Delle dinamiche di oro e argento, così come degli altri preziosi, ci parla spesso il nostro caro Guido Bellosta, mentre Virginio Frigieri ce ne spiega l’andamento e i potenziali sviluppi con le onde di Elliott. Ma una cosa di cui non sempre ci si ricorda (ma che si vede molto bene riducendo il time frame sui grafici) è la battaglia che di fatto è in corso fra i paesi asiatici (soprattutto la Cina) e JPMorgan (alleata con il London Metal Exchange). Nella cosiddetta sessione asiatica i prezzi dei preziosi salgono, poi in quella londinese qualcuno cerca di metterci una pezza e poi con l’apertura della sessione americana ecco che i guadagni notturni subiscono attacchi talora massicci. E di svendite al venerdì pomeriggio, in questi anni ne abbiamo viste non poche ...
Ho cercato allora, negli ultimi giorni, di vederci chiaro leggendomi un po’ di notizie che la nostra “informazione” (ormai dovremmo dire presunta tale) tende a trascurare più o meno volutamente e, aggiungo, colpevolmente, ma che condivido volentieri con tutti voi. E prendendo spunto da alcuni articoli e considerazioni di Cristiano Andreoli vediamo di fare il punto della situazione.
Riassumo velocemente quanto avvenuto negli ultimi quindici anni e che lo stesso Frigieri ci ha raccontato dettagliatamente in alcune sue meravigliose esposizioni. Da Aprile 2011 al 10 Dicembre 2025, inglesi e americani hanno conservato enormi posizioni short sui futures di oro e argento, impedendo qualsiasi rialzo naturale dei prezzi. Non solo : JPMorgan per anni ha anche prestato argento fisico ad altre banche, consentendo loro di aprire posizioni ribassiste così da poter calmierare i prezzi in maniera del tutto arbitraria. Con tale manipolazione gli USA sono riusciti a mascherare la perdita di potere d’acquisto della loro moneta, cosa che sarebbe divenuta più che palese a fronte di un rialzo spontaneo dei metalli. Quindi, con il debito pubblico dilagante, oro e argento dovevano assolutamente ricoprire un ruolo secondario rispetto ai titoli di Stato.
Ma la guerra in Ucraina, il tramonto della globalizzazione nonché nuove dinamiche geopolitiche configuratesi negli ultimi due anni hanno progressivamente reso inefficace questa manipolazione. E così oro e argento hanno ripreso a salire, e il dollaro ha iniziato ad accusare una reale svalutazione; e nel frattempo la Cina, che controlla approssimativamente il 70% della raffinazione mondiale dell’argento, ha messo un freno alle esportazioni, con conseguente ulteriore innalzamento dei prezzi. “Coup de théatre” … e il 10 Dicembre scorso JP Morgan ha chiuso le posizioni ribassiste aprendo allo stesso tempo posizioni rialziste enormi, garantite da qualcosa come 750 milioni di once di argento fisico (la più grande riserva al mondo). Abbiamo quindi iniziato a vedere il cosiddetto “squeeze” che ha portato un rapidissimo ulteriore incremento dei prezzi e costretto altre banche che supportavano questa strategia (nei fatti costituendo un “cartello” sulla cui legalità è bene calare un velo pietoso) a chiudere le posizioni ribassiste con perdite. Non a caso la Fed ha dovuto immettere della liquidità : dapprima 17 miliardi di dollari e poi, per terminare l’anno in gloria, circa un centinaio. Dal grafico tratto dal sito della FED si può notare l’improvviso aumento di liquidità nel mercato repo (ossia quello in cui le banche pescano soldi per riequilibrare i loro bilanci quotidiani) negli ultimi giorni del 2025.
Il tutto, ovviamente, per non far saltar per aria una o più banche facenti parte del “giochino” sopra descritto.
Chiaro l’intento degli americani (e degli inglesi) : difendere il sistema occidentale dalle mire cinesi sul mercato dei metalli. Ed è chiaro che i prezzi di oro e argento non torneranno più ai livelli visti in passato.
Resta il fatto che dobbiamo registrare la maggiore iniezione giornaliera di “fresca” dai tempi del covid. E’ vero anche che a fine anno molti bilanci van fatti quadrare, quindi è in qualche modo normale vedere una maggior domanda di denaro, ma in questo caso la quantità iniettata è notevole. Cosa significa tutto ciò ? Dobbiamo iniziare a fasciarci la testa ipotizzando una sorta di rischio sistemico / domino bancario / tempesta perfetta ? Per adesso non ne abbiamo ancora contezza, quindi ci preoccuperemo se e quando si verificheranno determinate situazioni. Ma non possiamo non prendere atto che nella realtà la FED ha iniziato ad allentare i cordoni della borsa. Altro che i vari commenti che si possono leggere su X (Twitter) e che tendono a ribadire che non c'è alcun motivo per cui la Fed debba anche solo pensare di tagliare i tassi questo mese (e che non ci sono prove che ci stia pensando). Magari non li taglierà adesso, ma di fatto non possono che essere frasi di facciata per cercare di mascherare quello che sta succedendo. Ovvero che già da fine 2025, come riportato in un articolo del 31/12/25 che si trova su Substack (https://thesilverindustry.substack.com/p/silver-price-in-tokyo-hits-130-per), i prezzi dell'argento mostrato nei siti di compro oro giapponesi, coreani e di altri paesi, sono totalmente diversi dai valori futures che vediamo sulle nostre piattaforme. Chi voleva comprare argento da questi commercianti doveva pagare un equivalente superiore ai 100 dollari l'oncia, mentre il prezzo futures oscillava in quei giorni tra i 70 e gli 80 dollari. Insomma : una dinamica di prezzo apparentemente fuori controllo e che è la prova provata che le armi di manipolazione dei prezzi sono state tutte rese inutilizzabili. Cosa confermata anche in settimana quando in Giappone, sulle piattaforme secondarie, il prezzo dell’argento ha raggiunto prezzi superiori al 60% del valore futures e a Dubai superiori del 40%. Intanto in America si sta mettendo in pista la costruzione di quella che dovrebbe essere la più grande raffineria d'argento degli ultimi 50 anni : a capo del progetto ci sono JPMorgan e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Consigli per gli acquisti quindi ? Ognuno con la sua testa, come dico sempre. Per ora abbiamo una foto abbastanza chiara, ma non completamente definita perché manca un tassello chiave : la questione degli ETF, quelli dal sottostante fisico. Qualcuno, su qualche piattaforma di informazione, ha già cominciato a fare dei ragionamenti più che sensati in merito. Per ora seguiamo e monitoriamo con attenzione l’andamento dei preziosi (non solo l’argento !) e le decisioni della FED, lasciando perdere le chiacchiere che girano, distraggono e fanno solo rumore. La sensazione è di essere davanti ad una (ulteriore) importante fase di forte rialzo dei prezzi … e anche la geopolitica avrà presumibilmente un ruolo chiave in tutto questo.
Tornando al pratico, che so essere sempre quello che interessa di più i lettori. Dopo aver completato negli ultimi giorni, in toto o in parte, alcune operazioni di cui vi darò resoconto a livello didattico / informativo più avanti, ho pensato di creare una watchlist 2026 : ragion per cui vediamo di analizzare qualche azione tra quelle che ho per il momento selezionato.
Höegh Autoliners
L’azienda è attiva nella fornitura di servizi di trasporto e logistica nel settore dei trasporti roll-on roll-off. Opera attraverso i segmenti Shipping Services e Logistics Services, è stata fondata nel 1927 e ha sede a Oslo, Norvegia. Sul grafico weekly la configurazione sembra essere tornata rialzista dopo una discesa iniziata a settembre 2024 e terminata ad aprile 2025. Le metriche di profittabilità sono mediamente molto buone e i dividendi pazzeschi negli ultimi due esercizi (2023 e 2024) : 33,71% e 29,20% rispettivamente, con previsione per il 2025 ancora piuttosto positiva. Le cedole, quindi, fanno sicuramente gola, ma poi bisogna agire anche di pazienza. Si compra solo sulla piazza di Oslo ed è forse l’unica criticità in ragione delle spese di negoziazione. Guardando al settimanale, una chiusura in area 120 NOK confermerebbe la struttura rialzista fornendo un buon segnale di ingresso, mentre se guardiamo il daily ha appena completato un uncino rialzista e ci stava già il buy in area 99 NOK. Venerdì ha chiuso a 101,16 … mi piacerebbe vedere un veloce rientro nell’area FVG rialzista apertasi in settimana (tipo a 99,60 – 99,70) per piazzare il colpo con stop sotto l’ultimo swing a 93,97 market on close. Come target vedo larghe praterie fino a 110 / 111 con estensione a 118 – 119. Occhio solo alla trimestrale del 5 febbraio.
Rai Way
Bella realtà con ottime metriche di profittabilità e utili sempre in linea con le attese. Un po’ indebitata, ma indubbiamente il settore lo richiede. Penalizzata da un brutto scivolone a metà novembre, ha progressivamente costruito quella che sembra una solida base di ripartenza. L’ultimo swing a 5,60 chiama un buy stop che verrebbe confermato da una chiusura sopra la mm a 50 periodi (linea blu). Lo stop è da collocarsi sotto al minimo di periodo (relativamente vicino a 5,34) se si volesse stare tranquilli, benché sul weekly si possa ben vedere che il titolo è supportato da una trend line a cui si può benissimo fare riferimento per limitare eventuali danni. I target potenziali da un primo in area 6,10 ad un secondo in area 6,30. Gli analisti (?) si sbilanciano anche oltre i € 7 : nel caso sarà da seguire in rigoroso trailing stop.
Altea Green Power
Società relativamente giovane (2000) e quotata a Milano da quattro anni, ha mostrato nel corso del 2025 reportistiche con ottimi margini e fatturato in decisa crescita. Per ora non distribuisce dividendi, ma a noi trader la cosa interessa relativamente. Purtroppo l’ho attenzionata solo in settimana e … è scappata ! Era buona da 6,79 con TP 7,47 (già raggiunto). Comunque ha un gap da chiudere a 7,94 e se ritracciasse sui 6,80 / 7,00 ci si potrebbe fare un pensierino. Lo stop sarebbe vicino sotto i 6,50 market on close e il potenziale mi sbilancio a dire “mostruoso” anche sopra i massimi assoluti. Di buon senso target progressivi a 8,35 – 8,90 e 9,80 (che sarebbe già tanta roba !).
Ci tengo a precisare che nessuna delle tre ha un Piotroski F-score rilevante alla data, ma alla fine bisogna cercare di guardare cosa ci raccontano i grafici. E da quello operare al meglio avendo ben chiari TP e soprattutto SL.
Alla prossima !
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
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