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Oro – Torniamo a parlare di oro fisico 2/5

Piano Bar di Virginio Frigieri                                                                 25/01/2023

In questa puntata vediamo le possibili forme di acquisto di Oro valutandone i pro e i contro, riprendendo quanto scritto nell’estate del 2009 sul primo articolo che dedicai all’oro. Allora le possibilità erano due: lingotti o monete. Oggi si sono aggiunte le combibar, ma andiamo per ordine.

I lingotti benché da sempre molto pubblicizzati, non mi hanno mai appassionato particolarmente poichè fra le tre soluzioni è quella più facilmente taroccabile. Nel 2017 nel caveau di J.P.Morgan furono trovati 180 chili di oro contraffatto. Se sono riusciti a rifilarlo a J.P.Morgan possono rifilarvelo anche a voi. Diverse volte sono stati trovati lingotti di tungsteno ricoperti d’oro. Tungsteno ed Oro hanno un peso specifico quasi simile. (19.3 l’oro , 19.25 il tungsteno). L’altro handicap è che se ti compri un lingotto da un chilo e poi ti viene bisogno per un emergenza di 10.000 euro, il lingotto da un chilo non lo puoi tagliare  o grattugiare fino a raggiungere i 10.000 euro. Lo devi rivendere tutto intero anche se la cifra che ti serve è molto inferiore. Negli ultimi anni si sono messi a fare anche lingottini da 5gr e da 1gr, mentre un tempo era difficile trovarli da meno di 50 gr. Tuttavia tenete presente che 50 lingottini da un gr li pagate una fortuna rispetto a una placchetta combibar da 50gr che potete suddividere al bisogno, staccando i grammi che vi servono come le tesserine di una tavoletta di cioccolata.

Per andare sul concreto, mostriamo i prezzi del momento in cui scrivo sul sito www.orissimo.it, di un lingotto da 50 gr, di un lingottino da 1gr. e di una combibar da 50gr.

La quotazione di questo lingotto da 50 gr. in questo momento è di 2.935€ vale a dire di 58,7€ al grammo. Vediamo ora un lingottino da un grammo.

La quotazione di 50 di questi lingottini da 1gr in questo momento è di 3.830€ vale a dire di 76,6€ al grammo. Un 13% abbondante in più! Per finire vediamo una tesserina combibar da 50 gr.

La quotazione di questa Combibar da 50gr in questo momento è di 3.037€ vale a dire di 60,74€ al grammo. Un 1,64% in più che é decisamente più abbordabile. Anche sui combibar vi sono varie pezzature. Ci sono quelli da 100gr, che costano qualcosina in meno o quelle da 20 gr. che costeranno leggermente di più. Personalmente amo la tesserina da 50 gr. perché ha le stesse dimensioni di una carta di credito o di un bancomat per cui entra comodamente negli scomparti delle tessere dei portafogli.

Quindi appurato che la prima linea di fuoco deve essere fatta di combibar e non di lingotti, rimangono da vedere le monete e qua il discorso è un po’ più lungo.

Cominciamo col dire che non possiamo escludere che anche fra le monete non ve ne possa essere qualcuna falsa. Tuttavia, la moneta viene coniata da una zecca e su ognuna delle due facce vi sono diversi punti di riferimento che consentono ad esempio a un numismatico dotato di lente contafili, di valutare lo stato di conservazione della moneta,  l’autenticità della stessa e ultima ma non ultima la rarità della stessa.  Cominciamo poi col dire che un conto sono le monete d’oro così dette “da borsa” e un discorso diverso sono le monete da collezione. Noi trattiamo ovviamente le monete “da borsa” ovvero monete comuni che valgono per il peso di oro che contengono a prescindere dallo stato di conservazione, e non hanno nessun coefficiente di rarità. Ma non possiamo escludere che qualche appassionato ogni tanto ami acquistare anche monete da collezione.

Quali che siano le monete che volete acquistare, le prime informazioni da procurarsi via internet o tramite cataloghi numismatici, sono il diametro , il peso e la caratura e una foto fronte retro della stessa. Diametro e peso sono le informazioni necessarie per un primo controllo di autenticità. Se acquistate su internet nei siti che indicheremo, è quasi impossibile che vi rifilino una moneta falsa, ma monete d’oro si possono trovare anche in piazza, da privati, o a qualche convegno numismatico quindi è sempre bene conoscere le cose basilari.

La caratura vi serve invece per calcolare quanti grammi effettivi di oro contiene la moneta in esame. A differenza dei lingotti e delle combibar infatti le monete sono fatte per poter circolare e se non vengono indurite con l’aggiunta di altri metalli si usurerebbero rapidamente. Le scale per indicare la purezza di un qualsiasi oggetto d’oro sono due: una espressa in millesimi (da zero a 1000) ed una espressa in carati (da zero a 24).

Abbiamo quindi un primo rapporto per cui un carato equivale a 1000 / 24 ) 41,666  millesimi (6 periodico). E’ importante familiarizzare con questi numeri, dal momento che tolti i lingotti e le combibar che raggiungono una purezza garantita fino a 999.9 millesimi che sarebbero 23,9976 carati, nessun altro oggetto d’oro (moneta o gioiello che sia) arriva a questa caratura. L’oro in natura è un metallo molto tenero, quindi sia che lo si voglia impiegare per coniare monete, sia che lo si voglia utilizzare in gioielleria  occorre mischiarlo con altri metalli che lo rendano più duro. In particolare nell’oro da gioielleria, a seconda delle tonalità di colore che si vogliono ottenere noi troveremo l’oro  mischiato con argento, rame (i più diffusi) ma a volte anche con nichel, zinco, alluminio, palladio etc..

La caratura di una moneta o di un gioiello è quindi fondamentale per farci capire fatto cento il peso dell’oggetto che andiamo a trattare, quanti grammi effettivi di oro vi sono contenuti… In particolare nella gioielleria occorre fare molta attenzione, perché a parte l’Italia in cui si impiegano quasi esclusivamente leghe a 18 carati, ovvero 750 parti di oro su 1000, se comprate oro all’estero potrete trovare manufatti che scendono a 15, 14 o addirittura a 12 carati. Dodici carati significano 500 parti di oro su 1000 o se preferite oro al 50%. In paesi molto poveri si può scendere anche fino 8-9 carati. Precisiamo anche un altro punto: in commercio potreste trovare anche lingotti con una caratura da 750 millesimi (18 carati), ma quello non può essere considerato oro da investimento, ma oro industriale.

Per “Oro da investimento” la legge prevede o lingotti/combibar di oro puro 999.9 o monete d’oro con una caratura pari o maggiore a 900 millesimi (21,6 carati). Le monete d’oro (sterline, marenghi, kruggerand, corone, ducati e fiorini austriaci, pesos messicani e dollari Statunitensi solo per citare le più scambiate) sono tutte o 900 o più di 900 millesimi.

Teoricamente l’oro da investimento dovrebbe essere venduto solo dagli operatori professionali indicati dalla Banca d’Italia, mentre oro da oreficeria o industriale dovrebbe essere trattato dai vari compri oro. Ora premesso che io non ho nulla contro i compro oro, però ultimamente nell’elenco degli operatori professionali di Banca Italia, sono apparsi anche alcuni compro oro e io non so più se era un operatore professionale che si è messo a fare anche il compro oro e se si è imbucato… io preferisco andare da un compro oro per vendere una catenina o un braccialetto (oro da oreficeria) e da un commerciante di monete per l’oro da investimento. Ora dal 5 luglio 2017 anche i compro oro sono obbligati a rilasciarvi la ricevuta, ma prima, per un baco legislativo il compro oro non era obbligato a rilasciarvi nulla!.  In compenso voi eravate però obbligati a dargli un documento d’identità in modo che lui potesse compilare il suo registro con la distinta della merce acquistata e gli estremi del vostro documento. Sottolineo questo fatto, perché prima di quella data, diverse persone si sono trovate coinvolte in fatti spiacevoli. Cosa succedeva? Succedeva che voi avevate venduto magari una catenina da 10gr a un compro oro e questo bravo signore che aveva in casa parecchio oro acquistato in nero, cosa faceva? Usava i vostri dati per annotare sul suo registro una serie di operazioni di acquisto, sbiancando così il suo oro nero. Poi poteva succedere che questo compro oro incappava in una serie di controlli e voi, che manco ci pensavate più alla vostra catenina, una bella mattina vi trovavate coi Carabinieri alla porta a dover fornire spiegazioni su circa un chilo di oro venduto a questo compro oro !!?!. Voi cascavate dal pero trasecolando, ma il carabiniere vi sventolava sotto al naso le fotocopie del registro di beni preziosi del negoziante in cui c’è scritto che voi vi siete recati regolarmente ogni tre-quatto giorni da quel compro oro per vendere oro in cambio di contanti...

In una situazione simile, dove l’onere della prova della vostra totale estraneità ai fatti tocca a voi, vi assicuro che senza un pezzo di carta in mano diventa veramente dura… poi voglia il cielo che tra i vari oggetti che il furfante vi ha addossato a vostra insaputa non ci sia pure qualche pezzo rubato (ad esempio un orologio d’oro) perché in quel caso sareste accusati anche di FURTO! Quindi, occhi aperti sempre e se il compro oro fa finta di dimenticarsi, voi pretendete di uscire dal negozio con regolare ricevuta!

Ma torniamo alle monete d’oro. Se sui gioielli oltre al valore intrinseco dato dai materiali impiegati c’è da aggiungere anche la “bravura” del maestro orafo che ha disegnato e realizzato l’oggetto in questione, sulle monete d’oro c’è un altro aspetto da considerare e cioè che in genere le monete d’oro oltre ad essere acquistate come bene rifugio per il quantitativo di oro che contengono, possono essere acquistati anche con un’ottica da collezionista. Se una moneta d’oro presenta caratteristiche di conservazione perfette ed anche un certo grado di rarità, allora un collezionista sarà disposto a pagare un cospicuo sovraprezzo rispetto al valore intrinseco della moneta.

Vediamo allora come si procede per valutare lo stato di conservazione e il grado di rarità di una moneta. Il numero di monete coniate ogni anno può variare anche in misura sensibile e si può andare da svariati milioni di pezzi a pochissime migliaia. Poi possono esserci in circolazione per certe monete di certe annate delle “prove” di coniatura effettuate dalla zecca emittente che possono ridursi a poche centinaia se non decine di pezzi. Un’altra cosa particolarmente ricercata dai collezionisti sono gli errori di coniatura. Una moneta coniata in 400.000 pezzi sarà più rara di una moneta coniata in 6 milioni di pezzi.

La scala di conservazione di una moneta in Italia prevede i seguenti livelli:

B – bello corrispondente a VG – Very good nei paesi anglosassoni • Moneta non orribile, ma che ha circolato molto , presenta zone lisce e poco leggibili e sui rilievi si misurano 2 o 3 decimi del metallo presente in origine

MB – Molto bello corrispondente a F – Fine nei paesi anglosassoni • Moneta che ha circolato molto , la sua usura è ben visibile e sui rilievi si misurano 4 o 5 decimi del metallo presente in origine.

BB – Bellissimo corrispondente a VF – Very Fine nei paesi anglosassoni • Moneta che presenta tracce di usura dovuta alla normale circolazione e tutti i rilievi presentano almeno 6 o 7 decimi del metallo presente in origine; i rilevi salvo qualche particolare minore sono perfettamente leggibili e può presentare colpi (ammaccature) sul bordo ma leggeri e non deturpanti

SPL – Splendido corrispondente a EF – Extremely Fine nei paesi anglosassoni • Moneta che ha circolato pochissimo . Presenta lievi tracce di usura dovute alla breve circolazione, ma tutti i rilievi presentano 8-9/10 di metallo. Può presentare colpetti sul bordo. Una moneta fior di conio con segni o abrasioni dovute alla non corretta conservazione, può ricadere in questa classificazione

FDC – Fior di Conio corrispondente a UNC – Uncirculated nei paesi anglosassoni • La moneta si trova nello stato in cui è uscita dal conio perché non ha mai circolato. Non presenta nessuna traccia di usura e tutti i rilievi hanno i 10/10 di metallo. Possono comunque esserci difetti di conio e segni di contatto, anche sul bordo: segni dovuti alla produzione della moneta. La moneta, non avendo mai circolato, ha ancora la classica "patina" del conio. In casi particolari si parla di “Fior di Conio Eccezionale” quando oltre alle caratteristiche del Fior di conio, la moneta è totalmente esente da segni o difetti dovuti alla produzione. Questa caratteristica unita una elevata rarità della moneta, ne fa ovviamente lievitare il suo valore economico.

FS – Fondo Specchio corrispondente a Proof – Proof nei paesi anglosassoni • Questo stato è ricavato al momento della lavorazione attraverso trattamenti particolari tali da rendere i fondi della moneta speculari. Si tratta in genere di monete coniate esclusivamente per i collezionisti.

Per quanto riguarda il grado di rarità, la scala di classificazione è la seguente:



C – moneta comune

NC – moneta non comune

R - moneta rara

R2 - moneta molto rara (si pronuncia “raro due” non “erre due”)

R3 - moneta rarissima (si pronuncia “raro tre”)

R4 – moneta estremamente rara (si pronuncia “raro quattro”)

R5 – moneta disponibile in pochi esemplari (si pronuncia “raro cinque”)


Ora è chiaro che andando a comprare una moneta d’oro fondo specchio o fior di conio ma assolutamente C – Comune, non dovrebbero chiederci nulla di particolare… ma se solo andiamo sua una moneta periziata R o R2 potremmo vedervi chiedere un prezzo decisamente più alto anche di svariate volte il valore intrinseco della moneta…. Fino a qua l’ABC per capire di cosa stiamo parlando.

Prima di passare ad un esempio pratico va ancora sottolineato che anche il diametro e il peso complessivo della moneta non vanno sottovalutati. Se la vostra intenzione è quella di accantonare un po’ di risparmio in un bene rifugio, NON dovete ragionare con la logica del collezionista, ma orientarvi sulle caratteristiche fondamentali e tipiche del “bene rifugio”. Un bene rifugio dovrebbe essere facilmente nascondibile, facilmente trasportabile, ma soprattutto all’occorrenza facilmente scambiabile in soldi o altri beni. Per soddisfare l’ultimo requisito “facilmente scambiabile” occorre che la moneta che acquistate sia anche facilmente riconoscibile da molta gente e non eccessivamente impegnativa come esborso. Se parlate con un numismatico questo conoscerà benissimo tanto una sterlina d’oro quanto un Kruggerand sudafricano. Tuttavia vi invito a riflettere sugli aspetti pratici: un Kruggerand contiene un Oncia esatta di oro (ricordo che qua si parla di once Troy pari a 31,1035 grammi da non confondere con le once che usavano i greci e i romani da 28,345 grammi). La moneta pesa 33,93 grammi quindi la differenza è rame.

Se prendiamo la quotazione dell’oro in questo momento (1.880$) e il cambio euro/dollaro in questo momento (1,0750) otteniamo un prezzo teorico di questa moneta è di 1748 euro. Ci sono poi i 50 pesos messicani che pesano addirittura 41,6 grammi e contengono 37,5 grammi d’oro. Ora se voi foste in fuga verso destinazioni ignote quante persone pensate di trovare che possono scucire 1.748 euro sul unghia per comprare il vostro Kruggerand?. Ma se in tasca al contrario, voi aveste delle sterline d’oro, un moneta con un diametro equivalente a 20 centesimi di euro ed un peso di 8 grammi scarsi (7,988 per l’esattezza) che a 22 carati mi dà un contenuto di oro effettivo di : 7,988 / 24 * 22 = 7,32 grammi di oro, allora vi basterebbe trovare persone che hanno in tasca : ((1.880 / 31,1035) * 7,32 / 1,0750) = 411 Euro.

Sicuramente una cifra più abbordabile dei 1.880 euro di prima.

Un’ ultima considerazione da non sottovalutare quando si compra o si vende oro da borsa:

una volta che avete in testa il valore teorico della vostra moneta, ricordatevi che i commercianti di oro non sono opere di beneficenza ed operano esattamente come un market maker in borsa, ovvero il commerciante avrà sempre un prezzo in “denaro” se vi presentate per vendergli oro e un prezzo in “lettera” se vi presentate per acquistare. Normalmente il “denaro” sarà un po’ più basso del valore teorico e la “lettera” un po’ più alta del valore teorico. Ho detto normalmente perché non è sempre così..

Dipenderà infatti anche dal sentiment che il commerciante ha del mercato, (se la visione del commerciante è rialzista o ribassista) e dalle scorte che lui ha in casa, da qual è il suo prezzo di carico etc. etc. Se imparate a leggere nella zucca del commerciante e ne consultate più di uno potrete, con un po’ di esperienza,  capire se quel commerciante è per esempio in linea con i Commercial Traders sui grafici COT dell’oro o meno. Ora senza allargare troppo il discorso, proviamo a ipotizzare alcune situazioni “Denaro/lettera” ipotizzando che il valore teorico del momento per una sterlina sia di 410€.

Caso 1)       Denaro 405          Lettera 440

Caso 2)       Denaro 380          Lettera 410

Caso 3)       Denaro 420          Lettera 445

Caso 4)       Denaro 360          Lettera 400

Cosa devo intuire da queste situazioni?

Caso 1)Denaro 405    Lettera 440

In questo caso il valore teorico del momento si colloca all’interno della forchetta denaro/lettera ma molto più vicino al denaro che non alla lettera.  E’ la situazione in cui il commerciante è rialzista sui prossimi mesi dell’oro ed ha poco interesse a vendere le sue sterline che più avanti potrà vendere a prezzi più alti mentre ha interesse ad acquistarne altre per incrementare la sua disponibilità sempre nell’ottica che riuscirà a venderle a prezzi più alti di oggi. Quindi se voi vi presentate per vendergli sterline vi offre quasi il valore reale (ve le paga 405€ contro 410€ di valore teorico) mentre se vi presentate per acquistarle cerca di disincentivarvi sparando un prezzo decisamente più alto del valore reale del momento, perchè cerca di non assottigliare le sue giacenze in ottica del rialzo che verrà. Se poi voi comprate comunque con un prezzo così alto il commerciante avrà incamerato almeno una parte dei mancati guadagni futuri.

Caso 2)Denaro 380   Lettera 410

In questo caso il valore teorico sta nella forchetta come nel caso 1, ma col denaro molto più basso del valore teorico e la lettera è di poco sopra al valore teorico. E’ la situazione in cui il commerciante è ribassista sull’andamento dei prezzi dell’oro nei prossimi mesi e di conseguenza ha più interesse ad alleggerire le sue scorte aumentando la liquidità che potrà usare più avanti per riacquistare a prezzi inferiori, e poco interesse ad acquistare ora, aumentando le sue scorte mentre l’onda ribassista sta arrivando. Di conseguenza se vi presentate per vendergli sterline, vi offre molto meno del suo valore teorico (380€ contro 410€) per cercare di disincentivarvi. Se poi voi accettate comunque 380€ vorrà dire che le mette in casa a un prezzo di carico che ha già scontato una parte del prossimo ribasso. Se al contrario vi presentate per comprare sterline vi fa un prezzo molto buono (pari al valore teorico) incentivandovi all’acquisto dandogli modo di diminuire agevolmente le sue giacenze.

Caso 3) - Denaro 420    Lettera 445

Il valore teorico della sterlina si trova fuori dalla forchetta sotto al prezzo in denaro. E’ la situazione in cui il commerciante è decisamente molto rialzista per cui ha interesse a vendere il meno possibile quelle che in casa e ad acquistarne il più possibile per aumentare le sue giacenze. Quindi se vi presentate per vendergli le vostre sterline ve le paga 10€ in più del valore teorico, ma se vi presentate per acquistare e portargliele via vi chiede tantissimo (445€) per recuperare un pò del mancato guadagno futuro.   

Caso 4) - Denaro 360    Lettera 400

Il valore teorico della sterlina è fuori forchetta più in alto della lettera. E’ la situazione in cui il commerciante è fortemente ribassista, per cui ha interesse ad alleggerire quanto più possibile le sue giacenze incassando liquidità che gli servirà per ricomprare a prezzi più bassi e ha interesse a comprare il meno possibile nuove sterline. Quindi se vi presentate per vendergli sterline ve le compra solo se accettate un prezzo molto più basso del prezzo teorico (360€ contro 410€), Se invece vi presentate per acquistare ve le tira dietro per un prezzo stracciato addirittura più basso del prezzo teorico (400e contro 410€).

Ho estremizzato un po’ le casistiche ma mi serviva per farvi capire come al cambiare delle condizioni di mercato possono cambiare le valutazioni degli operatori. 

Quindi appurato che le monete d’oro vanno bene tutte, ma che la moneta d’oro da borsa per antonomasia è la sterlina britannica terminiamo questo lungo articolo ricordandovi che gli inglesi sono stati una potenza coloniale per secoli, e le sterline sono state coniate non solo a Londra ma anche in Canada, in Australia, in India e in Sudafrica. Ne consegue che oltre alla pezzatura ideale, la sterlina è anche la moneta d’oro più conosciuta al mondo e ultimo ma non ultimo, è anche la moneta più bella del mondo che tanto per cambiare porta la firma di un italiano.

Il S.Giorgio a cavallo che sconfigge il drago è opera di un giovane incisore romano della zecca italiana Benedetto Pistrucci, che recatosi a Londra nel 1815, cominciò a lavorare alla Royal Mint (la zecca britannica). L'anno successivo, conobbe William Wellesley Pole che accetterà il suo modello di San Giorgio e il Drago per la nuova sovrana d'oro.

A destra dell’anno le iniziali B.P. di Benedetto Pistrucci.

alla prossima

Sotto il link all'articolo precedente della serie:

1/5 :   https://www.lombardreport.com/2023/1/18/previsioni-di-borsa-549/

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