La diversificazione delle fonti di introito è ormai inevitabile. Oggi analizziamo allora un c/d di Mediobanca, un certificato piuttosto anomalo, un corporate in dollari e un Etf con un interessante sottostante.
Il report del week-end
Sempre grande incertezza sul fronte di tutti gli asset da rendimento distribuito. Cerchiamo così di puntare su strumenti (almeno alcuni!) che il loro yield lo garantiscano comunque. Oggi ve ne proponiamo quattro.
Il trend dell’obbligazionario
Poche novità: il decennale italiano è sceso sotto il 3,5% di rendimento, confermando la volatilità delle ultime settimane all’interno della fascia 3,6%-3-4%. Molto dipenderà ormai dalle evoluzioni sul fronte della politica monetaria della Fed, che attende la nomina del prossimo Presidente (targato Trump), dopo la fine del mandato di Jerome Powell a maggio.
● Il conto deposito di Mediobanca punta a nuovi clienti
Va sottoscritto entro il 31 gennaio. E poi? Il marketing dà questa scadenza ma – come talvolta succede sul fronte dei conti deposito – il prosieguo potrebbe essere altrettanto prodigo. L’offerta proviene da Mediobanca Premier, filiale di Mediobanca Group, attiva nella gestione del risparmio e certamente protagonista di una fase molto agitata dopo l’Ops su Mediobanca da parte di Mps. Questo il prodotto.
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Conto deposito Mediobanca |
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Su singoli vincoli, con importo di almeno 20.000 € ma solo di nuova liquidità, si ottiene il 3% annuo lordo a 6 mesi o il 2,75% a 12 mesi |
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La banca afferma che fino al 31 dicembre 2026 (quindi oltre la scadenza del vincolo a 6 mesi) è possibile scontare o azzerare il canone mensile in presenza di una serie di cosiddetti eventi cumulabili o non cumulabili. Fra gli altri accredito stipendio/pensione o attivazione Pac. Si ha l’azzeramento immediato solo con il possesso di prodotti di investimento per un importo pari ad almeno 200.000 €. Nei primi sei mesi il canone è comunque sempre gratis |
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Naturalmente tutta l’operazione può essere gestita online |
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Rating di Mediobanca: BBB+ (S&P) |
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Considerando un collocamento per un importo base di 20.000 euro il profitto netto per l’opzione a sei mesi è di 220 euro e per l’opzione a 12 mesi di 407 euro |
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Valutazione: l’offerta appare improntata soprattutto alla ricerca di nuova clientela da fidelizzare. Se ne tenga conto! |
● Il certificato a capitale garantito (sui Btp) offre uno yield del 5,57%, sempre che..
Ha senso parlare di capitale garantito nel caso di un certificato con sottostante indirettamente un titolo di Stato? La definizione può essere un’ottima trovata promozionale ma è certo che per chi è iper prudente la proposta ha un indiscutibile appeal. Vediamo il perché.
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Denominazione |
Bnp Paribas Ep Cp Solactive Btp 10 12/12/2035 |
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Isin |
XS3199517098 |
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Valuta |
Euro |
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Lotto minimo |
1 |
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Sottostante |
Il rendimento del Btp decennale |
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Condizione per la cedola |
Semestrale - con memoria - del 2,62% (5,24% annuo) a condizione che lo yield non sia superiore al 4,20% |
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Protezione |
Il capitale è protetto al 100%. Tale valore è ovviamente garantito solo alla scadenza. Durante la vita del prodotto il prezzo potrà muoversi in base alla variazione del sottostante |
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Durata |
La scadenza del certificato è prevista per il 12/12/2035, con una durata di dieci anni, ma già da dicembre 2026 è prevista la possibilità di richiamo anticipato da parte dell’emittente |
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Cosa succederà a dicembre 2026 |
All’osservazione del 10 dicembre, qualora il rendimento del decennale sia sotto il 3%, il certificato scade anticipatamente rimborsando il valore nominale di 100 € e pagando la cedola semestrale del 2,62%. Qualora invece il rendimento si trovi sopra il livello di autocallable, l’osservazione si ripete allo stesso trigger (sotto 3%) per tutte le osservazioni semestrali successive |
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Cosa succederà al rimborso |
Il rimborso al nominale di 100 € con erogazione delle varie cedole semestrali, avverrà se il rendimento del decennale si troverà sotto il 4,20%. In tal caso saranno incassate 20 cedole semestrali del 2,62% per un rendimento annuo del 5,24% e cumulato del 52,40%. Grazie all’acquisto sotto la pari il rendimento salirà, grazie al capital gain derivante da tale fattore Il rimborso al nominale di 100 € a certificato ma senza erogazione della cedola avverrà qualora il rendimento risulterà superiore al 4,20%. In questo caso non è possibile definire in anticipo il rendimento, in quanto dipenderà dal momento in cui lo yield del decennale a 10 anni salirà sopra la barriera. Anche nella peggiore delle ipotesi, ovvero che lo yield resti oltre il 4,20% nel primo semestre 2026 e non torni mai più al di sotto, alla scadenza il rendimento sarebbe comunque positivo, grazie all’acquisto sotto la pari |
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Quotazione in corso |
99,2 Eur |
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Liquidity provider |
La stessa Bnp Paribas |
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Valutazione |
La peculiarità del capitale garantito può avere un certo appeal, a condizione che si comprendano bene le caratteristiche di funzionamento di questo certificato, interessante soprattutto in ottica di diversificazione di un portafoglio obbligazionario |
● Un rendimento all’8,7% in Usd
Va subito ammesso: l’area dei bond in Usd è attualmente quella più soggetta a incertezze. La Fed dell’epoca Trump (con presto la nomina del suo nuovo presidente) sarà certamente ribassista in termini di tassi, il che potrebbe determinare un forte calo del cambio sull’euro. Si opera quindi in Usd solo se già si dispone di capitali in tale valuta e solo se si utilizza un conto deposito appunto nel biglietto verde. Soddisfatte queste due prerogative si possono incassare generosi rendimenti in ottica di lungo periodo. Un esempio? Facile da individuare.
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Denominazione |
Petroleos Mexicanos 6,350% Fb2048 |
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Attività emittente |
Società petrolifera di Stato messicano |
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Isin |
US71654QCL41 |
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Tipologia |
Senior a tasso fisso (rating BBB di S&P e BB di Fitch) |
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Valuta |
Usd |
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Ammontare emesso |
3,3 miliardi di Usd |
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Scadenza |
12/2/2048 |
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Call |
No |
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Quotazione in corso |
78 Usd |
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Rendimento lordo |
8,7% |
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Spread bid-ask |
Sui 40 pb |
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Punti forte |
Rendimento e non eccessiva duration (9,7), pur considerando la scadenza molto lunga |
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Punti deboli |
Il rating dell’emittente e la vita residua lunga |
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Rapporto rischio rendimento |
Piuttosto elevato |
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Attenzione! |
È la società petrolifera più indebitata al mondo. Ha comunicato a settembre 2025 di essere debitrice di 28 miliardi di dollari a centinaia di fornitori |
● Un Etf finalmente per i cosiddetti “Cat bond”
Spesso gli investitori italiani pongono domande sui “Cat bond”, ovvero sulle obbligazioni che trasferiscono ai mercati dei capitali rischi naturali ben definiti (come uragani, terremoti, tempeste di vento) oggi sostenuti da assicuratori e riassicuratori. Un settore in cui non conviene certamente impegnarsi direttamente, anche perché si tratta di emissioni non quotate sul regolamentato e con tagli di tutto rilievo. Ciò non esclude che da fine 2025 sia quotato su Borsa Italiana un Etf che replica proprio questo mondo.
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Denominazione |
Krc Cat Bond Etf |
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Isin |
IE000UWJUW87 |
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Sottostante |
Investe in un portafoglio globalmente diversificato di “Cat bond” che trasferiscono ai mercati dei capitali rischi naturali ben definiti, oggi sostenuti da assicuratori e riassicuratori |
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Tipologia |
A gestione attiva con accumulo delle cedole |
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Valuta di denominazione |
Usd |
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Valuta di negoziazione |
Eur |
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Come si muove |
Questa asset class offre rendimenti generalmente compresi tra l’8% e il 10% annui, caratterizzati da una bassa correlazione con i mercati tradizionali e da una struttura a breve durata che limita la sensibilità ai tassi d’interesse. Grazie alla natura dei rischi sottostanti, i “Cat bond” rappresentano un efficace motivo di diversificazione per i portafogli multi-asset e obbligazionari e hanno dimostrato resilienza anche in fasi di forte volatilità, come nel 2008 |
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Ultima quotazione |
8,986 Eur |
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Spread bid-ask |
Contenuto |
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Scambi |
Per ora modesti (è una novità) ma in crescita |
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Trend di prezzo |
In progressivo rialzo dal debutto sul mercato (dicembre 2025) |
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Rischiosità da Kid |
3 (da 1 minimo a 7 massimo). L'indicatore di rischio presuppone che l'investitore mantenga l’Etf per 5 anni |
= = = = =
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