Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Monitoraggio


Guidare sui rettilinei è semplice; velocità costante, volante poco mosso ed il viaggio scorre senza sorprese. Ma se il navigatore comincia a parlare, può cambiare lo scenario. Un po' come nei mercati finanziari. Quando il contesto è stabile un portafoglio può procedere senza grandi interventi, mentre, quando la situazione sta per cambiare
viene in aiuto il monitoraggio: l’osservazione attenta e continua di una grandezza con finalità di controllo. I suoi contrari sono trascuratezza, disinteresse, abbandono: assenza di supervisione e di cura.

Questa è l’ultima fase di un processo costituito da analisi, pianificazione e implementazione: forse la più lunga e importante. È una verifica che consente di esaminare l’andamento degli investimenti rispetto agli obiettivi iniziali, grazie alla combinazione di analisi tecnica, analisi fondamentale, strumenti digitali e consulenza evoluta.

Un portafoglio allora non è un oggetto statico ma un organismo vivo che reagisce continuamente ad innumerevoli fattori, pertanto il controllo della volatilità è importante ai fini della stabilità e del raggiungimento dei propri obiettivi. Volatilità, sinonimo di mutevole, variabile, incostante. Rimanda ai volatili ed alla proprietà di passare rapidamente allo stato gassoso studiata in chimica. In economia misura il grado di variabilità di un'attività finanziaria nel tempo. Ah i mercati! Questa rete di elementi interconnessi e caratterizzata da specifiche correlazioni, nel tempo subisce l’impatto di vari fattori. Si ritrova così ad ospitare il propagarsi di movimenti leggibili in contemporanea dai modelli di mezzo mondo.
Tranquilli, è possibile misurarla e troviamo tutto scritto nelle comunicazioni della banca: tutto regolare. Purtroppo non si tratta di metri o kg ma di parametri molto complessi che aumentano la distanza tra percezione e realtà.


https://marcobiagioli.it/2022/02/15/la-volatilita-fa-oscillare-i-tuoi-investimenti-non-basta-dare-unocchiata-al-var-con-il-tuo-c-f/

Esempio se una persona ha un profilo moderato non per questo può dormire sonni tranquilli. Con un VAR massimo trimestrale a 9,5, intervallo di confidenza 95%, ha accettato di subire sul proprio cammino qualche shock; ovvero ribassi a due cifre tipo marzo 2020 oppure marzo 2025 che rientrano nel 5 % dei casi e fanno male. Se non
vuole più ballare il rock and roll, deve modificare l’asset allocation scegliendo un profilo prudente: più adatto a chi si accontenta di ballare il lento. Ma ”L’essere umano è talmente razionale da individuare subito ciò che non è razionale. E prediligerlo.”F Caramagna.

L’impatto riguarda anche strumenti apparentemente semplici che subiscono importanti variazioni in base al rapido mutare del contesto.
Ad esempio il Titolo di Stato decennale italiano offriva rendimenti inferiori al 1% nel 2020, mentre nel 2022 ha superato il 4%. Di conseguenza anche i fondi obbligazionari hanno ballato il rock acrobatico dato che in giro per il mondo vi era una situazione simile.
Ma non sono solo i mercati a cambiare, anche il risparmiatore può definire nuovi obiettivi ed orizzonti temporali. Da qui l’importanza del monitoraggio che lavora su tutte le dimensioni del portafoglio ed aiuta a rivedere l’intera strategia.

In concreto un portafoglio con una quota azionaria rilevante come indicato dai alcuni modelli da molti mesi deve essere monitorato attentamente. Già a gennaio comparivano segnali di allerta, a marzo idem con i modelli ancora sopra il 50% di azionario. Ma ricordiamoci che sono “trend-following” cioè seguono il trend, roba pro-ciclica.
Vanno a ridurre l’esposizione solo dopo che il trend è già negativo, amplificano i movimenti invece che anticiparli.

Negli ultimi mesi diversi fattori alimentano l’incertezza tra gli investitori creando non pochi grattacapi: il prezzo del petrolio, l’espansione del private credit, le dinamiche dell’inflazione, le decisioni della banca centrale americana, il crescente deficit federale, i buyback in cura dimagrante e la tensione nel mercato obbligazionario. Nonostante ciò lo S&P 500 ha registrato nel 2026 una flessione di circa il 3%, ma il movimento rialzista non è più quello
di una volta, batte in testa, c’è qualcosa nel motore che non spinge bene.

Il navigatore segnala bel tempo fino a metà aprile. Oltre questo periodo non si pronuncia in maniera chiara. C’è un mix di avvisi: strada pericolosa, olio sulla carreggiata, forti venti, improvvise grandinate. Ma a ripetute richieste circa i dettagli e tempistica si ammutolisce. Addirittura, forse per un’ interferenza con la radio, qualcuno lo ha sentito parlare di ribasso. Insomma meglio stare a casa.

Piuttosto “Chi monitorizza i monitorizzatori?” si chiedeva la protagonista nel film Nemico Pubblico. Alla fine, tra i mercati ed il risparmiatore ci sono vari soggetti e la razionalità non è sempre dominante. O Wilde osservava che definire l’uomo un animale razionale è stata forse “la più affrettata delle definizioni”. Ed è proprio per questo che il monitoraggio del portafoglio non serve solo a controllare i mercati. Serve soprattutto a controllare noi stessi.

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