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Titoli caldi: ● Etf tecnologici, brrr…che freddo! ● Bond in dollari ● Sei cripto leader in un solo Etn ● 19,87% annuo dalle big dei vaccini ● Tre azioni italiane sugli scudi


Facciamo il punto sui cloni dell’informatica dopo un pessimo gennaio. Obbligazionario in $ fra diverse strategie. Valute digitali assieme in un unico replicante. Un certificato che merita attenzione. De’Longhi, Dovalue e Webuild protagoniste della settimana (ma non in Borsa!).

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Foto: Advantus Media Inc. and QuoteInspector.com - Copyright: © 2018 Advantus Media, Inc. and QuoteInspector.com

Lo hanno chiesto molti lettori di “istituzionalizzare” questa rubrica domenicale. E noi – obbedienti – ottemperiamo alla sollecitazione.

Gennaio glaciale per gli Etf tecnologici ma a due velocità

Torniamo su un tema che piace tanto. E’ quello degli Etf con sottostanti attinenti la “new economy” tecnologica. Gennaio sarà ricordato per la spallata registrata da questo comparto, che tuttavia sta viaggiando a doppia velocità, con un aumento della volatilità nelle ultime sedute. Appare così il momento buono per attivare piani di acquisto (nel caso si fosse persa l’occasione nei due anni precedenti), poiché in certi casi partire dopo cali consistenti significa iniziare certamente in maniera vantaggiosa. Questo il punto sulle performance per i cloni più seguiti a Borsa Italiana.

VanEck Vectors Digital Assets

IE00BMDKNW35

-35,0%

Etc Group Digital Assets & Blockchain

IE00BMQ8YK98

-30,1%

HANetf Purpose Enter. Software Esg

IE00BMQ8YQ50

-21,9%

WisdomTree Cloud Computing

IE00BJGWQN72

-20,9%

Global X FinTech

IE00BLCHJZ35

-20,8%

WisdomTree Cybersecurity

IE00BLPK3577

-19,6%

iShares Automation & Robotics

IE00BYZK4552

-18,2%

L&G Artificial Intelligence

IE00BK5BCD43

-17,3%

Lyxor Disruptive Technology Esg

LU2023678282

-17,2%

Lyxor Digital Economy Esg

LU2023678878

-16,9%

Lyxor Robotics & Art. Intelligence

LU1838002480

-16,9%

La lista potrebbe naturalmente proseguire ma è il caso di rispondere a due quesiti posti da alcuni lettori:

Il settore si è arricchito di tanti prodotti, proposti da emittenti poco conosciuti. Sono affidabili? La struttura stessa degli Etf con il capitale segregato, cioè depositato presso una banca terza, fa sì che, in caso di default della società che lo gestisce, il patrimonio non sia aggredibile da parte di eventuali creditori. Diversificando gli emittenti (di qui l’effetto positivo dell’entrata in scena di inediti nomi), evitando cloni cosiddetti “sintetici” o che effettuano il prestito titoli – per tali riferimenti occorre leggere i relativi documenti sui siti degli stessi emittenti – la rischiosità diventa la più bassa in assoluto nel vasto panorama delle diverse tipologie di asset investibili.

Quale il settore su cui conviene puntare in una fase di forte correzione dei mercati? Una diversificazione fra tre o quattro tipologie di sottostanti è preferibile. In altre parole attenzione a evitare per esempio un’eccessiva concentrazione sugli asset digitali, esposti indirettamente alle criptovalute, maggiormente soggetti alla volatilità.

Per chi invece voglia sfruttare quest’ultima per trading veloci (a gennaio si sono rese possibili anche operazioni intraday) ecco la classifica dei quattro Etf più alla mercé di tale variabile su base annua.

KraneShares Csi China Internet

IE00BFXR7900

42,6%

HSBC Hang Seng Tech

IE00BMWXKN31

36,3%

WisdomTree Cloud Computing

IE00BJGWQN72

35,2%

VanEck Vectors Semiconductor

IE00BMC38736

31,6%

Si consideri come puro riferimento che gli Etf sul Nasdaq si attestano in termini di volatilità all’incirca sul 20% sempre su base annua. Per i cloni sulla tecnologia si sale quindi addirittura al doppio, il che appare decisamente interessante in ottica di trading.

Si è detto nel titolo che ci sono due velocità nell’ambito degli Etf sulla “technological economy”. Alcuni a gennaio hanno infatti retto nel complesso meglio. E in tale ambito ci sono delle sorprese.

First Trust Innovative Trans & Process

IE00BF5DXP42

-2,9%

HSBC Hang Seng Tech

IE00BMWXKN31

-5,3%

Xtrackers Future Mobility

IE00BGV5VR99

-5,3%

KraneShares Csi China Internet

IE00BFXR7900

-6,1%

iShares Electric Vehicles and Driving Technology

IE00BGL86Z12

-9,1%

Le sorprese sono venute da quelli riferiti alla Cina tecnologica, che dopo un 2021 tempestoso hanno nel complesso limitato le perdite a gennaio.

Bond in $, le alternative possibili

Di fronte ai prossimi rialzi dei tassi Fed le opzioni ipotizzabili sono varie in campo obbligazionario: bond a tasso variabile oppure a tasso misto (prima parte fisso e poi variabile) o a tasso fisso con scadenze corte o a tasso fisso con scadenze lunghe su cui collocarsi con entrate scaglionate in rapporto all’andamento delle quotazioni. Ciascuna ha i suoi vantaggi e svantaggi.

Tipologia

Plus

Minus

A tasso variabile

Poco volatili sono emessi soprattutto da istituti bancari. Esistono anche dei t.v. dell’emittente Usa ma non vengono trattati sul regolamentato italiano

I rendimenti risultano nel complesso modesti, poiché molti sono flat sul Libor (cioè non prevedono un premio aggiuntivo). La liquidità su Tlx è talvolta bassa

A tasso misto

Garantiscono un rendimento fisso per qualche anno e poi si trasformano in variabili. Meglio che ciò avvenga quando i tassi Fed saranno già saliti (preferibile quindi il “turnover” nel 2023)

Non sono molti e soprattutto vengono poco scambiati, salvo in rari casi. La parte variabile è quasi sempre “flat”

A tasso fisso corti

Assicurano un rendimento certo e talvolta quotano sotto 100. Bene i governativi Usa, tassati al 12,5%

A scadenza occorrerà reinvestire il capitale su altri bond. E se le quotazioni all’improvviso girassero al rialzo?

A tasso fisso lunghi con buy scaglionati

In ottica di lungo periodo possono garantire yield elevati, mentre nel frattempo si incassano cedole più o meno rilevanti, a seconda del bond prescelto

Bisogna monitorarli con costanza e mettere ordini a scadenza su prezzi in discesa, ordini che potrebbero non essere eseguiti. Richiedono quindi tempo e frequenti messe a punto

Nel caso della terza opzione, quella dei tassi fissi a breve scadenza, ecco una selezione di titoli di Stato Usa (nel caso specifico denominati T-Note), tutti a taglio 1.000.

Usa T-Note 2% 15fb23

US912828UN88

101,26 $

Yield 0,80%

Usa T-Note 0,5% 15Mz23

US912828ZD51

99,7 $

Yield 0,77%

Usa T-Note 1,375% 30gn23

US912828S356

100,6 $

Yield 0,95%

Usa T-Note 1,25% 31lg23

US912828S927

100,4 $

Yield 0,98%

Usa T-Note Tf 1,25% 31ag24

US912828YE44

99,8 $

Yield 1,33%

► Le sei criptovalute leader in un solo Etn

E’ già presente su alcune piattaforme di trading italiane, sebbene il suo esordio sia avvenuto solo da pochi giorni alla Borsa di Francoforte. VanEck ha quotato Vectors Crypto Leaders Etn (Isin DE000A3GWEU3) sul segmento regolamentato Xetra della piazza tedesca. Con esso gli investitori possono puntare in modo semplice su un insieme delle criptovalute più importanti e liquide: Bitcoin, Ethereum, Solana, Cardano, Polkadot e Litecoin.

Chi vuole capitalizzare varie cripto deve affrontare la sfida di identificare quelle più rilevanti tra le tante disponibili, oltre a Bitcoin ed Ether, e valutarne l’importanza futura. Invece con VanEck Vectors Crypto Leaders Etn è possibile investire contemporaneamente in sei di loro attraverso un’unica soluzione con un solo strumento totalmente collateralizzato nei principali cripto asset.

L’indice di riferimento, il Mvis CryptoCompare Crypto Leaders Vwap Close Index, traccia l’andamento delle attività digitali di riferimento su una o più delle 15 principali borse dell’Exchange Benchmark del fornitore di dati CryptoCompare. L’Etn – come detto - è completamente collateralizzato, ossia gli strumenti sottostanti sono effettivamente acquistati e conservati in cold storage. Per ottenere un elevato standard di sicurezza relativamente alla loro custodia, VanEck si affida a una banca depositaria regolamentata del Liechtenstein.

L’Etn ha un Total Expense Ratio (Ter) dell’1,50% ed è ribilanciato mensilmente. Per ora non si hanno indicazioni sulla sua volatilità, che dovrebbe comunque essere inferiore rispetto a quella delle singole valute digitali.

► 19,87% di cedola annua per tre protagoniste dei vaccini

Il settore delle azioni correlate con le vaccinazioni ha subito forti movimenti negli ultimi tempi. Per questo motivo segnaliamo un nuovo certificato con sottostanti tre aziende leader del comparto caratterizzate da netti cali in Borsa. Si tratta di BionTech, Moderna e Novavax.

Azione

Ultima quotazione

Min – max ultimo anno

BionTech

162,2 $

90,29 – 464,0 $

Moderna

159,5 $

117,34 – 497,49 $

Novavax

82,92 $

66,38 – 331,68 $

Il certificato, emesso da Vontobel (Isin DE000VX587H8), di tipo Quanto – ovvero a cambio coperto sul dollaro - stacca premi trimestrali con memoria del 4,968% (19,87% annuo) e prevede in particolare barriere per i premi decrescenti del 10% ogni trimestre: si va quindi dal 100% della prima data di valutazione al 30% dell’ultima. Proprio grazie all’effetto memoria sarà sufficiente l’ultima condizione, ovvero che nessuno dei titoli sia crollato del 70% al rimborso, per ricevere tutti gli eventuali premi non incassati in precedenza. Con una durata di 24 mesi è strutturato a scadenza con una barriera di protezione profonda, che salvaguarda il capitale fino a cali del 50% dei sottostanti rispetto al livello iniziale.

Cosa succederebbe quindi a fine vita

Scenario positivo

Se alla data di valutazione finale, il 25 gennaio 2024, il certificato non dovesse essere ancora stato rimborsato (il che avverrebbe a 1.000 €, più tutti i bonus non staccati precedentemente sommati a quello del trimestre in corso, dal 25 luglio 2022 e per ogni trimestre successivo, se tutti i titoli quoteranno a un livello pari o superiore a quello iniziale) occorrerà guardare al valore dei sottostanti. In presenza di cali fino al 50% rispetto alla quotazione iniziale sarà rimborsato a 1.000 € e verranno incassati tutti i premi trimestrali non percepiti precedentemente.

Scenario Negativo

Se, in data 25 gennaio 2024, uno tra i sottostanti avrà perso un importo superiore al 50% rispetto al valore iniziale, l’investitore incasserà un importo rapportato alla quotazione del peggiore dei tre titoli.

Il certificato è stato emesso con un valore nominale di 1.000 € in data 27 gennaio 2022. Valore iniziale BionTech 159,33 $ - Valore iniziale Moderna 159,47 $ - Valore iniziale Novavax: 84,27 $. Ultima quotazione: 1.012 €.

► Tre azioni italiane sugli scudi

Più per le vicende e le notizie diffusesi nelle ultime sedute che per l’andamento delle quotazioni meritano attenzione tre azioni italiane di media capitalizzazione che molti piccoli e medi investitori seguono con interesse. Ne analizziamo gli eventi, fornendo anche una veloce verifica tecnica nell’attuale difficile fase dei mercati.

Azione

Perché sugli scudi

L’analisi

De’Longhi

La società, specialista di macchine del caffè e di elettrodomestici da cucina, ha chiuso il 2021 con ricavi di 3,22 miliardi di €, in crescita del 36,8% rispetto al 2020. Inoltre nel quarto trimestre sono saliti del 21,6%. Intanto ha comunicato di puntare nel 2022 a una crescita delle vendite “a un tasso mid-single-digit”, che in parole semplici significa attorno al 5%. Ha ammesso infine le complessità del mercato per l’intero settore dei “consumer goods”

Una bella candela verde giovedì e una successiva netta candela rossa venerdì: due movimenti abbastanza anomali per un’azione solitamente caratterizzata da fluttuazioni modeste. Così rispetto al massimo a 31,8 € del 27 è corrisposto un minimo a 29,96 (dato di chiusura) del 28. Un vero strappo? Solo sopra i 35 €, area in cui si colloca attualmente la media a 200

Dovalue

La società, attiva nella gestione e nel recupero di crediti deteriorati, ha approvato il piano industriale 2022-2024. Si prevedono una crescita organica in tutte le aree in cui è presente e una strategia di M&A incentrata su consolidamento, ampliamento del mercato di riferimento e innovazione. E’ previsto un super dividendo per l’esercizio 2021

Le buone notizie non hanno raccolto consenso sul mercato, L’azione a 7,59 € è ben sotto i massimi di ottobre (10,87 €). Eppure a leggere certi report degli analisti si giustificherebbe un bell’ottimismo. Un vero rimbalzo sarà possibile solo sopra gli 8,1 e poi i 9,5 €

Webuild

Ha comunicato l’avvio, il 27 gennaio 2022, di un programma di acquisto di azioni ordinarie proprie in forza di una delibera dell’assemblea dello scorso 30 aprile 2021

Il buyback ha consentito due sedute positive dopo cinque negative. Per parlare di rimbalzo occorrerà però toccare i 2 € contro la chiusura venerdì a 1,887 (massimi di novembre sui 2,28 €)

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