Emilio Tomasini scrive regolarmente per:

Strategie Value: segnali interessanti da Campari


CAMPARI: DUE INDIZI TECNICI E UN CONTESTO IN RIPOSIZIONAMENTO

Avevamo segnalato Campari nella nostra watchlist un po’ di tempo fa, sottolineando la presenza di alcuni elementi tecnici da monitorare. Ebbene, oggi torniamo sul titolo con due segnali di rilievo che iniziano a rendere plausibile l’ipotesi di apertura di una posizione long nel breve periodo.
 

Primo segnale: l’area di supporto storica in zona € 5,10, ovvero i minimi toccati durante il crash pandemico, ha mostrato una notevole tenuta nonostante le recenti pressioni ribassiste.

Secondo segnale: il recupero delle ultime settimane ha portato le quotazioni in prossimità della trendline discendente, che rappresenta un potenziale punto di rottura tecnica.


 
OSSERVAZIONI OPERATIVE: 


Il comportamento del titolo in prossimità di questa resistenza sarà cruciale: una rottura confermata con volumi aprirebbe con decisione lo scenario per un'operazione long, in un contesto tecnico che mostra segnali di ripresa.
Restiamo in osservazione attiva.

CONTESTO FONDAMENTALE: 
I dati del Q1 2025, pubblicati l'8 maggio, restituiscono l'immagine di un'azienda che sta affrontando un ambiente operativo altamente volatile. 


Il trimestre è partito con una performance debole, ma in linea con le attese: la Pasqua bassa, i ritardi logistici negli USA, ed altri fattori hanno inciso per un totale di €28 mln di minori vendite (a parità di perimetro). A livello complessivo, il risultato dei ricavi riporta un sostanziale pareggio.
 

Tuttavia, aprile ha visto un forte rimbalzo dei volumi, a conferma di un posizionamento commerciale ancora valido.

MARGINALITA’ DI CAMPARI:


Come emerge dal grafico qui sotto, il gross margin rimane stabile attorno al 58% negli ultimi sei anni: tale aspetto conferma la forza del modello industriale di Campari.


 
Diverso il discorso sull’EBITDA margin, cresciuto costantemente fino al 25,6% nel Q1 2024, per poi calare al 20,3% nel Q1 2025. Il calo è legato a:

•    spinta promozionale su aperitivi (effetto Pasqua e attivazioni),

•    aumento temporaneo delle spese operative

•    mix geografico meno favorevole (minor peso USA).

Il margine dovrebbe risalire nel secondo semestre, grazie alle efficienze già avviate e al progressivo ritorno del mix premium.


DRIVER STRATEGICI: DISCIPLINA, FOCUS E CONSOLIDAMENTO:


Nel breve periodo, Campari continuerà ad adottare un approccio prudente, con focus su quattro direttrici chiave:

•    Deleverage (rapporto debito netto/EBITDA a 3,4x, stabile)

•    Contenimento dei costi, con benefici attesi dal secondo semestre

•    Esecuzione commerciale di qualità con attenzione ai prezzi

•    Snellimento del portafoglio, senza prevedere nuove acquisizioni

A tal proposito, è utile menzionare la recente decisione di cedere il brand Cinzano, storicamente rilevante ma ormai fuori dalle priorità strategiche del gruppo. L’operazione rientra nel piano di razionalizzazione del portafoglio e dimostra la volontà di concentrare risorse su marchi ad alta crescita e maggiore internazionalizzazione. Il deal ha portato nelle casse di Campari circa € 100 mln.


OUTLOOK DI CAMPARI:


Per il medio-lungo termine, la società conferma i target: crescita organica delle vendite nette mid-to-high single digit, espansione dei margini grazie a un mix premium, efficienze nei costi e benefici dalle iniziative strategiche già avviate (+200bps sui ricavi entro il 2027).


SETTORE DI RIFERIMENTO: UN’ARENA DOMINATA DA POCHI BIG


Il beverage alcolico globale è un settore ad alta concentrazione, dominato da player come Diageo, Pernod Ricard, Brown-Forman e Constellation Brands. Campari si posiziona tra i mid-large cap con un portafoglio fortemente focalizzato sull’aperitivo, dove vanta leadership globale con Aperol e Campari, in crescita anche in mercati non tradizionali come Australia e Asia.
Il settore è ciclico ma difensivo, con multipli strutturalmente elevati (P/E forward Campari >30x), giustificati da brand forti, pricing power e crescita nei mercati emergenti. 
Le sfide attuali sono legate a:

•    Inflazione sui costi

•    Volatilità valutaria (USD debole)

•    Rischio dazi (potenziale impatto €25 mln sull’EBIT 2025)

Analizzando il grafico che segue si nota che, sotto il profilo dei multipli, le quotazioni attuali non sembrerebbero particolarmente “scontate”.

CONCLUSIONI:

Il quadro tecnico si fa interessante. Il fondamentale resta solido, pur con qualche ombra di breve. 
Se il titolo supererà con convinzione la trendline, potremmo trovarci davanti a un buon punto di ingresso.
Restate sintonizzati, la partita è appena iniziata.


RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:


 

PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:


 

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