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Focus investimenti – Occhio a novità e occasioni per azioni, bond ed Etf


Due big analizzano i mercati. Arrivano gli Etf azionari a protezione totale: funzioneranno davvero? Le ottime performance delle stocks della sicurezza informatica. Il nuovo bond 5,75% di Kme. Se Volkswagen scendesse a 100 Eur (e c’è quasi)!

Il report della domenica

Mercati incerti ma ricchi di confronti e discussioni sulle evoluzioni future. Iniziamo allora il report odierno con le valutazioni di due leader dell’asset management.

Per Edmond de Rothschild AM il quadro economico appare abbastanza favorevole, complici la disinflazione, seppur non lineare, i primi tagli dei tassi in alcune aree e la possibilità che anche la Fed segua la stessa strada. L’esperienza dimostra che solitamente prima dell’intervento iniziale di quest’ultima si sono avute fasi positive per i mercati azionari. La fiducia sembra quindi prevalere. Maggiore incertezza sul fronte politico, con il caso Francia in prima linea. Lo spread Oat-Bund potrebbe aumentare ancora ma di poco. Passando invece agli Usa tutto dipenderà dalle elezioni presidenziali. Un successo dell’“improbabile” Biden non cambierebbe nulla, mentre quello di Trump indebolirebbe i Treasuries lunghi ma sarebbe favorevole per l’azionario. Il team di Edmond de Rothschild AM in sintesi è fiducioso sia sulle azioni sia sulle obbligazioni, ma per queste ultime sta valutando di ridurre l’esposizione sulle scadenze lunghe, il più tardi possibile però, quando si presentiranno gli esiti elettorali Usa. Nell’ambito azionario le preferenze vanno: ● a Wall Street per stocks dei Big Data e Healthcare ● in Europa per le small cap.

Per Banca Generali le elezioni negli Stati Uniti potrebbero essere fonte di volatilità, sebbene entrambi i candidati risultino ‘pro mercato’. Relativamente all’Europa i suoi analisti ritengono che le azioni continueranno a essere sostenute dalle stime di crescita degli utili aziendali, i quali risultano a livello globale prossimi al 10% sia per quest’anno sia per il successivo. Relativamente al comparto obbligazionario si è pure positivi, utilizzando anche emissioni a spread (corporate), nonché facendo sempre attenzione a realizzare un’adeguata diversificazione e dosando la componente di rischio (rating) a seconda del contesto dei mercati.

Debutto negli Usa degli Etf azionari a capitale protetto (al 100%)

L’industria degli Etf sta ormai monopolizzando l’attenzione degli investitori negli Usa e in Europa, con un dinamismo incredibile. Lo conferma una volta di più una novità - per ora non disponibile su Borsa Italiana e appartenente alla categoria non armonizzata – ma che anticipa un inedito ruolo strutturale per i replicanti. Si tratta dell’Etf iShares Large Cap Max Buffer, che mira a una protezione dai ribassi fino al 100% dello specifico mercato. Utilizzando una combinazione di opzioni, replica le performance del sottostante Etf iShares Core S&P 500 sino a un certo upside cap (stimato nel 10%), cercando al contempo di fornire un airbag fino al 100% contro le perdite per ciascun periodo di copertura applicabile.

Ticker e Isin di quello relativo a protezione con scadenza giugno 2025

MAXJ - US46438G6127

Come è strutturato

Si tratta di un Etf che replica una strategia costituita da una posizione lunga sull’Etf Ishares Core S&P500 associata all’acquisto di opzioni put “at the money” e alla vendita di opzioni call “out of the money” con strike price superiore del 10% rispetto allo strike price delle put. La scadenza delle opzioni è a un anno (di qui l’indicazione di giugno – J nel ticker - per il replicante appena proposto sul mercato)

Dopo giugno 2025 cosa accadrà?

Che la strategia verrà rinnovata con nuove opzioni dalla scadenza di un ulteriore anno e così via

Il rischio

Naturalmente che l’S&P 500 salga vertiginosamente, comportando elevate performance. In tal caso interverrebbe l’upside cap, cioè il limite per i profitti

Quando si presta al migliore utilizzo?

In presenza di incertezze sui trend futuri, con un prevalere di sentiment negativi. Occorrerà comunque verificarne il funzionamento reale, per accertarsi se la presenza delle opzioni non comporti scostamenti rispetto all’andamento del sottostante

Si può comprare?

In attesa di un eventuale esordio sui mercati europei, il che implicherebbe la certificazione Ucits e la disponibilità del Key Investor Information Document (KIID), questo Etf è negoziabile solo da chi utilizzi una piattaforma Usa o un intermediario disposto a trattare Etf di tale tipo, con tutte le conseguenze fiscali che ne conseguono

Settori in trend: la sicurezza informatica

Se ne parla meno rispetto al passato ma i mega trend restano di estrema attualità, sebbene con andamenti talvolta divergenti e non di poco. Uno che merita indubbio interesse è quello della sicurezza informatica, soggetta a continui attacchi da parte di hacker e terroristi finanziati da alcuni Paesi nella violenta fase di tensioni geopolitiche in atto. Inevitabile far ricorso allora per chi investe agli Etf specifici, di cui analizziamo le performance degli ultimi tempi, relativamente ai quattro replicanti con maggiore capitalizzazione quotati su Borsa Italiana.

L&G Cyber Security (ultima quotazione 22,36 Eur)

IE00BYPLS672

Valuta denominazione Usd – Ter 0,69%

Performance a 1 anno: +18,2%.

Performance da inizio anno: +2,5%.

Trend negativo da inizio febbraio (massimi storici) con una certa volatilità

iShares Digital Security (ultima quotazione 7,38 Eur)

IE00BG0J4C88

Valuta denominazione Usd

Performance a 1 anno: +18,7%.

Performance da inizio anno: +5,4%.

Trend debole da inizio febbraio quando si è registrato un doppio massimo assoluto (con il precedente a novembre 2021)

First Trust Nasdaq Cybersecurity (ultima quotazione 33,78 Eur)

IE00BF16M727

Valuta denominazione Usd

Performance a 1 anno: +26,0%.

Performance da inizio anno: +7,9%.

Marginale debolezza da febbraio ma è in corso un avvicinamento ai massimi di quel mese

WisdomTree Cybersecurity (ultima quotazione 23,18 Eur)

IE00BLPK3577

Valuta di denominazione Usd

Performance a 1 anno: +32,7%.

Performance da inizio anno: +2,4%.

Da inizio febbraio (come per gli altri) è iniziata una fase di debolezza, un po' più accentuata rispetto agli altri replicanti

In sintesi - La società di ricerca Markets and Markets prevede che il mercato globale della sicurezza stia crescendo dai 19,6 miliardi di dollari del 2020 ai 51,6 miliardi di dollari del 2026. Se fosse misurato come un singolo Paese, il crimine informatico potrebbe essere la terza economia mondiale dopo Stati Uniti e Cina. Il settore ha quindi enormi potenzialità ancora inespresse anche in Borsa, con la recente fase di parziale debolezza che appare come un inevitabile consolidamento dopo un periodo molto positivo. È preferibile tuttavia investire con piani di acquisto (Pac), che per la cybersecurity hanno senso data l’elevata volatilità media dei sottostanti.

Un nuovo mini corporate italiano in sottoscrizione sul Mot

Dopo il successo dei vari Alerion 6,75% 2029, Carraro 7,75% 2029, MaireTecnimont 6,5% 2028 e Alperia 4,75% 2029, “piazzati” molto velocemente sul mercato italiano, incontra invece qualche difficoltà il Kme 5,75% Lg2029, di cui si è avviato il collocamento nei giorni scorsi. L’emittente Kme (ex Intek) è una società tedesca che opera con tre divisioni nei settori della produzione di rame, ottone e prodotti speciali. Il titolo è stato emesso nell’ambito di un’offerta pubblica di scambio con la precedente emissione Kme 4,5% 2025 (IT0005394884).

Emissione

Kme 5,75% Lg29 Eur

Isin

IT0005597874

Mercato

Mot

Ammontare

200 milioni Eur

Fase

In collocamento sul Mot a 100

Data godimento

23/7/2024

Lotto minimo

1.000 Eur

Call

A 102 dallo scadere del secondo anno

A 101 dallo scadere del terzo anno

A 100 dallo scadere del quarto anno  fino al luglio 2029

Pagamento cedola

Annuale (23/7 di ogni anno)

Rendimento lordo a scadenza

5,75%

Rendimento netto a scadenza

4,25%

Punto debole

Il mercato non sta forse apprezzando il continuo rollare da un’emissione all’altra, tipico dei bond di Kme

I numeri del bilancio 2023

Il patrimonio netto della holding era a fine 2023 pari a 297,6 milioni di euro, rispetto ai 494,29 milioni di inizio anno. Alla stessa data, l’indebitamento netto del gruppo era salito a 369,29 milioni di euro, rispetto ai 267,53 milioni pure di inizio anno

Il nuovo scenario dell’azione Volkswagen: se scendesse sotto 100!

Il grafico è preoccupante: l’azione del costruttore automobilistico tedesco sta combattendo da dicembre con la media mobile a 200 sedute: sotto, sopra e poi sotto, con una debolezza strutturale che riporta indietro nel tempo. Il titolo merita però attenzione e vi spieghiamo il perché.

Isin

DE0007664039

Ultima quotazione (chiusura 5-7-2024)

106,85 Eur

Min-max 52 settimane

97,8 - 128,6 Eur

Perché piace

Una possibile discesa sui 100 Eur viene vista come un’occasione interessante per un posizionamento di lungo periodo in ottica di “total return”, considerando l’elevato dividendo distribuito e l’accettabile livello di rischiosità del gruppo VW

Perché non piace

Il primo trimestre 2024 ha evidenziato risultati poco entusiasmanti, con vendite in calo (2%), ricavi negativi e un pesante segno meno degli utili operativi (-20%). A determinare questa situazione lo sfavorevole mix dei mercati, dei prodotti e dei modelli, così come l'aumento dei costi fissi, in particolare per i brand core (Volkswagen, Seat, Cupra e Skoda) e per il business delle batterie

I numeri da seguire

Il p/e si attesta a 3,5 (valore molto interessante) rispetto a un dividend yield dell’8,5%. Anche ammesso che il dividendo scendesse (9,06 Eur l’importo relativo all’esercizio 2023 e pagato a inizio giugno) si tratta di numeri allettanti

Il quadro grafico dell’azione

La media mobile a 200 (a 106 Eur alla chiusura di venerdì) si attesta di pochissimo sopra un supporto importante (a 104,9 Eur) in un’area quindi decisiva per le evoluzioni future. In presenza di una discesa al di sotto e di una scivolata sui 100 Eur si determinerebbe un primo livello di acquisto in ottica di eventuali ulteriori lotti sui 91,3 e 85,8 Eur, che al momento appaiono però poco probabili, salvo in presenza di una forte recessione tedesca

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