Fare le pulizie di Pasqua rimanda ad una tradizione vecchia di 330 anni (Pesach), proseguita in Persia (Nowruz) e nel mondo cristiano come momento di rinnovamento. Da sempre è l’occasione perfetta per liberare la casa dal superfluo, procedendo stanza per stanza, eliminando oggetti inutilizzati o rovinati. “La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e
l’abbandono al caso. Più grande è la massa delle cose raccolte, minore sarà la loro utilità. Quindi uno non dovrebbe sforzarsi di ammassare nuove cose da ogni luogo, ma dovrebbe tentare di mettere nel giusto ordine quelle che uno già possiede” Leibniz.

Ecco lo stesso principio vale anche per i portafogli: hanno bisogno di essere riordinati. Soprattutto quest’anno in cui la Pasqua arriva in un momento in cui i mercati, da mesi ormai, raccontano una storia che ha tutta l’aria del deja vu. Cambiano i protagonisti ma sembra che abbiano imboccato una certa strada, Via della Ciclicità.
Allora, oltre alla organizzazione della gita fuori porta, occorre prendersi un po’ di tempo per guardare dentro il proprio portafoglio con l’obiettivo di programmare i prossimi mesi 5-6 mesi. Per molti è
un’attività noiosa e ricorda certi appuntamenti dal commercialista, 10 minuti filati di calcoli, leggi e tasse senza un minimo di spiegazione. E, peggio ancora, senza empatia e comprensione nei confronti del povero contribuente. Quell’ora rimane in memoria come una cosa pesante, complicata, magari produttiva, ma fastidiosa.
Mettiamoci pure che tutti siamo soggetti allo Status Quo Bias per cui preferiamo che le cose rimangano come sono, il cambiamento si rimanda in nome del confort anche quando l’alternativa è vantaggiosa. Si potrebbe paragonare l’investitore al collezionista, che si affeziona a quel BTP/azione; oppure a quel Fondo, nella speranza che migliori miracolosamente. E così succede che si mantengono i Fondi in perdita sulla Cina, oppure quelli che da anni sotto-performano rispetto al
benchmark. Certo che se non sono fulmini nei periodi buoni figuriamoci se arriva qualche temporale. Come osservava Mario Praz, la figura del collezionista ha qualcosa di profondamente egoistico: tende a conservare, non a scegliere.
https://marcobiagioli.it/2019/11/26/liquidare-i-fondi-migliori-e-un-po-come-allontanare-degli-ottimi-operari/

La verità è semplice: non tutto va tenuto. Alcune posizioni vanno ridotte, altre eliminate, altre sostituite; per riportare ordine e coerenza. Un tema “di moda” può restare deludente molto più a lungo del previsto, i mercati non premiano la fedeltà. Tenere tutto non è prudenza ma inerzia, perché, come scriveva Apuleio: “Per vivere, proprio come per nuotare, va meglio chi è più privo di pesi: nella
tempesta della vita le cose leggere sostengono, quelle pesanti fanno affondare.”
E allora forse la vera domanda non è -cosa comprare adesso - ma: cosa, nel tuo portafoglio, è diventato un peso? Quindi riduciamo ciò che ha perso direzione, ciò che non ha più una logica, ciò che non
ricordavamo più di avere, ciò che non è più efficiente. Non si tratta di trading ma di manutenzione.
Il sig S&P ha camminato per 214 giorni sopra la propria mm 200 poi c’è cascato sotto, girella in orizzontale da mesi, cede ma non troppo. Vediamo come evolve la faccenda, però ha quell’aria di chi torna a salire, vestito da nuovo impulso rialzista, poi invece una volta smascherato, si capisce che era una correzione del ribasso. E viene giù. Di quanto non ci interessa molto, pensiamo piuttosto a prepararci in quanto al momento si sente un odorino di distribuzione. Intanto i sistemi, che sono più intelligenti di noi, mantengono la quota di azionario del mese scorso. Ricordiamoci però che non siamo all’inizio del trecking ma siamo arrivati ad alta quota.






