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Inflazione fuori controllo: ● 8 azioni resilienti ● 5 Etf degli asset reali ● 4 bond e 1 Etf per anni di fuoco


Il punto su differenti categorie di sottostanti adatti a situazioni di tensioni inflattive. Perché più robusti nel beneficiare di rialzi dei prezzi o di ribaltarli sui clienti finali. Inoltre un mini portafoglio obbligazionario per tassi all’insù (ma poi magari all’ingiù).  

Il tema del giorno

Guerra e inflazione sono le due parole che destano maggiori preoccupazioni nel cittadino medio. In questi giorni appaiono sulle prime pagine di tutti i media, con un’insistenza che deve intimorire. L’inflazione in particolare ci sta toccando tutti da vicino, nel più totale disinteresse di chi governa e dei politici. Alta inflazione è storicamente sinonimo di destabilizzazioni sociali: qualche segnale qua e là già si avverte, per quanto avvinta ai fenomeni “no vax”. È il caso, per esempio, di Canada, Francia e di alcuni Paesi dell’est europeo. Un bel po' se ne parla anche in ambito finanziario, malgrado alla fin fine si faccia ben poco per rispondere a questo cancro dilagante. Così chi è rimasto liquido negli ultimi anni di “vacche grasse” dei mercati si trova ora doppiamente ingrippato dalla svalutazione del capitale rimasto cash e da una volatilità in crescita sul fronte azionario e obbligazionario. La partita è persa? Forse no e perciò LombardReport prova a fare il punto su un portafoglio caratterizzato da una resilienza alla componente inflattiva. Non per questo esente dal rischio di forti correzioni che si dovessero manifestare sul fronte delle Borse: se così non fosse il miracolo sarebbe doppio, in altre parole inverosimile.

► Quelle azioni che reggono all’inflazione

L’industria finanziaria sta cominciando a preoccuparsi di quanto avviene sul fronte costo della vita e del relativo impatto sui patrimoni, concependo nuovi indici azionari “inflation linked”, composti da titoli più robusti su questo fronte. Sono di due tipologie:

● di settori che beneficiano di rialzi dei tassi: per esempio le banche e gli estrattori di materie prime;

● di settori che riescono a ribaltare sui clienti finali l’aumento degli oneri produttivi: per esempio tecnologia, auto di lusso e grande distribuzione.

Logicamente ogni indice è impostato nell’una o nell’altra direzione. Mischiandoli fra loro si ottiene una lista delle azioni “inflation linked” più presenti. È strutturata con otto titoli prevalenti.

Azione

Settore/Mercato

I suoi numeri

Anglo American

Commodities / Londra (ultima quotazione 35,8 £). Un target al ribasso: 29,9 £

C’è il fattore cambio €/£ a non rendere questa azione popolare presso gli investitori italiani. Tutto il resto invece è ottimamente impostato, a cominciare da un trend di Borsa in continuo rialzo da anni. Eppure il p/e ratio (rapporto prezzo/utili) resta interessante attestandosi a 9,2; inoltre il p/b (rapporto tra prezzo e patrimonio netto) a 2,3 la colloca in maniera adeguata relativamente al comparto degli estrattori di materie prime. Anglo American è leader per oro, platino, diamanti e minerali industriali, solitamente favoriti da un’inflazione in surriscaldamento

Astrazeneca

Sanità / Londra (ultima quotazione 85,1 £). Un target al ribasso: 75,5 £

È scesa di circa un 10% rispetto ai recenti massimi di Borsa. Il p/e ratio è alto (22,3) ma il consensus medio degli analisti specializzati sul titolo appare ancora favorevole grazie a un utile per azione in forte crescita sia nel 2022 (+26%) sia nel 2023 (+18%) e con tutti gli altri parametri positivi: soprattutto il cash flow è previsto in netto progresso

Bmw

Auto / Francoforte (ultima quotazione 95,2 €). Un target al ribasso: 77,3 €

Un’occasione persa? A vedere il grafico si direbbe di sì, dato che il titolo è ormai considerato sopravalutato. Lo è realmente? Il p/e a 5,3 e il p/b a 0,87 smentiscono questa valutazione, sebbene il debito del gruppo sia cresciuto molto negli ultimi anni e i margini operativi risultino in calo. E allora non è un’occasione persa ma un’occasione da cogliere in presenza di un nuovo calo delle quotazioni

Credit Agricole

Banche / Parigi (ultima quotazione 14,06 €). Un target al ribasso: 11,1 €

Se l’inflazione sale i tassi di interesse cresceranno e le banche europee avranno ampi margini per trarne vantaggio. Nel caso dell’istituto francese – molto attivo anche in Italia – la valutazione in corso sono corrette e alcuni parametri in miglioramento. Piace un dividend yield oltre il 5%

Sap

Informatica / Francoforte (ultima quotazione 107,7 €). Un target al ribasso: 90,2 €

Il mercato qui ha già colpito, con un ribasso rispetto ai massimi del 26%. Eppure la profittabilità del gruppo è ottima, con un margine operativo del 17%. Il p/e a 24 non è attraente, così come il debito, in crescita negli ultimi anni

Stm

Informatica / Milano (ultima quotazione 40 €). Un target al ribasso: 35,6 €

Il titolo è un po' sopravalutato ma il quadro finanziario e di redditività della società è robusto. Con un margine operativo del 18% e un debito in calo l’azione ha reagito dopo la debolezza degli anni scorsi. Il p/e a 21,5 è adeguato al settore informatico. Anzi risulta fra i migliori

Shell

Petrolifero / Londra (ultima quotazione 20,4 £). Un target al ribasso: 17,2 £

Dopo aver tolto "Royal Dutch" dal nome e trasferito la sede dall’Olanda a Londra, la società prosegue nel suo impegno di semplificazione della struttura. Intanto ha annunciato un forte rialzo degli utili 2021, spinti dal rimbalzo dei prezzi del petrolio oltre le attese degli analisti. L’utile netto è salito a 19,29 miliardi di $ nel 2021 rispetto ai 4,85 miliardi nel 2020 e ai 17,8 miliardi attesi dal mercato. In Borsa ha ancora margini, soprattutto se l’oro nero proseguirà nella sua corsa, anche solo per qualche mese

Unicredit

Banche / Milano (ultima quotazione 15,7 €), Un target al ribasso: 13 €

Al test del risiko bancario (nelle prossime ore ci saranno novità in merito?) il secondo istituto bancario nazionale trarrà notevole vantaggio da un rialzo dei tassi, sebbene al momento la relativa azione sia sopravalutata soprattutto rispetto ad altri gruppi del settore. Sul p/e ratio i numeri sono discordanti (avviene spesso nel caso delle banche!). Bene i margini operativi, che tornano a crescere dopo anni di sofferenza. L’istituto guidato da Orcel ha terminato il 2021 con ricavi pari a 17,95 miliardi di €, in aumento del 4,8% rispetto ai 17,13 miliardi dell’esercizio precedente

Di solito i target sono impostati al rialzo ma – data la complessa situazione dei mercati, della geopolitica e dell’economia mondiale – nella situazione in corso si possono ipotizzare legittimamente al ribasso. È vero che questi titoli sono resilienti all’inflazione ma non lo sono certamente alle follie del mondo. Si nota comunque che non si rivelano troppo volatili e ciò li rende ancor più interessanti per difendere da un’inflazione sulle cui evoluzioni qualsiasi congettura è impossibile.

► Cinque Etf degli asset reali

Spesso si sente parlare di asset reali di investimento. La loro caratteristiche peculiare è quella di difendere l’investitore in periodi di inflazione crescente: eccone cinque con sottostanti di tale tipo, su cui si può puntare mediante Etf naturalmente correlati a indici azionari. Sono quotati alla Borsa di Milano, salvo l’iShares Timber & Forestry, trattato su varie Borse europee ma presente su alcune piattaforme di trading italiane.

Acqua

Lyxor Water Esg FR0010527275 – valuta denominazione €

Dal 2009 ha continuato a salire imperterrito, sestuplicando di valore. Ah..se scendesse nell’area dei 45-47 € contro l’ultima chiusura a 53,9 €!

Agricoltura

Wisdomtree Agriculture GB00B15KYH63 – valuta denominazione $

Da settembre 2020 ha quasi raddoppiato di prezzo ma è ancora lontano dai massimi del 2012 sugli 8 € contro la chiusura venerdì a  5,68 €

Energie alternative

Lyxor New Energies Esg FR0010524777 – valuta denominazione €

Una crescita senza tregua dal 2012 in poi. Tuttavia da novembre è iniziata una pronunciata fase ribassista che l’ha già portato e non di poco sotto la media a 200. Ai 37 € di venerdì si contrappone  un’area interessante sui 32,3 €

Immobiliare

VanEck Global Real Estate NL0009690239 – valuta denominazione €

Questo Etf i precedenti massimi storici li ha raggiunti e superati ma da inizio 2022 è partita una fase ribassista. Ai 43,2 € di venerdì si contrappone un possibile livello di entrata sui 37-39 €

Legname

iShares Timber & Forestry IE00B27YCF74 – valuta denominazione $

È sui massimi a 29 € ma l’analisi grafica evidenzia una maggiore volatilità rispetto agli altri Etf dei “real asset”. A fine gennaio ha tentato di rompere al ribasso la 200, sebbene in tre sedute sia poi tornato sopra

► Bond, cosa succederà in questo parapiglia?

Inflazione alle stelle significa logicamente tassi al rialzo. Ma per quanto tempo? Magari solo per un anno o poco più? Meglio allora strutturare un mini portafoglio obbligazionario con diversi sottostanti, pronti ad adeguarsi a ogni situazione.

Btp€i 0,15% 2051 Eur IT0005436701

Il più lungo degli “inflation linked” italiani è sceso a 84,9 €, minimo storico dovuto a una “duration” della cedola base sui 20. Un crollo così vistoso non era prevedibile nemmeno qualche settimana fa

Barclays Scudo 2025 Eur Inflation floored IT0006710880

Paga il massimo tra il 3% o il 100% della variazione percentuale annua dell’indice “Hicp ex-tobacco” dell’Eurozona, aumentato di uno spread dello 0,20%. Quota attualmente sui 104, con uno yield quasi sul 3%. Sta scendendo e un acquisto sulla pari consentirebbe di disporre di un bond di media durata indicizzato all’inflazione (sempre che anche in Europa quest’ultima non esploda)

Imi Fix Float Floor 2027 Eur XS1588019817

E’ un tasso variabile Euribor 3 mesi con minimo 0,50% Quota sui 96 e garantisce un buon compromesso per puntare su un rialzo dei tassi

Etf Xtrackers Global Government Hedgiato LU0690964092

Le obbligazioni governative di tutto il mondo occidentale senza rischi di cambio in un solo replicante, sceso ai minimi degli ultimi cinque anni. Si presta per iniziare ora un Pac

Governativi ad alto rating con scadenze lunghissime

Eh..sì, un po' di titoli di Stato a tasso fisso fanno bene in prospettiva futura se li si acquista con entrate scaglionate su minimi progressivi. Sono ormai crollati sotto 100. Per esempio il francese Oat 0,5% 2072 (FR0014001NN8) è sprofondato a 68 € e il tedesco Bund 0% 2052 (DE0001102572) è piombato a 87 dopo i massimi a 103 € dello scorso dicembre!

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