Concedetemi una battuta: con grande commozione abbiamo finalmente visto una seduta negativa sull’S&P 500! Pensate che dal 30 marzo siamo passati da 6.343 a 7.500 punti, pari a un rialzo di circa il 18%.
Quanto questo movimento sia sostenibile non lo so. Siamo sui massimi storici e la FOMO è evidente; per questo, come scrivevo un paio di settimane fa, sto limitando il più possibile la mia operatività, anche a costo di perdermi tutta la gamba rialzista.
Mentre scrivo, il WTI quota 105,40 USD e ieri, venerdì, è scaduto il contratto. In sostanza, i problemi restano tutti lì, anche se il mercato sembra ignorarli.
Del resto, parliamoci francamente: se i mercati sono ormai dominati da algoritmi e software, credete davvero che ragionino come la mente umana? Per di più non provano emozioni né sentimenti, e finiscono quindi per diventare una sorta di fenomeno autoalimentato e autoalimentante.
Fatta questa premessa, partiamo come sempre dall'S&P500 daily. La volatilità espressa dal VIX è ampiamente sotto controllo, anche se nonostante tutto il rialzo si colloca su valori comunque più elevati rispetto agli anni passati (area 18,50). La mia spiegazione, del tutto opinabile, è che ...
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