Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Non è una Borsa matta. E' stata semplicemente messa nelle "mani" sbagliate


 

Quella che si chiude è stata una settimana un po' turbolenta sui principali mercati azionari anche se continuano a stazionare sui massimi. L'S&P500 ha cercato di bucare la trendline dinamica tracciata la scorsa settimana ma è subito rientrato con la seduta di venerdì. A questo punto il supporto diventa statico attorno a 6790 punti. Osservando la volatilità notiamo come questa abbia avuto un exploit rialzista proprio in occasione della rottura della trendline dinamica tant'è vero che si è portata attorno a 23 punti ma col rimbalzo dell'ultima seduta il segnale di preoccupazione è rientrato nei ranghi.

Il Nasdaq Composite rimane decisamente più debole, appesantito da performance negative come quella di Palantir tra martedì e mercoledì piuttosto che da Amazon (-9% venerdì) e fatica a mantenersi al di sopra dei 23000 punti.

In Europa l'Eurostoxx 50 future rimane in un trading range con base 5850 ed altezza attorno a 6075 punti.

Il Dax Future fatica a mantenersi al di sopra dei 24.800 punti anche se la chiusura di ottava è stata 24851. Come già scritto la scorsa settimana vorrei vedere questo derivato rimanere in pianta stabile al di sopra dei 25000 punti. Dal grafico che vedete si denota l'estrema indecisione tra gli operatore dal momento che abbiamo candele giornaliere con un true range piuttosto elevato e a barre rialziste si alternano quelle ribassiste. Insomma swing improvvisi e rischio di essere stoppati in continuazione.

Fronte watchlist...

 Partiamo subito dai casi della settimana. Nel titolo di questo articolo ho parlato di una Borsa che non è matta ma è stata messa nelle mani sbagliate: quelle dei software. Le macchine infatti sono programmate per agire e non per pensare quindi creano avvitamento. Certo è che se un trader intraday si può in qualche modo difendere, un operatore o se preferite un risparmiatore che necessariamente fa overnight corre molti più rischi. Basta anche un piccolo capitale per incorrere in un gap down di 10, 20 o 30 punti percentuali come vedremo in seguito.

Partiamo dunque dall'analisi di casi clamorosi che si sono verificati: Stellantis e Banca BFF.

Stellantis vede una perdita netta tra i 19 e i 21 mld, ha cancellato il dividendo e varato l'emissione di un bond perpetual da 5 mld. Il mercato non poteva far altro che punirla fin dall'apertura, ma curiosamente qualcuno (software programmati ???) le liquidava già da giovedì. Nella seduta di ieri, venerdì, il gap down è stato clamoroso: 7,20 euro rispetto ad una chiusura del giorno precedente attorno a 8,15 euro: quasi -12%. E poi giù a uovo, tanto è il periodo delle Olimpiadi anche se c'è ben poco da ridere per gli sfortunati possessori del titolo. Drammatico l'esito finale: chiusura a 6,11 euro con un "bel" -25%. Un quarto della capitalizzazione è svanita. Come sempre si ringraziano gli algoritmi che in questi casi non possono far altro che andare in un'unica direzione. 

Nel grafico che vedete è chiaro il breakout di una lunga congestione con open esattamente sul supporto di area 7,20. Anche se febbraio è appena iniziato non posso far altro che mettere anche un grafico mensile per "compattare" tutto da cui si evince che si sta puntando ai minimi del COVID.

Altro caso drammatico è stato quello di Banca Farmafactoring, dove il ribasso è stato attorno al -50% !!! Da 8,10 euro a 4,10 euro in una sola seduta. Ripeto: c'è stata anche in questo caso la notizia di dimissioni del CEO e la revisione al ribasso delle aspettative, ma poi tutto il resto lo fanno le vendite esacerbate dagli algoritmi programmati con il solito criterio: volumi e volatilità. E poi in questi casi gli "altri" algoritmi (quotatori bid/ask) tendono a revocarsi o ad allargarsi ancor di più. Insomma si uniscono vendite alla mancanza di liquidità. 

Per questo motivo avere sempre a portata di mano il calendario societario può essere di aiuto. La fonte dati è quella di Borsa Italiana ma come sempre invito ciascuna lettrice e ciascun lettore a verificare quotidianamente il flusso di notizie. Cosa fare in questi casi? Per quanto mi riguarda ci sono tre strade: quella di non fare nulla (cosa che non faccio mai), quella di smezzare almeno la posizione (cosa che faccio spesso per essere più lucido), oppure quella più drastica: stoppare tutto e incassare il colpo. Questo è il motivo per il quale non ho mai amato particolarmente l'overnight e questo è anche il motivo per il quale ritengo che l'overnight richieda delle size particolarmente piccole. 

Procediamo ora con l'analisi di qualche azione.

Ferrari

Il titolo sta procedendo a gradini come si può ben vedere nel grafico giornaliero. Da quando Exor è uscita l'azione non è più riuscita a riprendersi. Il 10 Febbraio pubblicherà i conti quindi attenzione. Sei mancasse l'effetto wow la direzione potrebbe proseguire. 

Anima

Buona intuizione della scorsa settimana ed azione che dall'area 6,50-6,60 euro si è riportata a 7 (prezzo della "vecchia" OPA). Cosa farà da qui in poi rimane un mistero anche per il sottoscritto.

Snam Rete Gas

In tempi di volatilità o comunque di incertezza, visto che la Borsa inizia a mostrare un po' il fianco, il denaro si sposta verso i classici titoli difensivi. Qui siamo sui massimi storici ma come avevo già fatto presente anche in questo caso gli swing possono essere nell'ordine del 7%-8% ovviamente non intraday almeno per ora.

BMPS e Mediobanca

La possibile riconferma di Lovaglio ha messo le ali al titolo che ha tenuto, almeno per il momento, gli 8,60 euro ad azione permettendo un rimbalzo fino a 9,30 € all' inizio della settimana. Nonostante questo l'azione è ritornata nei pressi di quel minimo. Come già detto la seguo per l'intraday a seconda del newsflow, magari relativamente a ciò che si farà con Mediobanca (fusione, OPA residuale per il restante 10% circa, collocamento per fare cash???). Come vedete ogni notizia potenziale è il contrario dell'altra e così anche l'effetto che ne potrebbe derivare sul titolo o, se preferite, sui due titoli. Il delisting di Mediobanca comporterebbe un costo di circa 3 miliardi che di certo non andrebbe a favore degli azionisti di BMPS ma a favore di quelli di Mediobanca. La fusione tuttavia non rappresenta un impegno con la BCE ma solo una delle tante ipotesi sul tavolo. Di contro invece non mi stupirebbe nemmeno vedere un collocamento di azioni Mediobanca per incassare qualche miliardo da utilizzare in seguito. Questo favorirebbe gli azioni BMPS e ovviamente andrebbe a svantaggio di quelli di Mediobanca, il cui titolo dal termine dell'OPS è sceso del 10% circa.

Dal punto di vista meramente tecnico le azioni di Mediobanca si sono riportate al di sopra di 18,20 € con un close settimanale a 18,95 ovvero al di sopra della media mobile a 200 periodi di colore rosso. Sotto i 18 si rischierebbe di rientrare all'interno dell'ampio trading range con base attorno ai 16,00-16,50 euro. Al di sopra invece lo scenario rimane potenzialmente positivo. Ma, ripeto, sarà da valutare il news flow. 

Di seguito il calendario societario per la settimana entrante (Fonte Dati: Borsa Italiana). Invito sempre a verificarne la correttezza.

Ad maiora!

PNA

Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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