Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Obiettivo reddito – Farsi un’Inps in proprio? E’ possibile. Ecco come


In ottica di un “total return” globale, che appare come il vero modo per sconfiggere la volatilità, anzi per trasformarla in un’opportunità di introiti costanti. A quali obbligazioni e quali azioni (ma altresì quali Etf) guardare per costruire un sistema previdenziale di scorta. 

Cronistorie dai mercati

La politica ci avvelena con temi e parole che interessano solo una minoranza dei cittadini, mentre i temi più preoccupanti per la gente comune sono quelli del crollo del potere di acquisto e delle difficoltà del sistema pensionistico pubblico di reggere in futuro le tensioni dovute non solo all’invecchiamento demografico ma anche all’incremento del debito italiano. E’ tempo allora di ragionare in proprio e di tentare di costruire a piccoli passi, con lo scorrere degli anni, alternative rispetto al sistema previdenziale collettivo.  Le soluzioni sono certamente tante. Oggi ne ipotizziamo una - molto semplice - basata su un portafoglio di pochi titoli di Stato, di alcune azioni ad alto rendimento e di qualche Etf molto specifico. Che vale anche per chi cerchi rendimento nel breve/medio termine per esigenze di vita familiare.

Ragioniamo prima sui punti di partenza o meglio sulle fondamenta dell’edificio e poi su un’ipotesi di come costruirlo.

Regole chiare

Iniziamo dai bond.

● Inevitabile una buona diversificazione, rapportata evidentemente alla capacità di risparmio del singolo investitore.

● Ci si basa su un po' di Btp e su vari governativi europei ad alto rating, assolutamente preferibili in termini di efficienza fiscale, di tagli minimi e di liquidità.

 ● La fase attuale è molto favorevole, dati gli elevati rendimenti in corso se analizzati in un contesto di lungo periodo.

● Imprescindibile la scelta di evitare il rischio di cambio valutario; quindi solo euro.

Proseguiamo con le azioni.

● Consigliabili quelle di settori inderogabili dell’economia, quali energia, utilities e bancario, anche in questo caso con una diversificazione dei titoli scelti.

● L’analisi delle Borse estere (Francoforte, Parigi, ecc.) evidenzia occasioni interessanti, con però le incertezze e le difficoltà di un’ottimale gestione fiscale dei dividendi. Meglio quindi evitare azioni straniere.

● Bisogna sempre verificare che ci sia una continuità negli anni dei dividendi versati, per evitare storie qua e là di eccessivi payout ratio (percentuale degli utili netti che un'azienda distribuisce sotto forma appunto di dividendi), a causa di scelte opportunistiche delle relative società.

● Quando si parla di reddito si intende un ruolo significativo non solo degli utili distribuiti ma anche di progressiva rivalutazione del capitale. Di qui l’individuazione di quotazioni di entrata particolarmente favorevoli. Non è certo quanto sta accadendo nella fase in corso dei mercati. La situazione potrebbe però essere più favorevole già nel corso dei prossimi mesi.

Otto bond da valutare

Btp 3,25% Nv2032

IT0005668220

Rating BBB+

102 Eur – 2,93%

Btp 3,6% Ot2035

IT0005648149

Rating BBB+

102,7 Eur – 3,3%

Austria 3,2% Fb2036

AT0000A3RVH9

Rating AA+

101,3 Eur – 3,04%

Belgio 3% Gn2033

BE0000357666

Rating AA

101 Eur – 2,84%

Francia 3,5% Nv2035

FR0014012II5

Rating A+

101,6 Eur – 3,3%

Germania 3,4% Mg2047

DE000BU2T000

Rating AAA

101,6 Eur – 3,3%

Olanda 3,75% Ge2042

NL0009446418

Rating AAA

106,9 Eur – 3,2%

Spagna 3,15% Ap2035

ES0000012O67

Rating A+

100,9 Eur – 3,04%

Dividendi di lungo termine: la situazione delle banche italiane

I conti delle banche hanno mostrato solidità ma c’è anche un campanello d’allarme da considerare”: lo sostiene Gabor David Friedenthal, managing director di Value Partners. Il campanello di allarme è quello delle possibili difficoltà di reggere negli anni la crescita della marginalità. Ormai è quasi al limite e quindi il sistema delle big italiane si troverà ad affrontare un cambio di marcia, relativo alla riduzione dei costi. Che non dovrebbe però trovare ostacoli grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale, con conseguente maggiore efficientamento delle strutture.

È pertanto probabile che i dividendi riconosciuti scenderanno in presenza tuttavia di quotazioni più deboli rispetto alle attuali. Ogni eventuale “sell off” va quindi preso in considerazione proprio da chi ha un’ottica di lungo periodo, dandosi come riferimento dividend yield attorno a quelli qui sotto indicati. Il sistema bancario ce la farà? Al momento sembra di sì ma è evidente che su questo fonte le evoluzioni potrebbero essere esposte a variazioni rilevanti in ottica di prezzi, favorendo inevitabilmente i rendimenti.

Valori relativi alla chiusura della seduta di venerdì 20/2/2026. Aggiorneremo le stime con il passare del tempo

Banca

Ultimo prezzo

Stima dividendo

Stima yield

Mps

8,778 €

0,86 €

9,79%

Bpm

12,89 €

1,00 €

7,75%

Mediolanum

17,93 €

1,25 €

6,97%

Intesa Sanpaolo

5,87 €

0,38 €

6,47%

Bper

12,41 €

0,70 €

5,64%

Unicredit

73,93 €

3,15 €

4,26%

Ci saranno sorprese positive già nel corso del 2026? Il mercato ci spera e il quadro potrebbe quindi rivelarsi ancor più solido in ottica sia di breve sia di lungo periodo.

Fra gli Etf alcuni con media volatilità e buoni redimenti

Il matrimonio s’ha da fare. E’ quello – nell’ambito degli Etf – di strumenti a non eccessiva volatilità abbinata a rendimenti cedolari quanto meno sodisfacenti. Proviamoci.

Invesco Preferred Shares Eur Hedged Dist.

IE00BDT8V027

Replica azioni privilegiate a tasso fisso in Usd ma con copertura del cambio

Volatilità media – yield sul 5%

Amundi Stoxx Europe Select Dividend 30 Dist. Eur

LU1812092168

Replica le 30 azioni dell’Eurostoxx con maggiori dividendi

Volatilità media – yield sul 6%

Pimco US Short-Term High Yield Corporate Bond Eur Hedged Dist.

IE00BF8HV600

Replica bond high yield in Usd scadenze 1-5 anni con copertura del cambio €/$

Volatilità media – yield 6,2%

SPDR Euro High Yield Bond Eur Dist.

IE000H92C4B8

Replica bond high yield in Eur della categoria Esg

Volatilità media – yield 5,4%

Sì il matrimonio riesce, a condizione che si si accetti di salire un po' sulla rischiosità dei sottostanti sia azionari sia obbligazionari (high yield) ma con strutture che finora hanno confermato una volatilità controllata. Che potrebbe naturalmente crescere in presenza di forti tensioni dei mercati, trasformandosi nell’occasione vera per avviare dei posizionamenti.

Naturalmente non sono solo questi gli Etf idonei a un simile progetto. Torneremo sul tema.

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