First Capital rientra tra le prime segnalazioni storiche, risalenti all’agosto 2020. Un dato temporale che aiuta a contestualizzare correttamente l’andamento del titolo negli anni successivi.
Malgrado uno sconto consistente tra prezzo di Borsa e NAV, il titolo aveva inizialmente offerto buone soddisfazioni, prima di entrare in una fase discendente marcata. Una correzione che si è progressivamente accentuata e che appare riconducibile più ai problemi di liquidità del mercato delle PMI in cui First Capital investe, che non a un deterioramento delle performance operative o patrimoniali delle società in portafoglio.
IL METODO: VALUE INVESTING APPLICATO ALLE SMALL CAP
Il modello di investimento di First Capital è riconducibile a un approccio di value investing, declinato sulle piccole e medie imprese quotate e pre-quotazione.
La strategia si fonda su alcuni pilastri chiave:
- selezione di società leader nelle proprie nicchie;
- focus su PMI quotate, pre-IPO o in fase di sviluppo;
- orizzonte di investimento di medio-lungo periodo;
- approccio attivo nella gestione delle partecipazioni, spesso con presenza nella governance.
Un’impostazione che accetta fasi prolungate di disallineamento tra prezzo e valore, nella convinzione che il NAV rappresenti il vero punto di riferimento, anche quando il mercato fatica a riconoscerlo.
RECENTI AVVENIMENTI PER FIRST CAPITAL:
Negli ultimi mesi First Capital ha messo in atto una sequenza di operazioni tra loro strettamente collegate, con l’obiettivo di razionalizzare la struttura finanziaria, ridurre l’incertezza e migliorare la leggibilità del titolo sul mercato.
Emissione obbligazionaria al 5,5% e chiusura anticipata del convertibile:
La nuova emissione obbligazionaria al 5,5%, riservata a investitori istituzionali, è stata effettuata in vista della chiusura anticipata del prestito obbligazionario convertibile “First Capital CV 2019–2026 3,75%”. L’operazione ha consentito di gestire in modo ordinato l’uscita da uno strumento potenzialmente diluitivo, preservando al contempo la flessibilità finanziaria.
L’esito della conversione: numeri e implicazioni
Con la chiusura dell’ultimo periodo di conversione, sono stati convertiti 9,2 milioni di euro di obbligazioni, pari a 4.591 titoli, con l’emissione di 477.464 nuove azioni ordinarie. L’ammontare complessivo delle conversioni ha superato la soglia dei 5 milioni di euro, determinando l’avverarsi della condizione necessaria per la proposta di distribuzione del dividendo straordinario.
Le obbligazioni residue, per un valore nominale di circa 8,8 milioni di euro, sono state rimborsate anticipatamente.
Dal punto di vista del mercato, l’operazione ha un duplice effetto:
- riduzione dell’incertezza sulla struttura del capitale;
- incremento del flottante, con potenziali benefici sulla liquidità del titolo e sulla frequenza degli scambi.
Un passaggio rilevante per una società quotata su Euronext Growth Milan, dove la liquidità rappresenta spesso un fattore determinante nella formazione del prezzo.
NUOVI INVESTIMENTI:
In parallelo, First Capital ha continuato a operare sul fronte industriale:
- ingresso in Più Medical, holding nel settore delle farmacie, con un investimento di 4,8 milioni di euro in IPO come anchor investor;
- creazione del veicolo VF Pharma, destinato a detenere stabilmente la partecipazione;
- investimento in Credito Lombardo Veneto (Banca Crelove);
- rafforzamento della presenza in RES – Recupero Etico Sostenibile, attiva nella circular economy.
DIVIDENDO STRAORDINARIO:
A valle delle conversioni, la società ha deliberato un dividendo straordinario pari a 1,75 euro per azione, per un ammontare complessivo di oltre 6 milioni di euro, con un dividend yield superiore al 9%. La distribuzione avverrà in due tranche, confermando la volontà di condividere con gli azionisti i risultati del percorso di crescita intrapreso negli anni.
GRAFICO DI FIRST CAPITAL:
Dal grafico emerge chiaramente la fase correttiva che ha caratterizzato il titolo dopo il periodo iniziale di apprezzamento. Negli ultimi mesi, tuttavia, si nota un incremento delle quotazioni (arrivate a € 23) e dei volumi di scambio, un segnale coerente con l’aumento del flottante conseguente alle conversioni del prestito obbligazionario.
L’aumento dei volumi è un elemento da monitorare, poiché rappresenta una condizione necessaria per una maggiore efficienza del mercato sul titolo e per una progressiva riduzione delle distorsioni legate alla scarsa liquidità.
Il recentissimo ripiegamento delle quotazioni lo si spiega prevalentemente con il pagamento della prima parte del dividendo straordinario.
RIFLESSIONI:
In sintesi, FIRST CAPITAL continua a trattare con uno sconto significativo rispetto al NAV (vedi immagine qui sotto, dati NAV al 30/10), nonostante il portafoglio mostri segnali di tenuta e, in alcuni casi, di rafforzamento.
L’andamento del titolo sembra aver riflesso più le difficoltà strutturali di liquidità del mercato delle PMI che problemi riconducibili alle performance di bilancio delle partecipate. La chiusura del convertibile, l’aumento del flottante e il ritorno a volumi più consistenti rappresentano tasselli importanti in un processo di normalizzazione.
Il recupero del titolo, insieme all’andamento delle aziende in portafoglio, appare oggi più promettente rispetto al recente passato e lascia spazio all’ipotesi di un ciclo più favorevole, qualora il contesto per le small cap dovesse progressivamente migliorare.
Come spesso accade in questo segmento, il tempo resta la variabile decisiva. Il valore, per ora, sembra aver già fatto il suo lavoro. Il mercato, come non di rado accade, potrebbe arrivare dopo.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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