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Netflix e dintorni - Quando i momenti di crisi diventano occasione di scelta


Passate le festività pasquali, i monitor degli operatori hanno iniziato nuovamente a pulsare, mentre un mare di dati societari ha iniziato ad inondare le scrivanie e il panorama ha iniziato a delinearsi ancor più chiaramente.

Le parole da falco di Powell hanno solo contrìbuito al raffreddamento dei listini che avevano arditamente provato a rialzare il capo ed è stato così che la previsione che avevamo provato a delineare nel precedente articolo ( https://www.lombardreport.com/2022/4/19/decisive-le-prossime-due-settimane/ ) ha trovato conferme proprio con lo stop del Nasdaq ai 14300, soglia che scottava già alla sola vista.

Il mercato ci si è avvicinato timoroso e appena toccato il livello, ha solo fatto marcia indietro andando al di sotto dei precedenti minimi settimanali, segnale inequivocabile di un arretramento in essere e, ad oggi, ancor più confermato dalla suddetta resistenza con il suggello dei nuovi minimi.

Il semaforo sarà e resterà rosso e ancor più sotto i 12950 con accelerazione della fase ribassista, mentre al rialzo, il tetto della scorsa settimana scende ai 14000, ma persino l'attuazione di un gioco sporco, che, per via delle trimestrali, lo riportasse ai 14800, va interpretato sempre con una forza preponderante tale da premiare sempre gli short selling.

Il panorama sta radicalmente cambiando ed è il momento di agire per molte sale operative che avranno molti pacchetti azionari da piazzare a mani inesperte.

Come esprimersi per Netflix? Difficile trovare le parole esatte ciò che meglio si spiega con la natura e se una metafora si vuol tentare di associare a quanto accaduto, possiamo utilizzare la deviazione, per opera umana, del corso di un fiume.

Si è avuta la conferma infatti, che l'uomo non può deformare la realtà senza poi pagarne le conseguenze.

Un fiume, come si sa, prima o poi, riprende sempre la propria sede naturale e questo accade quando una enorme quantità di acqua lo percorre e quello rappresentato in grafico, che non è solo la storia di un'azione ma di una grande realtà mondiale, rappresenta lo scoppio della bolla finanziaria creata e tenuta in vita artificiosamente dalle banche centrali.

Medesima cosa accade a molte altre azioni quotate nel listino tecnologico americano - Nasdaq - di questi tempi, essendo attraversate da acque di rientro della liquidità a grande intensità.

Tutto sommato a ben guardare i dati, ciò che gli investitori hanno punito è stato il mancato conseguimento dei target in quanto a numero di nuovi abbonamenti.

Ma una siffatta ragione, può giustificare un crollo di un titolo dai 700 $ ai 220$?

La risposta è certamente e indubbiamente NO, semmai, c'è il rientro da quotazioni che avevano raggiunto livelli da bolla speculativa forse MAI raggiunti nella storia della finanza?

Mi domando: i regolatori dei mercati, coloro i quali si scagliano invocando il divieto di short al primo calo del 10% e che per proteggere il loro operato, (siamo pronti a scommetterci!) stanno per tornare all'attacco, non hanno mai pensato di mettere in guardia gli investitori che incautamente andavano a comprare, o magari continuano ancora ad acquistare piccole utilitarie a prezzi di macchine sportive da pista?

Avranno ancora la spavalderia ipocrita di incolpare non meglio specificate "entità speculatrici" che come, già accaduto in un recente passato, venivano identificate come il male da estirpare della finanza? 

Non che Netflix sia una piccola utilitaria, ma già solo dando una sbirciatina al grafico in timeframe settimanale ci si rende conto di quanto ci si sia diretti verso la Luna, salvo poi finire la benzina prima di uscire dall'atmosfera terrestre.

Non sono affatto meravigliato da ritorno di questi colossi ai valori pre pandemici, perchè questi sono i valori più veritieri e pertanto non mi riterrò mai sorpreso da cali vistosi del 50% anche se accadessero in una sola notte, come è anche accaduto alla famosa Facebook.

Il problema di questi crolli è che creano delle deformazioni nella corretta formazione dei prezzi, trascinando giù interi listini, non facendo più molta distinzione tra azioni che già hanno un valore corretto e azioni che ancora stanno trattendendo, come ritenzione idrica, liquidità che prima o poi la Fed dovrà drenare,e grossissima responsabilità avranno avuto, nelle conseguenze, l'attendismo delle banche centrali e la volontaria sottovalutazione dell'inflazione, nelle loro classiche conferenze stampa.

La natura sta semplicemente seguendo il proprio corso, gli eccessi rientreranno, tutti, nei loro ranghi e questo accadrà in maniera non di certo indolore! Il punto è che a volte quando le acque dei fiumi straripano, ci si può trovare di fronte a sconvolgenti e amare sorprese; ad esempio ci si può confrontare con fisionomie differenti che fanno assumere al corso dei rivoli una traiettoria diversa ed è allora che al limite di ciò che si snatura o che recupera la sua identità la finanza, con tutte le leve strategiche che la sostanziano, ha la funzione di intervenire per rimodellare corsi, interpretare deviazioni, introdurre paletti e argini oppure delineare percorsi evolutivi differenti che hanno come obiettivo quello di determinare una ripresa o un slancio verso un incremento esponenziale dei volumi registrati fino a quel momento.

A volte allora, a seguito di grandi sconvolgimenti, è difficile che la natura possa riprendere il suo corso, come se gli eventi conseguenti non avessero in parte modificato la sua fisiologica struttura e allora l'interrogativo che sorge è il seguente: "Ci si deve arrendere alla denaturazione del corso, accettandone le conseguenziali deformazioni, restando a guardare, incapaci di agire, oppure sarebbe più opportuno trovare nell'immediato soluzioni utili a ridomellare la situazione, cercando di agire tempestivamente, compensando i danni e facendo in modo che il re-orientamento sia foriero di slanci propulsivi di nuova crescita?"

La soluzione a volte dipende dall'indole, gli animi infiacchiti fanno propendere per le soluzioni accomodanti che non sanno creare nulla di nuovo, mentre gli animi più forti si mostrano ardimentosi e promuovono azioni che hanno il sapore avanguardistico tipico di quell'abile nocchiero che, in mezze alle tempeste e immediatamente dopo, sa orientarsi con competenza e abilità e sa proporre scelte vantaggiose e accattivanti in grado di rimettere in azione il motore della finanza e conquistare traguardi degni di rilievo.

E voi come pensate che sia più giusto intervenire?

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)