Aria di guerra sui mercati


E’ terribile che le Borse rimbalzino perché Kiev sta per cadere. Un conto è il profitto un conto è il cuore. La legge della Borsa è terribile. E’ la cosa più infamante per chi si occupa di mercati finanziari è che la guerra in Ucraina venga presa come deterrente per un rialzo dei tassi a marzo. BCE e FED hanno già apertamente riconosciuto che dovranno tenere conto del mutato quadro internazionale. A maggior ragione se Kiev cade subito senza tenerla troppo per le lunghe.

Con il cuore invece siamo per l’Ucraina e confidiamo che la volontà di un popolo possa piegare l’acciaio delle armi.

Se vogliamo cercare una ragione logica che spieghi un gesto folle come questo francamente io non l’ho trovata. E mi pare che l’unica soluzione che si possa dare al mistero di una invasione che può solo complicare la situazione della Russia sia che la guerra in Ucraina venga vinta o che venga persa è da ricercare nella mente del premier Putin. Diversi commentatori che seguo hanno alzato le mani e hanno ammesso che forse a Putin durante la pandemia sia successo qualcosa a livello inconscio o psicologico. Uno degli inconvenienti delle dittature è quando il boss perde la testa per qualsiasi ragione. Della serie non serve scervellarsi o conoscere le date delle tappe della rivoluzione russa: se una cosa non ha senso non ha senso. E l’invasione dell’Ucraina non ha senso. E si ritorcerà contro la Russia per i decenni a venire aprendo scenari terrificanti per il governo in carica, tra i quali non è escluso che ad un certo punto ai soldati di leva russi mandati allo sbaraglio non venga la voglia di puntare il fucile dalla parte sbagliata della barricata.

Ma stiamo alla realtà dei fatti: la domanda è se il mercato azionario abbia terminato il ribasso. Tecnicamente i supporti hanno tenuto sia a Borsa Italiana sia sugli indici Usa.

Ma io aspetterei ancora prima di suonare le trombe del rialzo e di sostenere che questa è una occasione per comprare. Tra il rimbalzare nei pressi dei supporti e il rialzo ci passa un bel po’ e la situazione in Ucraina è uscita dai binari della logica e può succedere di tutto e tanto più quanto Putin sarà vieppiù con le spalle al muro: o sporcarsi le mani in una interminabile guerriglia o mollare in qualche modo la presa.

Quindi starei molto attento a buttarmi come un falco sulle azioni perché come un elastico ci potrebbe rimbalzare in faccia. Un conto è comprare selettivamente qui e là un altro conto è farsi una endovena d’azioni.

Aggiungo che oggi ci sono i primi tentativi di negoziato in Bielorussia e tutto potrebbe cambiare in meglio o in peggio.