarci relativamente). A seguire i 48 e i 50.000, che sono altrettanti livelli chiave. Massimo assoluto del nostro indice ricordo che fu il 50.664 del 2 marzo 2000. Ma sempre con la strategia impostata. Poi, al solito, chi vivrà … vedrà !
Buon trading !
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
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