Criptovalute: Parla il top trader Giuseppe Minnicelli

Riceviamo da Giuseppe Minnicelli, tra i più noti trader italiani, già vincitore della TRADERS' CUP 2014 con la strabiliante performance del 1067% in 30 giorni di gara, il seguente editoriale che volentieri pubblichiamo:

Uno dei “game” sui quali in questi ultimi mesi molti amici e conoscenti mi hanno chiesto lumi sono le criptovalute, e, nello specifico, il ben noto bitcoin.

Non avendo il tempo di poter rispondere singolarmente, colgo l’occasione per mettere un punto fermo sulla domanda. Se per guadagnare sul mercato bastasse tirare una linea su di un grafico saremmo tutti geometri ingegneri ed architetti. Questo lo dico e lo ripeterò sempre. Il mercato così come il trading sono una scienza esatta e come tutte le attività scientifiche presenta in alcuni casi delle anomalie, in alcune occasioni addirittura delle malattie che devono essere curate presto. Ci si deve vaccinare velocemente prima che si trasformino in epidemie. Non voglio parlare della questione morale, dell’eticità del prodotto in oggetto.

Quando ci sono soldi di mezzo, la finanza, per mio modo di pensare, non sarà mai etica. Oggi quella delle criptovalute, più specificamente la convinzione circa la bontà delle stesse, è una vera e propria epidemia.

In più ho la piena certezza che chi cerca nel bitcoin la fine dei suoi problemi finanziari, nel 90% dei casi non ha mai immaginato delle operazioni particolari che si possono creare con la criptovaluta, bensì vuole solo trovare la strada per un gratta e vinci più caro e meno semplice da utilizzare.

Chi capisce di statistica e calcolo probabilistico però mi insegna che la percentuale di soggetti vincenti nei giochi e scommesse come il predetto è infinitesimale. Per la statistica l’infinitesimo vale ZERO.

Non voglio demonizzare il bitcoin, voglio solo dire che i grandi risultati e le grandi somme sono una somma di tanti piccoli risultati e piccole somme, prese di volta in volta e con il giusto grado di rischio. Ed il giusto grado di rischio lo si percepisce quando si ha il controllo della situazione, dovuto alla conoscenza, alla costanza ed alla passione nel proprio lavoro e non cercando la fortuna con artifizi e prodotti dell’ingegneria finanziaria.

Di tale criptovaluta si sanno alcune sfumature: che si possono coniare 21 mln di pezzi e siamo a 17 mln, che è sempre più difficile da creare, che difenderla dal furto, dall’hackeraggio, sta diventando una impresa straordinaria e che i governi centrali di diversi paesi mondiali stanno iniziando a renderla fuori legge, nell’impossibilità di essere scambiata contro valuta classica. Come al solito vale il concetto che sul mercato finanziario ognuno dovrebbe rischiare ciò che si può permettere…..e che non intacca il proprio patrimonio…

A mio modo di vedere già troppi eventi contrari. Se è vero che  un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi e tre indizi sono una prova, qui siamo a quattro indizi. Mamma mia….neanche Agatha Christie ci potrebbe salvare…… A bientot,

Giuseppe Minnicelli

(pagina a cura di Sandro Mancini ed Anna Cavazzuti)

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