Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Tutti insieme appassionatamente. Io copio, tu copi egli … così la “Modelli & Associati” crea una parte del rischio presente nei mercati.


Il mercato è guidato da un insieme di fattori e da certe regoleproprie di alcuni attori. I grandi investitori ad esempio, che oltre adomandarsi “quanto posso guadagnare”, si chiedono: quanto rischio posso assumere? Qui entra in campo la strategia Volatility Target che ha come obiettivi il mantenimento di un livello di volatilità costante
ed il ribilanciamento tra le asset class. Se la volatilità sale si riduce il rischio, se la volatilità scende si aumenta l’esposizione.

Razionale Watson!

Anche altri soggetti come fondi quantitativi, operano sulla base di regole simili come strategie risk parity, CTA e spesso usano modelli omogenei, stessi dati, stessi segnali, stesse reazioni. Pertanto comprano quando tutto è calmo e vendono quando il mercato è già sotto stress. Accade quindi che, quando la volatilità aumenta, non è solo il singolo investitore a vendere ma tutto il sistema si sincronizza.

Risk-first!

È esattamente quello che abbiamo visto nel 2020 con l’ esperienza COVID-19. La volatilità esplose, VIX sopra 80, tutte le asset class in calo, leva in riduzione, liquidità che sparisce. I Fondi V T iniziarono a vendere massicciamente, le strategie Risk Parity ridussero l’esposizione sia azionaria che obbligazionaria a causa del
cambiamento delle correlazioni, mentre molti Hedge Fund furono costretti a ridurre la leva. Risultato: tutte le principali asset class scesero contemporaneamente e la liquidità si prosciugò.

Il classico scenario in cui “tutti cercano di uscire dalla stessa porta nello stesso momento”. Oppure di entrare quando lo stesso meccanismo lavora nei mercati in salita. I modelli, quindi, sono razionali a livello individuale, ma possono diventare destabilizzanti a livello collettivo. Quando viene meno l’equilibrio è la struttura stessa che amplifica la variabilità e tutto sembra fragile. Non è irrazionalità, ma razionalità collettiva che diventa instabilità.

Quella frase dei vecchi operatori “ribasso chiama ribasso” oggi non è solo una constatazione empirica, ma è diventata quasi una legge meccanica incorporata nei modelli. Vendo perché il mercato scende → il
mercato scende perché vendo. Quando si attiva un determinato segnale non entrano in gioco opinioni o valutazioni discrezionali ma vere e proprie reazioni automatiche sotto forma di ordini. “Si sale sulle scale si scende con l’ascensore”.

Allora l’automazione elimina il “tempo di riflessione” e accorda quei mercati che prima reagivano in modo più indipendente. Si innesca così un ciclo auto-rinforzante, un vero e proprio feedback loop pro-ciclico, in cui il sistema di controllo del rischio finisce per amplificare il rischio stesso. Ecco che il mercato moderno appare più
stabile in superficie ma instabile in profondità; in cui sembra avere più successo lo slogan: meno fondamentali, più flussi e meccaniche di allocazione.

“L’efficienza dei mercati moderni non è il contrario dell’instabilità: ne è la premessa” Molti dicono: “ah! ma io sono diversificato, ho un portafoglio bilanciato”. Purtroppo è una frase che dal 2022 non funziona più; da quando cioè abbiamo toccato con mano le perdite del classico portafoglio 60 40. La cosa si è ripetuta anche dopo il 27
febbraio 2026 con un meno 5,5%. Neanche l’oro, perdendo un quinto di valore, si è salvato; in quanto asset ultra performante è stato ottimo per fare cassa.

Morale: il rischio è qualcosa che il sistema stesso contribuisce a costruire. La diversificazione tradizionale, da sola, non basta più quando le correlazioni saltano proprio nei momenti critici. Ne deriva un paradosso: più si cerca di controllare il rischio, più si rischia di amplificarlo. Per l’investitore questo implica in concreto: non affidarsi ciecamente alla diversificazione “statica”, considerare la liquidità come una vera asset class, essere consapevoli dei meccanismi di mercato non solo delle valutazioni ed accettare il fatto che nei momenti estremi le correlazioni tendono a 1.

In conclusione abbiamo un quadro deteriorato: deleveraging in corso, sistemi che riducono al 45% l’azionario, rottura di supporti, istituzionali che ribilanciano, MSCI All Country a meno 9%, potenziali minimi in avvicinamento. Qui il rischio non è solo nei prezzi ma anche nel comportamento collettivo, ognuno pensa: “come reagiranno gli altri
quando le cose cambiano?” Torna alla mente l’esempio del beauty contest di J M Keynes: non si vota la donna più bella ma quella che incarna maggiormente l’idea di bellezza nella percezione comune. Le decisioni si baseranno allora sulle aspettative e su ragionamenti razionali che vanno oltre la soggettività. Aggiungo: restare aperti
senza difendere le vecchie idee.

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.