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Borsa: il Nasdaq salva la settimana. La mia chiusura Ferrari e i piani per i titoli AI


Una settimana lineare, solo in apparenza. I primi tre giorni hanno proseguito quel trend rialzista che ormai da diverse settimane caratterizza i listini, sostenuto da una base tecnica solida e da un ottimismo che, seppur cauto, non accenna a spegnersi. Poi, il piccolo scossone tra giovedì e venerdì. Una vibrazione che ha fatto sobbalzare più di un investitore, ma che si è rivelata, alla prova dei fatti, nient'altro che un test di robustezza.

Il venerdì, in particolare, sulla Borsa americana, è stata una lezione di dinamica di mercato. Il Nasdaq, dopo un premarket e un'apertura in pesante territorio negativo, è stato capace di andare a trovare una trendline di sostegno fondamentale. Quella linea ha retto tutto il movimento, assorbendo la vendita iniziale e innescando un grande rimbalzo, importantissimo tecnicamente, che lo ha portato addirittura a chiudere in positivo.

È in queste fasi che bisogna stare estremamente attenti. Gli stop loss sui titoli azionari possono entrare in funzione nelle prime battute, quando il mercato è scosso da un'apertura negativa e non comprende ancora quali saranno gli effetti quando i volumi importanti torneranno ad operare all'apertura ufficiale, alle 15:30. E infatti, così è stato: l'arrivo dei volumi ha premiato la resilienza del supporto, dando vita a un rimbalzo che ancora una volta dà forza al trend rialzista.

La rottura chiamerebbe in causa il punto di intervento segnalato dalle frecce ai 21300.

Fino a quando resta sostenuto dalla trendline, appunto, dalla base tecnica, questo scenario resta positivo. Finché questo disegno non andrà a corrompersi con la rottura definitiva di quel supporto, non si potrà parlare di un mercato propenso al ribasso. Sono i valori tecnici che danno il segnale. E il segnale, finora, è stato chiaro: un rimbalzo su una linea di tendenza ben definita. La forza del mercato, pertanto, continua a essere sostenuta.

Proprio in questo contesto si inserisce la conclusione, quasi definitiva, della mia storia di trading sul titolo Ferrari. Con l'uscita nei primi tre giorni della settimana, è stato liquidato il pacchetto più grande, circa i 4/5 della posizione, incassando un guadagno di circa 40 euro per azione. Una soddisfazione non da poco. Ora aspetto nuovamente il titolo ai 333 euro e valuterò, in base alla dinamica psicologica dei mercati e al comportamento dei supporti tecnici, se e quando ritornare a bordo.

Abbiamo notato, invece, un cedimento su alcuni titoli che avevamo osservato, i quali hanno rotto il primo grande livello di acquisto. È avvenuto in conseguenza dello stress, per il momento ancora timido, che sta interessando i titoli connessi con l'intelligenza artificiale. Per avere conferme sull'entità della correzione su queste azioni, però, bisognerà attendere: soltanto i titoli minori sono stati coinvolti da fenomeni di vendita più accentuati.

La strategia, in questi casi, deve essere difensiva e disciplinata.

  • IONQ: Avevamo una strategia. Qualora si fosse entrati a livello dei 54 dollari, si sarebbe immediatamente approcciato lo stop loss per puntare all'ultimo e definitivo livello d'ingresso ai 44 dollari, raggiunti venerdì. Attenzione, perché al di sotto, seppur graficamente, si nota un gradino al quale potersi aggrappare come speranza di rimbalzo. Tuttavia, si è comunque entrati in uno scenario ribassista. Personalmente, applico lo stop loss sotto i 44 e abbandono il titolo finché non si riporta stabilmente oltre i 54.

  • APLD: Medesima figura dell'azione IONQ. Sotto i 21 dollari l'azione va abbandonata. Si deve attendere un rimbalzo che la riporti stabilmente oltre i 26 dollari. Io opererò così.

  • SRAD: Qui avrò un comportamento diverso. Siamo al primo livello importantissimo di switch. L'azione, per il momento, tiene il livello e dipenderà tutto dall'apertura di lunedì. Ha ancora un ultimo livello difensivo di acquisto/ingresso ai 19.8 dollari.

In conclusione, i fattori macroeconomici e geopolitici restano sullo sfondo, rumori di sottofondo che il mercato, per ora, sembra aver già digerito in questa fase. Senza scendere nello specifico, la tensione geopolitica e il dibattito sui tassi di interesse sono elementi noti. Il mercato, da bravo scontatore del futuro, sta reagendo principalmente ai suoi interni, vitali, segnali tecnici. E finché il respiro dei supporti reggerà, la musica rialzista non si fermerà.

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Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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