Non è Omicron a spaventare i mercati


La Borsa è scesa perché doveva scendere. Non per la variante Omicron. Se questa discesa dei prezzi sarà una buy opportunity lungo la via di nuovi massimi o semplicemente l’inizio di un ritracciamento più profondo lo sapremo presto. Questo articolo è destinato a smentire che la variante Omicron abbia qualcosa da fare con il ritracciamento in corso. Fin da subito se leggevate in tempo reale il flusso di informazioni relativamente ad Omicron una notizia era negativa e altre 9 propendevano per una variante molto meno pericolosa della delta: alta infettività, è vero, ma bassa sintomatologia. E i vaccini resistevano bene (vedi caso del paziente zero di Caserta o degli studi israeliani). Fa parte del meccanismo normale della Borsa che la maggior parte dei media e dei market player si concentri su notizie che sono ormai superate dagli eventi e la cosa negativa è che spesso questi timori non suffragati da ipotesi concrete vengano avallate da organismi istituzionali. E qui avviene il cortocircuito perché pure io stesso se leggo che un organismo istituzionale prende posizione penso subito “beh se lo dicono loro allora vorrà dire che … “. Purtroppo gli organismi istituzionali sbagliano anche loro e lo abbiamo visto tante volte nel corso di questa pandemia. Che i timori per Omicron siano eccessivi lo dimostra un sondaggio condotto da Deutsche Bank per la quale i mercati hanno già dimenticato Omicron:

Un altro grafico mostra con precisione come sia la relazione funzionale tra la infettività di Omicron e l’immunità di gregge: la conclusione è che una maggiore infettività quando tutti sono vaccinati non cambierebbe certamente le carte in tavola, anzi sarebbe assolutamente ininfluente.