Credo che i mercati siano “arrivati”. Non parlo di oggi, domani o della prossima settimana; ma la sensazione — corroborata dalla mia operatività quotidiana — è proprio questa. E scrivo questo, a prescindere da quanto capitato in giornata tra Israele, Stati Uniti ed Iran. So bene che su un giornale finanziario bisognerebbe essere sempre “brillanti”, trasmettere l’idea che tutto luccichi e che le cose possano solo andare per il verso giusto. Tuttavia non sarei onesto, prima di tutto con me stesso, e poi con chi legge i miei articoli.
Perché scrivo questo? Perché mi è capitato di osservare la pubblicazione di ottimi dati, sia in Italia sia negli Stati Uniti, e ho avuto l’impressione che vengano sistematicamente interpretati come occasioni di vendita. Se è vero che la benzina dei mercati è la liquidità, allora anche questo comportamento mi porta a pensare che siamo davvero a un punto di arrivo che non significa crac ma una pausa fisiologica.
Poi naturalmente se penso ad investitori del calibro di W. Buffet o se preferite di Greg Abel indicato come suo successore nel ruolo di CEO di Berkshire Hathaway, che detengono 382 billions in cash, qualche domanda continuo a pormela...
Continua...






