Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Dalla Tobin Tax ai mercati e alla consueta watchlist


In un giornale di finanza non si dovrebbe parlare di politica, ma talvolta la politica influenza le decisioni in ambito finanziario. Nella Legge di Bilancio pare verrà approvato l'incremento della Tobin Tax: l’aliquota passerebbe allo 0,3% per i trasferimenti effettuati nel 2027, allo 0,35% per quelli del 2028, fino a raggiungere lo 0,4% a partire dal primo gennaio del 2029. Incredibilmente una scelta fatta da un governo di destra, mentre l'Europa va in direzione diametralmente opposta (link articolo de "Il Fatto Quotidiano": https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/13/la-ue-rinuncia-a-tassare-le-transazioni-finanziarie-e-ritira-la-direttiva-contro-le-societa-di-comodo/8184460/#:~:text=Addio%20anche%20alla%20Tobin%20Tax%20europea&text=La%20direttiva%20avrebbe%20introdotto%20un,sede%20in%20uno%20Stato%20membro.).

Sarà per questo che non vado più a votare da anni, avendo provato tutte le possibili combinazioni della ruota della sfortuna, girandola sia con la mano destra che con quella sinistra. Ci tornerò quando mi sarò reso conto che gli ultimi governanti hanno operato nell'interesse di tutti, piccoli risparmiatori compresi. Ancora una volta cerchiamo di essere i primi della classe, se di asini o di geni ancora non lo so. Del resto se è vero che i cervelli fuggono dall'Italia, probabilmente quelli che rimangono o ne hanno di meno o non ce l'hanno del tutto.

Quello che so di certo è che lo stesso Premio Nobel James Tobin disse che risultava inefficace se non applicata in modo coordinato a livello internazionale (vedi articolo di sopra) o in mercati poco liquidi e in altre casistiche. Quel che so di certo è che il nostro mercato è ormai diventato sempre più illiquido: pensate che le prime dieci azioni del FTSEMIB40 arrivano a scambiare il 40%-50% dei volumi totali nel pre asta finale. 

Per ovviare alla problematica inizierò a guardare maggiormente ad altri mercati europei dove quella tassa non verrà applicata oppure alle azioni italiane che hanno spostato la residenza fiscale all'estero (Campari, Stellantis, MFE, Tenaris, STMicroelectronics, Ferrarie, etc..).

Uno sguardo agli indici!

S&P500

Ricordate la famosa barra ribassista di un paio di settimane fa? Era una candela "che comanda" come dico io. Sopra un possibile scenario e sotto un altro. A ieri siamo a ridosso dei massimi storici. Personalmente ho deciso di non cavalcare eventuali allunghi di indice. E' una questione di feeling, di pelle...e non mi stupirebbe un aumento di volatilità già a gennaio. Staremo a vedere. Per il momento finché rimaniamo sopra i 6750 lo scenario è orientato al sereno o comunque ad un possibile trading range.

Nasdaq Composite

Idem come sopra.

Dax Future

Decisamente più choppy e laterale dei mercati statunitensi. Possibile un ritorno verso i 24500. Al momento siamo sostenuti dai una trendline dinamica ascendente di breve periodo.

FTSEMIB40 Future

Pare sia messo meglio del Dax essendosi riportato in area 43400-43500 punti. Se riuscirà a consolidare in questa zona il livello successivo è a 44750 punti (linea tratteggiata). 

Fronte watchlist...

La fine dell'anno si avvicina e i conti di questo 2025 sono sostanzialmente fatti. Proviamo a vedere qualche titolo oggetto di forti vendite su cui potrebbe esserci -forse- un minimo di short covering.

Nexi

La strega di questo 2025 è certamente Nexi passata da 5,40 euro di inizio anno ai 4 attuali. Il grafico rimane dunque osceno. Detto questo nelle ultime due settimane sta cercando di formare una base tra 3,88 e 4,06 a ridosso della media a 20 periodi di colore verde. La parte bassa a 3.88 coincide con vecchi minimi toccati ad aprile di quest'anno in occasione del Liberation day. Potrebbe esserci stato un falso breakout di 3.88 subito rientrato dove i vecchi long si sono stoppati. Non mi aspetto alcun rally ma forse un pò di recupero. In ogni caso stop sotto 3.80 dai 4 euro di chiusura di venerdì.

TXT

Situazione ben diversa rispetto a quella di Nexi. Il titolo ha avuto una fase di debolezza caratterizzata da massimi e minimi decrescenti da un paio di mesi a questa parte, benché ci siano state delle improvvise "sparate" verso l'alto che però sono durate poco. Il vantaggio è di avere uno stop abbastanza stretto che collocherei sotto i 29 euro rispetto ai 30,45 euro di chiusura d'ottava. Lo svantaggio è che il trend di breve non ha ancora fornito un vero e proprio segnale di inversione (rottura di trendline o 1-2-3).

Fincantieri

Da avere in book, non fosse altro che alla prossima revisione del paniere entrerà nel FTSEMIB40 al posto di Interpump. Fincantieri è uno dei principali produttori europei di navi militari, incluse fregate, pattugliatori, sottomarini (insieme ad aziende partner) e come tutti i titoli della difesa è stata oggetto di un forte rialzo che nelle ultime settimane è via via scemato. Nel corso del 2025 è passata da 7 euro a oltre 25 euro, ma negli ultimi due mesi da 25 euro si è passati a 17,50 circa: un ribasso del 30% circa. Graficamente ha testato la media rossa a 200 giorni ma ha incontrato un tappo su quella a 20 di colore verde. Positiva la rottura della trendline dinamica discendente che potrebbe indicare una possibile riduzione della pressione ribassista di breve periodo almeno finché rimarrà sopra 16,60 euro rispetto ai 17,63 di chiusura di venerdì. Al momento non ho alcun livello grafico/operativo ma la seguirò a prescindere per le motivazioni di cui sopra. Di seguito il grafico daily e quello a 15 minuti. 

Una piccola curiosità sempre su Fincantieri. Nella seduta di venerdì c'erano i classici software che creano turbativa di mercato modificando in continuazione il book immettendo e revocando le varie proposte e presenti su ogni livello di bid/ask...insomma il classico quotatore che non fornisce una reale volontà di acquisto/vendita ma che di fatto manipola le quotazioni. Mentre un operatore non può immettere e revocare in continuazione le proposte rispetto ad una macchina, ecco che nulla vieta di trarne opportunisticamente profitto una volta che la si è individuata. Come ho scritto in tante recenti occasioni, gli algoritmi, agendo all'unisono, individuano i punti di massimo/minimo realtivi o assoluti, creando indebitamente volume (magari incrociando ordini, altra pratica vietata...ma questa è solo una mia teoria).  Detto questo individuata la macchinetta ho proceduto ad una vendita un tick sotto quel massimo assoluto di giornata. Se per chiudere un long o mettermi corto poco importa, ma questa è l'ennesima dimostrazione di come agiscono e anche in questa occasione ho pinzato il tick precedente il massimo assoluto. L'ennesima casualità?

Detto questo, faccio vedere appunto l'aggiotaggio del quotatore: una operazione simulata e fuorviante graficamente e anche da book ma che proprio per questo può essere sfruttata da un trader in carne ed ossa. Osservate nell'immagine successiva come sia sul grafico daily (a sinistra) che su quello a un minuto l'ultimo prezzo visibile sul grafico è 17,93 euro. Questo lo si vede chiaramente sul book in alto a sinistra: ultimo prezzo battuto (last) 17.93 euro....però curiosamente la prima lettera sul primo livello di book è 17.89 euro e tutti i livelli in bid/ask sono pieni di proposte (fittizie) alcune delle quali precedono l'operatore. Insomma, talvolta mi domando come sia possibile che il sottoscritto noti queste inefficienze truffaldine e che nessuno intervenga per proibirle definitivamente. Basterebbe una bella Tobin Tax su tutti gli ordini immessi e revocati valida per QUALUNQUE operatore (market maker compresi, visto che nessuno dovrebbe essere al di sopra delle regole, ma evidentemente la legge non è mai uguale per tutti). Per fortuna però nessuno vuole realmente tutelare chi investe sul mercato che in questo modo prende fischi per fiaschi.

Digital Bros

Sta tentando di uscire dalla forte resistenza a 13,50 euro con un close di venerdì a 14,26 euro e buoni volumi continuativi sul 15 minuti. E' una azione "balorda" nel senso che la mano che acquista un giorno si revoca in quello successivo e considerata l'illiquidità generale di Borsa Italiana (i primi dieci titoli arrivano a scambiare quasi il 50-60% dell'intero controvalore prima degli incroci finali) ecco che i titoli del segmento Midcap sono lasciati nel dimenticatoio. Detto questo e preparandosi a possibili spike al ribasso, non mi dispiace affatto la configurazione in corso, almeno fino a quando si manterrà sopra i 12,90-13 euro. 

Airbus

La settimana scorsa siamo andati in Francia in seguito alla notizia delle problematiche derivanti dai raggi solari causate ai software di Airbus. ll potenziale falling knife (coltello cadente, ndr) era collocabile tra 180 e 186 euro (link articolo: https://www.lombardreport.com/2025/11/29/azioni-airbus/). Questa l'anatomia del trade sul 15 minuti: rottura dei 186 euro con minimo a 182,42 euro, candela verde rialzista a 15 minuti che squeeza gli ultimi shortisti (l'atr delle barre si era già ridotto), recupero veloce di 193-195 euro e close weekly@196,70 euro. Cosa fatta capo A diceva il mio capo in banca. Se in intraday o in multiday poco importa. Bye bye!

Amplifon

Tentativo di recupero, almeno finché rimarrà sopra 13,00-13,30 euro. E' stata fatta un pò di base e potrebbe recuperare ancora qualche punto percentuale. Close settimanale a 13,885. 

Derichebourg

Il gruppo attivo nel riciclaggio ha registrato un calo dell'8,5% del risultato operativo corrente a 158,9 milioni di euro, con un fatturato in diminuzione del 7,5% a 3,34 miliardi di euro. L'EBITDA corrente è sceso del 3,2% a 319,5 milioni di euro, ma il margine è migliorato dello 0.4%,  grazie a una diminuzione dei costi. Riguardo alla guidance Derichebourg prevede per il 2026 un fatturato maggiore o uguale a quello del 2024-25, con un EBITDA corrente atteso compreso tra 320 e 350 milioni di euro. Il risultato netto è salito del 63% a 122 milioni di euro.

Questo il motivo del forte strappo rialzista che ha portato l'azione da 6,30 euro a 7,30 circa nella sola seduta di venerdì. Più che il daily può essere interessante osservare il chart weekly che potrebbe far pensare ad una possibile continuazione del trend dopo la formazione di un lungo bottom arrotondato durato oltre due anni. Da seguire con target potenziali verso 7,90-8,00 euro e forse oltre. Di seguito il chart weekly.

Buon fine settimana a tutti e come sempre...

Ad maiora!

PNA

Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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