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La rivoluzione dell’intelligenza artificiale passa anche dalla rete elettrica


Il grafico dei consumi dei chip Nvidia mostra un punto chiave per gli investitori: l’intelligenza artificiale è anche un enorme tema infrastrutturale.

Fino al 2022 la crescita della potenza assorbita dai chip Nvidia appare progressiva. Dopo l’esplosione di ChatGPT, il cambio di regime diventa evidente: i nuovi chip richiedono livelli di consumo energetico sempre più elevati.

Questo significa che la catena del valore dell’AI non si esaurisce nei semiconduttori.

Al contrario, si allarga a tutto ciò che rende possibile quella potenza di calcolo: data center, reti elettriche, sistemi di raffreddamento, componentistica, rame, trasformatori, utility e infrastrutture energetiche.

Il punto interessante è proprio questo: il mercato tende a raccontare l’AI come una rivoluzione software. Ma dal punto di vista industriale e finanziario, l’AI è anche una rivoluzione fisica.

Ogni modello sempre più potente richiede macchine sempre più potenti.
Ogni macchina più potente richiede più energia.
Ogni watt in più apre opportunità e problemi lungo tutta la filiera.

Per l’investitore, quindi, la domanda non è soltanto quale sarà il prossimo chip vincente, ma quali settori saranno indispensabili per alimentare questa crescita.

E penso che il video su  youtube di Gabriele Turissini sia tra i più visti finora non per caso ma proprio perché tratta di questo scottante argomento https://www.youtube.com/watch?v=xFisMFt22rw&t=3550s

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