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Aggiornamento portafoglio e considerazioni


La volatilità che ha colpito i mercati obbligazionari si fa sentire, e anche il nostro portafoglio corregge dopo il massimo storico a 111,42 registrato a fine ottobre. Il NAV odierno (aggiornamento a mercati aperti nell’apposita sezione) si porta a 110,22 con situazioni non omogenee all’interno dell’asset complessivo.

Ovviamente in attesa del referendum patiscono in modo particolare i nostri Btp, poiché è evidente che il mercato non gradirebbe un esito negativo al quesito referendario. Tuttavia, altre considerazioni andrebbero fatte, poiché un conto è la correzione che sta coinvolgendo i mercati obbligazionari globali, un conto è la solidità di un emittente, e un conto sono le manovre speculative e manipolatorie che possono provare a spostare l’esito di una votazione.

Nello specifico, se è chiaro che se dovesse vincere il “NO” il nostro spread (e quindi i nostri BTP in primis) potrebbero accusare duramente il colpo, a nostro modesto parere sarebbe una sorta di “rappresaglia” poiché i mercati e l’establishment politico vogliono chiaramente il “SI” per loro convenienza. Di fatto la modifica o meno della nostra Costituzione non incide minimamente né sulla nostra crescita economica né sulla qualità e quantità del nostro debito pubblico. Tuttavia come già successo nel recente passato (con l’avvicendamento forzato di Monti al posto di Berlusconi) la leva dello spread manipolato ad arte è in grado di spostare significativamente, anche se solo temporaneamente, gli equilibri.

Ne consegue che una vittoria del “NO” non farebbe altro che portare la volatilità alle stelle (ed è questo da cui noi dobbiamo eventualmente difenderci), ma non crediamo possa incidere sostanzialmente sulla capacità di rimborso e pagamento cedole degli emittenti. Tutto questo al netto della violenza con cui la manipolazione dello spread sarà eventualmente posta in essere, poiché oltre una certa soglia è chiaro che le ripercussioni pratiche potrebbero non essere trascurabili.

Ora, poiché volatilità = rischio, stiamo valutando se sia il caso di alleggerire alcune posizioni, in ottica meramente prudenziale e per mantenere un equilibrio del portafoglio a livello di volatilità. Nel caso si decida per un alleggerimento, non è escluso che si resti liquidi per approfittare dell’eventuale “sciacquone” per rientrare ben più bassi sugli stessi titoli liquidati; in alternativa potrebbero essere presi in considerazioni emittenti non coinvolti dall’esito referendario, sempre a patto che il rapporto rischio/rendimento sia soddisfacente.

Intanto godiamoci la buona performance del bond BEI in dollari, che grazie al cambio a nostro netto favore ha già messo a segno un buon incremento di valore, così come è confortante la buona tenuta dei corporate che continuano ad esprimere rivalutazioni interessanti rispetto ai prezzi di inizio 2016.

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