KERING è uno dei principali gruppi mondiali del lusso, proprietario di maison come Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e di un portafoglio in espansione nell’eyewear e nel beauty.
Il gruppo opera nel segmento dell’alta gamma, un settore caratterizzato da forte brand equity, pricing power strutturale e ciclicità legata alla domanda internazionale, in particolare asiatica e statunitense.
Il 2025 è stato un anno di passaggio anche sotto il profilo manageriale. Con l’arrivo di Luca de Meo alla guida del gruppo si è aperta una fase dichiaratamente orientata alla ricostruzione operativa e al rilancio dei marchi principali, con priorità assoluta su Gucci, vero baricentro economico del gruppo.
Il contesto di mercato resta complesso: rallentamento della domanda in Asia, maggiore selettività dei consumatori aspirational e normalizzazione dei flussi turistici post-pandemia. In questo scenario KERING ha chiuso l’esercizio con numeri in contrazione ma con segnali di riassetto strutturale.
RICAVI FY 2025 DI KERING:
I ricavi consolidati dell’esercizio 2025 si attestano a € 14.675 mln, in calo del -13% reported rispetto ai € 16.874 mln del 2024 (-10% a cambi costanti).
Il quarto trimestre ha mostrato un rallentamento della contrazione: € 3.905 mln (-9% reported, -3% comparable) da € 4.295 mln.
A livello di brand:
- Gucci: € 5.992 mln (-22%)
- Saint Laurent: € 2.643 mln (-8%)
- Bottega Veneta: € 1.706 mln (0% reported, +3% comparable)
- Other Houses: € 2.900 mln (-10%)
- Kering Eyewear: € 1.592 mln (+3% comparable)
Gucci rappresenta circa il 41% dei ricavi totali e continua a incidere in modo significativo sulla dinamica complessiva. Il rallentamento è legato alla fase di transizione creativa, alla razionalizzazione del canale wholesale e alla debolezza della domanda asiatica.
Bottega Veneta ed Eyewear mostrano invece una maggiore tenuta, contribuendo a stabilizzare parzialmente il quadro.
MARGINALITA’ DI KERING:
Il margine lordo scende a € 10.660 mln (da € 12.394 mln nel 2024).
L’EBITDA ricorrente si attesta a € 3.675 mln, pari al 25,0% dei ricavi (26,9% nel 2024).
Il risultato operativo ricorrente è pari a € 1.631 mln (margine 11,1%) rispetto ai € 2.440 mln nel 2024 (14,5%). La contrazione è evidente ed è paria al -33%.
Gucci registra un EBIT ricorrente di € 966 mln (16,1% dei ricavi), in calo rispetto ai € 1.605 mln dell’esercizio precedente. Il dato evidenzia l’effetto leva operativa negativa: struttura dei costi ancora dimensionata su livelli di fatturato superiori, investimenti marketing mantenuti per sostenere il rilancio e minore assorbimento dei costi fissi.
Saint Lauren e Bottega Veneta evidenziano una migliore performance rispetto a Gucci, ma in entrambi i casi, siamo lontani dal biennio precedenti.
Il risultato netto ricorrente attribuibile al gruppo è pari a € 532 mln vs € 1.206 mln nel 2024 (-56%).
FREE CASH FLOW E STRUTTURA FINANZIARIA DI KERING:
La contrazione dei volumi e della marginalità hanno impattato, inevitabilmente sui flussi di cassa. Il cash flow operativo, seppur positivo, passa da € 4,7 mld a € 3,1 mld.
La strategia del management, indirizzata alla riduzione dell’indebitamento, durante il 2025 si è concentrata anche nella dismissione di alcune importanti proprietà immobiliari.
La posizione finanziaria netta (Cash – Debiti Finanziari) migliora sensibilmente passando a - € 8.039 mln a fine 2025 rispetto ai € ai - 10.517 mln di fine 2024.
IL GRAFICO DI KERING:
Dai massimi del 2021 in area € 800 il titolo ha costruito una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Il movimento degli ultimi mesi ha prodotto la rottura della trendline discendente rossa fino ad accarezzare la media mobile a 200 settimane.
RIFLESSIONI:
Il 2025 è stato un esercizio di transizione.
I ricavi sono in calo, i margini compressi e l’utile risulta essere dimezzato. Ma, parallelamente, il gruppo ha rafforzato la propria struttura finanziaria, ridotto il debito e avviato una revisione organizzativa e commerciale.
Il nodo centrale resta Gucci: il ritorno alla crescita del marchio sarà la variabile determinante per la traiettoria 2026.
Nel medio termine esistono presupposti per ipotizzare una ripartenza: brand equity ancora elevata, rete retail razionalizzata, leva finanziaria ridotta e primi segnali di miglioramento sequenziale nella seconda parte dell’anno.
La ricostruzione è in corso, il manager scelto per ricompattare i cocci ha un curriculum di tutto rispetto.
Ci vorrà un po’ di tempo per vedere se la strategia posta in essere darà i frutti desiderati.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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