Dopo settimane in cui il titolo CAMPARI si è mosso in un contesto tecnico laterale, proprio in questi giorni — seppur con una chiusura settimanale debole venerdì — si è verificato un segnale che merita attenzione: la rottura della trendline ribassista disegnata dai massimi del 2023 (vedi grafico). Un’indicazione tecnica da non sottovalutare, che aggiorna il quadro operativo con una valenza potenzialmente rialzista.
UN GRUPPO GLOBALE CON RADICI SOLIDE E MARCHI ICONICI
CAMPARI Group, attivo in oltre 190 Paesi, è tra i principali player globali nel settore beverage alcolico. Il portafoglio comprende marchi noti come Aperol, Campari, Espolòn, SKYY, Grand Marnier, Wild Turkey e Courvoisier. Il gruppo adotta un modello asset-light e brand-driven, con crescente focalizzazione sui segmenti premium, attivazioni on-premise e rafforzamento nei mercati chiave (Stati Uniti, Europa occidentale, Australia).
Tra le recenti mosse strategiche, merita una menzione la cessione del brand Cinzano, operazione coerente con la volontà di snellire il portafoglio e concentrare le risorse sui marchi a maggiore potenziale di crescita e marginalità.
CAMPARI: FONDAMENTALI SOLIDI, CONTESTO FRAGILE MA IN TRANSIZIONE
Nel primo trimestre 2025, CAMPARI ha registrato ricavi pari a € 666 mln, in crescita dello 0,3% complessivo, ma con una flessione organica del -4,2% a parità di perimetro. Il trimestre è stato penalizzato da effetti di calendario (Pasqua bassa), ritardi logistici negli USA e vendite di bulk inferiori nel Regno Unito.
Il gross margin si è mantenuto stabile al 58,8%, a conferma della tenuta del modello industriale, mentre l’EBITDA margin è sceso al 20,3% (vs 25,6% un anno fa), per effetto di maggiori investimenti promozionali e spese operative in crescita, come previsto.
Nonostante la fragilità del contesto, i fondamentali restano solidi e il management ha confermato:
- la guidance 2025,
- il focus su efficienze strutturali già avviate,
- l’assenza di nuove acquisizioni,
- una posizione finanziaria sotto controllo (leva a 3,4x EBITDA).
Le attuali valutazioni di mercato incorporano ampiamente queste incertezze, con il titolo scambiato intorno a € 6, ben distante dai massimi storici sopra i € 13.
GRAFICO DI CAMPARI:
Il grafico mostra con chiarezza la recente rottura della trendline ribassista di lungo periodo.
Questo elemento tecnico potrebbe rappresentare un vero e proprio catalyst, che unito a un contesto fondamentale solido, seppur in un ambiente sfidante, ci ha fornito il segnale operativo che attendevamo per valutare un primo ingresso sul titolo.
Il minimo in area € 5,15, coincidente con il livello toccato durante il crash pandemico, ha retto bene alle pressioni ribassiste recenti, costruendo una base tecnica importante.
La rottura della trendline rappresenta ora un indizio concreto di cambiamento del sentiment, che potrebbe evolvere in una fase di inversione più strutturale nel medio periodo.
OSSERVAZIONI OPERATIVE:
Pur non potendo escludere una fase di consolidamento laterale sotto la resistenza dei € 6,20–6,40, gli elementi rialzisti oggi più che bilanciano quelli ribassisti.
In coerenza con l’approccio seguito nella nostra rubrica, si segnala una posizione LONG, con l’intenzione di valutarne un eventuale rafforzamento in caso di conferma della ripartenza.
Per i più prudenti, è del tutto legittimo attendere una seconda prova del trend che porti il titolo ad una chiusura al di sopra dei € 6,40 con volumi in aumento.
La Borsa è sempre aperta: è giusto ispirarsi agli altri, ma resta fondamentale operare secondo le proprie regole.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
L’autore del presente articolo potrebbe detenere i titoli oggetto della sua analisi.
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