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Tempo di Reversal: FVG BISI e segnali di esaurimento sui mercati USA


Lettura ICT dei mercati USA in avvicinamento a febbraio

Gennaio non è solo il primo mese dell’anno, ma spesso quello in cui il mercato chiarisce le vere intenzioni dei grandi operatori.
Non tanto per i livelli raggiunti, quanto per come il prezzo reagisce quando entra in aree chiave di liquidità e inefficienza.

Negli ultimi giorni del mese, Nasdaq, S&P500 e Dow Jones hanno mostrato segnali tipici delle fasi di esaurimento: prese di liquidità, divergenze intermarket e reazioni violente su livelli di alto timeframe.
Elementi che, messi insieme, suggeriscono che un possibile massimo strutturale possa essere già in costruzione.

In sostanza, non stiamo cercando di prevedere il futuro, ma di capire se i grandi operatori hanno già fatto quello che dovevano fare: comprare in basso e vendere in alto.
Se la risposta è sì, allora il mercato cambia passo.

Nasdaq: draw on liquidity, FVG BISI e swing high

Sul Nasdaq l’analisi è stata estremamente lineare – e proprio per questo efficace.

Durante tutto il mese di dicembre il mercato ha costruito liquidità buy-side sopra i massimi precedenti. In ottica Inner Circle Trading, quello era il naturale draw on liquidity: il prezzo doveva arrivarci.

Una volta raggiunta l’area:

  • - la liquidità è stata presa,

  • - il massimo di dicembre è stato violato,

  • - ma senza continuità rialzista.

La reazione è stata opposta: una discesa rapida e violenta.
Tradotto: breakout per il pubblico, distribuzione per gli operatori istituzionali.

Detto in modo ancora più semplice: quando tutti iniziano a comprare perché “sta rompendo i massimi”, spesso chi conta davvero sta già chiudendo le posizioni.
Un comportamento coerente con la formazione di uno swing high di timeframe superiore.

Fig_1 Grafico Daily E-Mini S&P500 Nasdaq100

(clicca sul grafiico per ingrandire)

Daily chart E-Mini S&P500 Nasdaq100

Due scenari per febbraio: tutto passa dall’FVG BISI

Entrando nel nuovo mese, l’approccio corretto non è “indovinare”, ma lavorare per scenari ben definiti.

Scenario 1 – Continuazione ribassista

Se febbraio dovesse aprire con il prezzo sotto l’area di equilibrio, identificabile nell’FVG BISI di riferimento, e quella zona iniziasse a funzionare da resistenza, il mercato starebbe semplicemente proseguendo un programma ribassista di alto timeframe.

In questo caso, i naturali draw on liquidity diventerebbero:

E-Mini S&P500

  • - 6879 – minimo della settimana del 26 gennaio (liquidità già presa),

  • - 6814,50 – minimo mensile del 21 gennaio,

  • - 6771,50 – minimo mensile del 17 dicembre,

  • - 6583 – minimo mensile del 21 novembre.

E-Mini Nasdaq100

  • - 25365,25 – minimo della settimana del 26 gennaio (liquidità già presa),

  • - 25025 – minimo mensile del 21 gennaio,

  • - 24887,75 – minimo mensile del 17 dicembre,

  • - 24154 – minimo mensile del 21 novembre.

In altre parole: vendiamo, ma solo dopo che il mercato ci mostra di non riuscire più a risalire dentro l’FVG BISI.

In pratica è come dire: vorremmo vendere, ma solo dopo che il prezzo prova a risalire e viene respinto. Se non riesce nemmeno a rientrare in quell’area, significa che la forza rialzista si è davvero esaurita.

Scenario 2 – Rimbalzo tecnico prima di scendere

L’alternativa è più subdola, ma altrettanto frequente:

  • - formazione di un minimo di breve periodo,

  • - rimbalzo correttivo,

  • - test di nuovi livelli di offerta, spesso proprio all’interno o in prossimità dell’FVG BISI.

Il classico movimento del tipo:
“Scendiamo, facciamo respirare il mercato, e poi vediamo se c’è ancora spazio per vendere.”

In entrambi i casi, il focus non è tanto se il mercato scende, ma come reagisce quando torna sui livelli chiave.

S&P500 e Dow Jones: le conferme intermarket

Sul future dell’S&P500 emerge un elemento cruciale: la mancata conferma dei massimi del Nasdaq.

Mentre un indice tenta l’allungo finale, l’altro si ferma e reagisce con decisione.
Questa discrepanza, nota come SMT (Smart Money Technique), non è un segnale operativo, ma un campanello d’allarme che indica esaurimento della spinta rialzista.

È un po’ come vedere due cavalli in una gara: se uno accelera e l’altro no, è difficile pensare che la corsa possa continuare ancora a lungo allo stesso ritmo.

Fig_2 Grafico Daily E-Mini Dow Jones (gennaio)

Daily chart E.Mini Dow Jones

Il Dow Jones rafforza il quadro:

  • - struttura di massimi decrescenti,

  • - comportamento tipico delle fasi di distribuzione.

Quando alcuni indici vengono spinti a fare nuovi massimi e altri iniziano già a scaricare posizioni, il mercato sta spesso preparando un cambio di regime.

Conclusione

La fine di gennaio ha probabilmente lasciato un messaggio chiaro:

  • - la liquidità sopra i massimi è stata presa,

  • - il prezzo ha reagito con decisione,

  • - le divergenze intermarket sono evidenti.

Febbraio sarà il mese della conferma:

  • o il mercato accelera al ribasso,

  • oppure costruisce un ultimo rimbalzo, spesso dentro un FVG BISI, prima di scendere.

In entrambi i casi, non servono previsioni.
Servono livelli, pazienza e disciplina.

Come sempre, sarà il prezzo a parlare.
Noi dobbiamo solo smettere di fare rumore e imparare ad ascoltarlo.

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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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