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Non è ancora una crepa, ma si sente scricchiolare


A questo punto possiamo dire che non ci troviamo esattamente in una situazione “safe”, bensì in una fase piuttosto borderline. Su alcuni mercati siamo in prossimità di supporti importanti, la cui eventuale violazione potrebbe far cambiare il vento, almeno temporaneamente. Su altri, pur restando ancora su livelli elevati, iniziano a comparire segnali meno rassicuranti, piccoli scricchiolii che potrebbero anticipare un cambio di rotta.

Vediamone alcuni:

S&P 500

L’S&P 500 è passato dai 4800 punti di aprile 2025 agli attuali 6900/7000: un movimento ampio e prolungato, che testimonia la forza del trend di fondo. Proprio per questo motivo, lo spazio per uno storno esiste ed è significativo, senza che ciò comprometta necessariamente l’impostazione rialzista di lungo periodo.

L’indice potrebbe teoricamente scendere fin quasi in area 6000 senza arrecare danni strutturali rilevanti al trend primario. Naturalmente molto dipenderebbe dalle modalità con cui un eventuale ribasso si svilupperebbe: velocità, ampiezza e costruzione tecnica del movimento restano elementi determinanti.

Questo per dire che anche uno storno di alcune settimane non rappresenterebbe, di per sé, un problema per la struttura di lungo periodo, proprio perché la durata e l’ampiezza del rialzo precedente sono state molto significative.

S&P 500 120 m.

Vediamo meglio su un grafico a 120 m.; ho provveduto a ripulire il grafico eliminando i segnali passati, così da ottenere una lettura più chiara della situazione attuale. È evidente come l’indice abbia perso smalto nelle ultime settimane: l’area dei 7000 punti continua a respingere i tentativi di superamento, con tre rifiuti nell’arco di un mese.

In caso di rottura convincente dei 7000, il target resterebbe la MOB collocata in area 7050. Sarà quindi importante osservare l’andamento della prossima settimana per capire se l’indice riuscirà a riprendere slancio. Al momento, tuttavia, il quadro non appare particolarmente ispirato. Vedremo le prossime giornate.

Nasdaq Comp.

L’indice si trova nuovamente a ridosso del supporto in area 22400 e, sinceramente, appare ancora meno brillante dell’S&P 500. Se tale livello non dovesse reggere nelle prossime sedute, sotto si apre un’area di supporti piuttosto consistente.

Il primo riferimento rilevante è collocato tra 20700 e 20500: una discesa fino a quell’area, con successiva tenuta, non comprometterebbe l’ipotesi rialzista di fondo. Diverso sarebbe il discorso qualora le quotazioni scendessero verso la fascia 20000/19700. Pur trattandosi anch’essa di un’area tecnica significativa, un affondo fin lì inizierebbe a incrinare la costruzione rialzista dell’indice. Una violazione anche di quest’ultimo livello costituirebbe un segnale decisamente più negativo per il prosieguo.

Succintamente, per gli elliottiani: ci troviamo in una fase correttiva onda 4 come segnala anche il software. È evidente che quanto più profonda sarà la correzione, tanto maggiore potrebbe essere la perdita di impulsività nell’eventuale onda 5 in divenire.

Gold 60 min.

Riprendiamo l’analisi dell’oro dopo un paio di settimane, osservandone i movimenti sul grafico a 60 minuti. L’ultima volta avevamo delineato due possibili scenari: un rimbalzo tecnico, con potenziale estensione almeno verso area 5200/5300 (fino a quei livelli restava valida l’ipotesi di semplice rimbalzo), oppure una violazione della MOB con successiva discesa verso obiettivi collocati in area 4380/4100, livelli particolarmente rilevanti.

Al momento ci troviamo ancora nella fase di rimbalzo: le quotazioni si sono fermate in area 5100 e per tre volte non sono riuscite a superare tale livello. Il software segnala la possibile mancanza di un’ultima onda ribassista per completare la sequenza, ma evidenzia anche un PTI pari a 14, indicando quindi che, nel caso si sviluppasse tale gamba correttiva, non vi sarebbe una forza ribassista tale da superare i minimi precedenti.

Va ricordato che l’analisi è riferita a un grafico a 60 minuti, con tutte le implicazioni di minore consistenza tipiche di questo timeframe.

In sintesi: per tornare a esprimere forza, l’oro dovrebbe superare con decisione almeno l’area 5200 (dove è presente una piccola MOB).

In caso contrario, resta valida l’ipotesi di un’ulteriore gamba al ribasso, che tuttavia non dovrebbe avere particolare intensità e potrebbe fermarsi in area 4600 oppure in prossimità della MOB immediatamente inferiore, in area 4330 circa. L’area 4100, allo stato attuale, non dovrebbe essere coinvolta.

Bitcoin

Riprendiamo anche l’analisi del Bitcoin. Il grafico ci restituisce un quadro di quotazioni ancora in prossimità del supporto, ma al momento non emergono segnali di ingresso definiti.

Utilizzando il Type 1 di Advanced GET (https://www.lombardreport.com/2025/8/12/type1-advanced-get/), infatti, non si è ancora verificato il superamento della media mobile, condizione necessaria per l’attivazione del segnale operativo.

Fino a quel momento, l’impostazione resta attendista.

Qualche azione "interessante..."

Sinceramente, al momento non vedo possibili trade che mi entusiasmino particolarmente: non emergono configurazioni tecniche realmente "precise". Forse è anche il riflesso della fase attuale del mercato, ancora poco definita.

Detto questo, ho individuato comunque alcune situazioni che, pur non facendo battere il cuore, possono risultare interessanti sotto il profilo tecnico.

Banco Desio Brianza

Il titolo, per fornire un segnale di acquisto, deve come noto superare il canale di regressione/media mobile; al tempo stesso non deve violare al ribasso la MOB di riferimento. In caso contrario, l’interesse verrebbe meno e il titolo potrebbe tranquillamente essere lasciato agli altri.

Warner Bros 

Il titolo deve superare e confermare la rottura del canale di regressione lineare.

Tutti i titoli sopra seguono le regole del Type1 del GET, che viene descritto in modo adeguato nel seguente link: 

Type 1: https://www.lombardreport.com/2025/8/12/type1-advanced-get/

Buona domenica!

Glossario:

MOB (Make or Break): Il livello MOB, o "Make or Break," rappresenta una zona di proiezione dei prezzi calcolata con l'analisi di momentum. Rappresenta un livello fondamentale che, se mantenuto, può fungere da punto di rimbalzo per il titolo. Se infranto, invece, segnala una probabile accelerazione nella direzione della rottura, spesso anticipando un movimento deciso di prezzo.

Ellipse: Strumento grafico che combina tempo e prezzo per identificare una zona probabile di correzione o inversione. Proiettata a partire da un punto di massimo o minimo significativo, l’ellipse indica un intervallo temporale e di prezzo entro cui è atteso un possibile ritracciamento. Se il prezzo rimane all'interno di questa zona, è più probabile che il trend riprenda. Se il prezzo rompe l’ellisse, può suggerire una continuazione o inversione di trend importante

L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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