Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

ETF "pericolosi" e materie prime sulla scia dell'argento


Riprendendo quanto scritto l’ultima volta (https://www.lombardreport.com/2026/1/12/notizie-trascurate-sull-argento-e-una-nuova-watchlist/), la situazione degli ETF non garantiti dal sottostante fisico (confidando peraltro che quelli garantiti lo siano per davvero) potrebbe rivelarsi critica nel caso in cui qualcuno cominciasse a chiedere non il rimborso in “vil” danaro, bensì in lingotti, ovvero con il sottostante fisico. Infatti, quando si negozia una quota di questi strumenti, alla medesima dovrebbe essere associato un certo quantitativo di metallo fisico come garanzia della quota stessa. Purtroppo, anche in considerazione dell’aumento delle quotazioni registrato nell’ultimo periodo, la domanda sorge spontanea : quanto collaterale davvero esiste per ogni quota di questi ETF ?

Come ricordava il nostro caro Guido Bellosta, fin quando Londra e New York manipolavano i prezzi, tutto era, per così dire, abbastanza semplice, anche perché quasi nessuno ha mai chiesto di ritirare argento fisico in luogo di un accredito sul conto corrente. E quindi zero problemi. Ma considerando che le criticità negli approvvigionamenti del prezioso metallo potrebbero aumentare, visto anche il gap da colmare fra domanda e offerta (ricordiamoci che l’argento è anche un metallo industriale) e che i tassi di leasing sono aumentati, ecco che chi dovrebbe garantire ai gestori dei suddetti ETF “di carta” l’approvvigionamento del metallo fisico potrebbe negare il supporto ovvero non essere in grado di reperire e fornire dei lingotti. Con conseguente scoperchiamento di un vaso che, al confronto, quello di Pandora sarebbe semplicemente roba per educande. Di fatto, il rischio che possa saltare il banco non è così remoto, anche se verosimilmente è più probabile che questi ETF procedano verso una fine carriera in quanto ritenuti poco affidabili dal mercato e dai potenziali acquirenti (e ricordiamo, quindi, la scelta del Lombard di andare sempre su ETF garantiti da sottostante tintinnante). Del resto, dobbiamo considerare che i tassi di leasing sul metallo bianco hanno raggiunto la backwardation nel mercato dei futures, ovvero il fisico, come vi dicevo l’ultima volta, costa di più della quotazione in borsa. E la logica conseguenza sarà quella di vedere il prezzo in borsa metalli raggiungere quello dei mercati reali. E’ cambiato un paradigma, sono stati stravolti lustri di storia … ma, come mi piace spesso ricordare, non si può rimanere a tavola all’infinito a gozzovigliare pensando che il conto da pagare non arrivi mai … perché prima o poi l’oste arriva pretendendo che i commensali aprano i loro portafogli.

Ma non è finita qui, se vogliamo dirla tutta. Come se non bastasse, il sito “SilverTrade.com” ha segnalato che sul Comex molti traders hanno chiuso e continuano a chiudere dei contratti che hanno scadenza Marzo per riaprirne analoghi con scadenze Gennaio (ormai prossimo a chiusura) e Febbraio : questo prima che possa capitare qualche “imprevisto” e si rischi di rimanere con il più classico dei cerini in mano. Ovvio che, a questo punto, con le scorte di argento fisico al Comex presumibilmente ai minimi storici, un aumento di contratti con scadenza breve potrebbe arrecare danno al danno e … per scaramanzia preferisco non andare oltre, ma credo che ci siamo capiti. Poi, che questo upside di prezzi non possa proseguire all’infinito senza un (salutare) ritracciamento è cosa molto probabile. Ma attenzione : c’è da scommettere che, nel momento in cui assisteremo ad un arretramento delle quotazioni, ci sarà più di qualcuno che starnazzerà come un’oca in uno stagno dicendo che è stata tutta speculazione e che le quotazioni raggiunte non si rivedranno mai più. Francamente di speculazione ne vedo poca, a partire dal fatto che le quotazioni dei preziosi hanno cominciato a crescere nel momento in cui le banche centrali sono risultate le prime acquirenti, dell’oro in particolare. Se si sta arrivando oggi a certi livelli è perché ci sono delle condizioni economiche e macro-economiche tali per cui non poteva essere fatto diversamente, condizioni davanti alle quali neanche la potente JPMorgan e soci collegati potevano azzardarsi ad andare contro-trend. E i retails, ovvero noi poveri investitori e risparmiatori, non siamo (stati) la vera parte attiva in questa poderosa cavalcata. Ergo : è il banco che detta il gioco ! (leggi: gli istituzionali).

A margine di quanto sopra, mi è capitato di leggere che la settimana scorsa la Zecca degli Stati Uniti avrebbe sospeso la vendita di argento. E ciò per il semplice fatto che, al momento, le quotazioni sono tutto fuorché stabili, almeno non nel breve. Ragion per cui è praticamente impossibile che venga fissato un prezzo che abbia un minimo di coerenza.

E’ altresì vero che, in parte, dietro a tutto questo pandemonio sui preziosi ci siano i cinesi che hanno da un lato messo un freno alle esportazioni di argento, e dall’altro hanno comprato oro come se non ci fosse un domani, creando appunto quello squilibrio fra domanda e offerta che ha fatto lievitare i prezzi. Se a tutto ciò aggiungiamo che, stante la situazione geo-politica, negli ultimi anni molti rapporti commerciali hanno cominciato ad essere gestiti in valute diverse dal dollaro, si capisce anche perché tutte le banche centrali del mondo han fatto a gara ad accaparrarsi più metallo giallo possibile. Quanto sopra prefigura una situazione solo poco tempo fa assolutamente inimmaginabile. Con la Cina tornata prepotentemente alla ribalta nelle esportazioni - come ci dicono alcuni rapporti usciti di recente – di cui almeno la metà conclusa con transazioni in yuan visto l’incremento di affari nell’area del Sud-Est asiatico, appare evidente che il dollaro non sia più così dominante come lo è stato per decenni. Si prende così un bello spazio commerciale lo scambio di materie prime fisiche, cosa che sulla carta all’uomo della strada dice poco, ma a chi si occupa di economia e mercati dice moltissimo. Se si comincia a scambiare il prodotto fisico anziché la carta (i derivati, i futures, tanto per intendersi), allora siamo davanti ad un potenziale rischio : come visto per l’argento, anche altre materie prime (più o meno sempre abbastanza controllate sulla stessa falsa riga grazie appunto agli strumenti finanziari) potrebbero subire scossoni notevoli … e allora potremmo anche sentire dei brividi lungo la schiena e una voce dire qualcosa del tipo : “Houston … we’ve got a problem !”

Non voglio però sconfinare in temi ed argomenti che di solito è il nostro Virginio Frigieri a trattare. Mi premeva solo evidenziare come lo “schema” visto sull’argento potrebbe riflettersi anche su altre realtà. Speriamo non così in fretta per la salute dei nostri portafogli e per quella del nostro carrello della spesa.

Per ora comunque non c’è da preoccuparsi : l’inflazione rimane sotto controllo e i tassi sul decennale americano si muovono all’interno di quello che nei fatti è un box di lateralizzazione di circa 30 punti base e che, nonostante le notizie dell’ultimo fine settimana, non ha subito rilevanti scossoni. Segno che, come si diceva in altro articolo, una rondine non fa primavera : tanto è vero che la sparata di martedì è subito rientrata ieri con una figura che in analisi tecnica richiama molto da vicino il cosiddetto “blocco di inversione” e che sancisce solitamente la fine di un (possibile) trend invertendone la corsa. Cosa che, per il bene delle casse dei paesi europei, speriamo si rifletta velocemente anche su tutto il comparto obbligazionario nostrano che negli ultimi giorni ha subito una pressione sui prezzi non proprio trascurabile.

D’altra parte, le notizie che giungono da Davos e dagli USA sembrano aver rasserenato i mercati e tutte le tensioni residue dovrebbero riassorbirsi a stretto giro. Anche perché, perdonatemi l’excursus da uomo di azienda quale sono, non è che ci volesse poi molto per evitare tensioni (ulteriori) con lo zio Donald. Con tutto quello che effettivamente potrebbe offrire la Groenlandia, sarebbero bastati un paio di statisti in grazia di Dio per sedersi ad un tavolo e trovare una quadra così da fare affari insieme, invece di farsi i dispetti come i bambini all’asilo. Non che si pretendano chissà quali miracoli … ma se dall'altra parte c'è un soggetto dai modi "naif", sfortunatamente alla guida dell’UE ancora una volta manca un “maledetto commerciale” : perché alla fine è sempre (e solo) questione di soldi. Un commerciale fa affari, un politico fa danni. E noi, ahimè, abbondiamo di inutili personaggi …

L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.