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Drug (Money) Addicted


Il fenomeno della dipendenza è entrato di prepotenza nei mercati finanziari, fluttua nelle sue vene, guizza nei prezzi, drogato dalla liquidità immessa dalle banche centrali.

Il fenomeno esiste davvero e sta disegnando una ripresa a V senza precedenti, ma questo processo, prepariamoci, avrà presto una fine.

Ci sentiamo di sostenere, che i ritmi attuali certamente non siano sostenibili, e se proprio volessimo utilizzare una metafora, potremmo dire che il paragone con un onda di risacca, non sia del tutto sbagliato, concettualmente.

Magari non saranno neanche le trimestrali a compromettere il rientro di quest'onda, ma i nodi prima o poi verranno al pettine.

Non siamo in grado di prevedere il futuro, ma sappiamo benissimo che i Prodotti interni Lordi di tutti gli Stati del mondo, sono stati messi in ginocchio dal coronavirus, cosi come sappiamo che davvero a rilento e in maniera incerta, avverrà il ripristino di tutte le unità operative.

Non sappiamo , fra l'altro, quante aziende saranno riuscite a sopravvivere a questo lockdown.

Guardiamo al petrolio.

Nonostante i tagli intervenuti, il greggio continua nella sua discesa, senza sosta, viaggiando attualmente intorno ai 18 dollari a barile.

Indicatore che riflette in via istantanea, l'utilizzo che si fa dello stesso, evidenziando in maniera concreta, lo stallo delle attività produttive che, se depurato dei tagli intervenuti e dell'accordo tra Russia e Arabia Saudita prima, navigherebbe attorno ai 14 dollari a barile.

Cercare di comprendere le evoluzioni  dei mercati finanziari, non sempre coincide con un esercizio di logica.

Più facile è stato dedurre a fine febbraio, che, con la Cina ferma per i primi casi di coronavirus, tutto il mondo ne avrebbe pagato presto, un caro prezzo.

I valori attualmente vigenti, quindi, non riflettono, nè gli utili aziendali nè i prossimi rendiconti.

Siamo in presenza di una fase in cui, un pericolosissimo mercato statunitense, drogato come non lo abbiamo mai visto, sta sorprendendo ogni giorno di più, e trascinando con se alcune altre importanti piazze del mondo intero.

Tentando un esercizio di logica pura, un mio caro amico , mi ha invitato a riflettere sul fatto che, se questa pandemia fosse arrivata solo 30 anni fa, senza il supporto del mondo virtuale di internet, tutto sarebbe stato bloccato, molto più di ora, niente contatti sociali, nessun servizio, nessun acquisto, e parimenti, nessuna vendita.

In base a questa giusta constatazione, aggiungendo la pioggia di liquidità immessa nel mercato, è in qualche modo, giustificabile la grande risalita del Nasdaq Composite, paniere per eccellenza del settore tecnologico.

Siamo a 1000 punti dal suo massimo storico e al momento nulla sembra scalfire il ritorno veloce a ridosso dei 9000 punti.

Sotto questo punto di vista, possiamo dire di essere stati estremamente fortunati.

Il lockdown è stato parziale e ci si è sentiti meno soli in casa.

Se ancora volessimo esercitare la logica, però, e andassimo a vedere quanto sta accadendo allo S&P 500, qualcosa, nelle nostre elucubrazioni mentali, inizia a vacillare.

Siamo a 400 punti dal suo massimo storico, con un recupero lampo di oltre 700 punti base dal minimo di solo qualche settimana fa.

Qui di certo si sta parlando di un paniere che ha molto più a che fare con la struttura essenziale del tessuto produttivo del paese, tessuto che al momento è in standby parziale, a voler essere davvero soft.

La logica poi, entra in stallo definitivo, e il ragionamento è costretto a non seguire più un percorso scorrevole, se confrontiamo questo grafico, con quello del greggio!

Diventiamo matti completamente se la correlazione viene ulteriormente avvalorata dal grafico dell'Oro, bene rifugio per eccellenza.

Tutto sembra , tranne la tedenza di un bene rifugio che perda interesse a causa di tensioni rientrate nella normalità!

Ai valori attuali degli indici azionari, in particolare statunitensi, dovrebbe corrispondere un valore di circa 1600 dollari per oncia, solo allora la logica tornerebbe a funzionare correttamente, ma così non ci siamo, qualcuno sta mentendo e le bugie vengono sempre a galla!

Una considerazione da trader, poi, tende ad esacerbare ancor più, il quadro dell'irrazionalità.

Da circa 3 settimane si sta verificando una strana correlazione inversa.

Se il Nasdaq sale, nelle sedute intraday, ad esso corrisponderà un petrolio in calo, e viceversa.

Tale logica, può essere connessa alla previsione di un proseguimento del lockdown che incentivi il settore tecnologico, ma i beni, prima di essere commercializzati sul web...debbono pur essere creati!

Il nostro mercato ha vissuto una settimana di aperture in rialzo, con veloci e nervose correzioni al ribasso pomeridiane, al minimo soffio di vento proveniente da oltreoceano, non offrendo quel panorama lussureggiante ed assolato che ha invaso gli Usa.

Pertanto, come da un pò di settimane, rimane un mercato complicato, in cui gli interventi diventano rari e di breve vita.

Presto scopriremo chi sta mentendo, allora il quadro tecnico si definirà maggiormente, e solo in quel momento potremo tornare ad innalzare la soglia del rischio; farlo ora, potrebbe farci, concretamente, correre il rischio di andare a vedere le conchiglie scoperte dall'onda di risacca, con il pericolo di trovarci sommersi completamente, sballottolati in un vortice d'acqua.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)