Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Fase correttiva in corso innescata come sempre dagli algoritmi


Buon sabato a tutti.

Se ben ricordate la scorsa settimana avevo intitolato l’articolo: «Non è una Borsa matta. È stata semplicemente messa nelle “mani” sbagliate». In altre parole il mercato azionario italiano è diventato un Far West senza sceriffo.

Non so se ciò sia voluto, del resto, dove circolano grandi quantità di denaro, non mancano mai corruzione e interessi opachi. Come diceva Giovanni Falcone: «Segui i soldi e troverai la mafia». Forse è una frase forte che mal si adatta a chi, onestamente, va alla ricerca del tozzo di pane ma certamente credo sia sotto gli occhi di tutti che c'è qualcosa che non va. 

Resta il fatto che il mercato è oggi in balìa di software e algoritmi, il cui utilizzo indiscriminato è stato consentito da chi ne aveva la responsabilità di vietarlo. Operando in modo coordinato e alterando i book di negoziazione — ad esempio con l’inserimento e la cancellazione continua di proposte da parte dei quotatori — il Far West diventa terreno per pochi e, potenzialmente, un campo minato per quegli operatori che agiscono correttamente e nel rispetto delle regole.

Paradossalmente, proprio il fatto che le autorità di vigilanza ne consentano l’uso può trasformarsi in un vantaggio per operatori più speculativi, capaci di sfruttare opportunisticamente gli stessi software. In fondo, è vietata la pesca a strascico, ma se la rete è bucata, non è certo chi raccoglie i pesci a commettere un illecito.

Perché questa lunga premessa? Perché anche questa settimana abbiamo avuto l’ennesima conferma di come un semplice cambio di narrativa consenta ai software di vendere indiscriminatamente, un giorno le azioni del comparto bancario, il giorno successivo quelle del settore energetico. Senza dimenticare quanto accaduto venerdì alle azioni di Interpump Group in seguito alla pubblicazione dei dati, motivo per cui ritengo fondamentale avere il calendario che pubblico regolarmente.

Il consiglio che mi sento di dare è dunque quello di ridurre al massimo la size della operazione proprio perché la volatilità in certi contesti diventa elevatissima ed il rischio di fare danni aumenta a dismisura. 

Ho citato Interpump. Vediamo dunque cosa è successo. Prima di tutto la notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore Radiocor che pubblico di seguito: 

"Vendite nette pari a 2.070,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea (-0,4%) rispetto ai 2.078,4 milioni dell'esercizio precedente (a parita' di perimetro si e' registrato un calo del 2,7% che si riduce allo 0,7% su base organica). L'ebitda si attesta a 462 milioni, in crescita dell'1,2% rispetto al 2024, con un Ebitda margin del 22,3% rispetto al 22% dell'esercizio precedente. L'utile netto consolidato si attesta a 209,7 milioni, in contrazione dell'8,2% rispetto all'esercizio 2024. La posizione finanziaria netta e' pari a 291,1 milioni rispetto ai 409,0 milioni al 31 dicembre 2025. Nel corso dell'esercizio, gli investimenti netti sono stati pari a 98,8 milioni, il free cash flow pari a 220,4 milioni, e sono state realizzate acquisizioni per 52,4 milioni. Inoltre, sono stati pagati dividendi per 36,2 milioni e operazioni di buyback per 11,8 milioni.

Contestualmente, il gruppo ha anche annunciato i suoi obiettivi al 2028, che prevedono un incrementi del 20% del fatturato a 2.500 milioni, 'attraverso una combinazione fra crescita organica e innesti di nuove realta''; il mantenimento dell'Ebitda margin nell'intorno del 22,5%, 'nonostante la diluzione attesa dal consolidamento delle realta' neo acquisite'; un azzeramento della posizione finanziaria netta consolidata a fine 2028, 'grazie al conseguimento di importanti flussi di cassa'.

'Tale situazione di forza - spiega Interpump in una nota - permettera' al gruppo di valutare opportunita' di acquisizione anche proporzionalmente piu' ambiziose'."

La reazione del titolo? Siderale. Si è passati da 50,70 euro a 38,52 in un'ora. Un quarto della capitalizzazione bruciata in sessanta minuti.

Prima parlavo dei flussi di denaro. Ma chi era che ha venduto giovedì della scorsa settimana le azioni Stellantis e il giorno dopo c'è stato il crac da -30% ???? Le Autorità di Vigilanza dovrebbero avere i codici per capire chi si è mosso in anticipo.

Andiamo ad Interpump.

 Chi ha venduto in apertura di barra a 1 minuto? Il meccanismo per manipolare le azioni è sempre lo stesso: il software legge la notizia e va contro un quotatore che fa denaro e lettera. Nel caso specifico sono state vendute circa 50000 azioni nelle primo minuto. Le macchinette che immettono e tolgono in continuazione il bid e l'ask si sono trovate eseguite per quel quantitativo e hanno poi innescato il movimento successivo dovendosi chiudere. 

Come scritto in precedenza sono riuscito solo nel finale ad approfittare di questo scempio vendendone una piccola quantità attorno a 42,40 € per poi ricoprirmi in chiusura a 41,50 €. Certo è che se ci si mette nei panni di un risparmiatore che con fatica investe i suoi risparmi è eticamente deplorevole pensare che questa tipologia di operatori creati dall'uomo possano agire così indisturbati e soprattutto che questo sia loro permesso. E la mano è sempre la stessa. La responsabilità è di chi non vieta quello che un umano non può fare o che è comunque vietato fare? La resposnabilità è di chi ha inventato un'arma di distruzione di massa? La responsabilità è di chi la utilizza? Banali spunti di riflessione.

Detto questo procediamo come sempre all'analisi dei principali indici azionari partendo come sempre dall'S&P500.

Come scritto la settimana scorsa il nuovo punto di appoggio è stato a 6790 punti. Nella prima parte della settimana si poteva anche pensare ad un attacco dei massimi storici a 7000 punti ma nelle ultime due sedute le possibilità rialziste sono drasticamente rientrate. Personalmente ritengo che se venissero bucati stabilmente i 6790 punti lo step successivo potrebbe essere collocabile poco sopra i 6500 su scala daily. Qualche segnale di tensione emerge anche dall'analisi del VIX e del VVIX: il primo è infatti salito poco sopra i 20 punti e si osservano minimi e massimi crescenti così come per la volatilità della volatilità espressa dal VVIX. 

Il Nasdaq Composite daily si è riportato al di sotto dei 22900-23000 già individuati in molteplici occasioni. Passo e supporto successivo attorno a 21800-22000 dove transita anche la media mobile a 200 periodi. 

Il fronte europeo evidenzia il Future Dax che permane ancora in area massimi ma non è riuscito a bucare in modo stabile i 25000 punti. L'indebolimento dei mercati americani potrebbe portare ad un nuovo test dei 24300 in un intorno dei quali passa anche la media a 200 periodi.

Decisamente più delicata appare la situazione sul Future Eurostoxx Bancario che, come vedremo in relazione al nostro FTSEMIB40, ha finito per appesantire l’intero comparto, reduce da una crescita molto sostenuta nell’ultimo anno. Basti pensare che in appena quattro sedute si è passati da 280 a 259 punti, con una flessione di circa l’8%.

Nulla di drammatico, probabilmente una fase correttiva fisiologica, ma certamente un movimento che ha messo in difficoltà diversi operatori e che merita attenzione.

Siamo ora in prossimità di una trendline dinamica ascendente, tuttavia è opportuno mantenere prudenza, perché i prossimi livelli da monitorare si collocano in area 250 punti e successivamente a 236. Da segnalare anche l’aumento dei volumi, un elemento che potrebbe indicare prese di beneficio o l’uscita di operatori di maggiori dimensioni.

L'Eurostoxx50 Future rimane ancora sui massimi, un pò come il Dax, ma fatica a bucarli (linea tratteggiata). Nelle ultime settimane i volumi sono stati decrescenti sulla salita e sono aumentati sulla discesa, quindi attenzione anche in questo caso. 

Passiamo ora all’analisi del nostro derivato sul FTSEMIB40. In primo luogo osserviamo come i prezzi si siano appoggiati su una trendline dinamica ascendente, in prossimità della quale transita anche la media mobile a 50 periodi (linea bianca).

Come sappiamo, anche le medie mobili non rappresentano livelli invalicabili: prima o poi possono essere violate, soprattutto in presenza di pressioni ribassiste significative.

La recente flessione del derivato è riconducibile principalmente all’indebolimento del comparto bancario, oggetto di prese di profitto. Su quest’ultimo pesa il timore che l’intelligenza artificiale possa, nel tempo, comprimere i margini e ridimensionare i bilanci dell’intero settore: attività che un tempo richiedevano l’intervento umano vengono oggi svolte da sistemi automatizzati, in un processo che ricorda, per certi versi, quanto accaduto durante la rivoluzione industriale.

Colpisce, ancora una volta, la lentezza dei regolatori, che apparentemente ignorano o non comprendono il cambiamento: prima si manifesta la trasformazione, poi servono anni per capire appieno la portata e intervenire in modo adeguato. Nel frattempo gli equilibri cambiano rapidamente e i benefici tendono a concentrarsi nelle mani di pochi, mentre il sistema nel suo complesso si adatta con fatica e ne esce con le ossa rotte. Una domanda che mi sono posto in queste ultime sedute è questa: si sente spesso parlare di euro digitale. È forse possibile che questo possa andare ad intaccare i margini degli istituti di credito che negli ultimi anni hanno fatto affari d'oro (specialmente in Italia) non remunerando la liquidità dei correntisti ma tenendola per sé, facendo così utili record? Pensate ad esempio alla possibilità di un euro digitale depositato su un wallet della BCE che remunera direttamente chi lo detiene. Per correttezza tuttavia bisogna specificare quanto segue: 

i depositi bancari oggi maturano interessi perché le banche possono impiegare (???) quei fondi per attività di credito e investimento e quindi pagano o dovrebbero pagare un rendimento (anche se basso...da noi è nullo). L’euro digitale, essendo una passività diretta della BCE (come il contante), non è concepito principalmente come strumento di deposito o investimento, ma come mezzo di pagamento digitale con sicurezza e stabilità.

Fronte watchlist...

Analizziamo subito qualche bancario. Quelli "core", Unicredit ed Intesa, su scala daily hanno rotto quella sorta di trendline dinamica ascendente che ne ha guidato il rialzo nell'ultimo periodo. Questa rottura è avvenuta con discreta decisione. Azioni più sottili, come BAMI o BPER, hanno rotto o sono in procinto di rompere supporti "delicati". La prima, BAMI, ha rotto un supporto statico e pare dirigersi verso 11,40. Step successivo a 10,60. La seconda, BPER, sotto 11,50 troverebbe gli 11 euro.

Più "brutale" il sell off che si è abbattuto sul risparmio gestito che ha portato azioni come Fineco a ridosso di aree supportili interessanti. Penso ad esempio a piccoli buy didattici attorno a 18,10-18,50 con size risibili per cogliere un rimbalzo anche se al momento abbiamo assistito ad un ribasso attorno al 15% in TRE sedute. Collocherei lo stop al 10% dal punto di ingresso.

Comportamento misto per il settore delle utilities: su A2A sono bastate due sedute per rimangiarsi il rialzo delle ultime tre settimane. Su Enel forse abbiamo un piccolo ritracciamento anche se c'è stata comunque discreta violenza nelle ultime due sedute. Situazione diversa per Snam Rete Gas ed Italgas.  La prima ha infatti allungato il passo e la seconda si trova a ridosso di 10,80 e potrebbe continuare nel trend rialzista. Negli ultimi report avevo infatti messo in luce che quando ci si aspetta una possibile correzione sul mercato azionario il denaro tende a spostarsi verso quei titoli che vengono in qualche modo considerati difensivi ma come ben vedete anche in questo caso il rischio è quello di camminare su un campo minato nel quale certe azioni sovraperformano meglio ed altre crollano. C'è dunque da domandarsi quale potrebbe essere la prossima vittima dell'intelligenza artificiale: forse il settore farmaceutico? Magari domani la narrativa sarà che l'intelligenza artificiale è in grado di creare autonomamente dei farmaci ad hoc per ogni paziente ???

Decisamente buone invece le performance dei titoli sottili legati alle utilities. Penso ad esempio ad Acea e ad Ascopiave. 

L'unica utility che non ha minimamente risentito del ribasso è stata Terna già segnalata nelle ultime settimane: massimi storici su massimi storici. Un pachiderma che si muove.

Tra le azioni sottili mi è piaciuta la shadow di venerdì su Italian Exibition Group che di seguito trovate su scala settimanale e giornaliera. Peccato che l'azione scambi poche migliaia di pezzi al giorno e quindi il rischio della fregatura è già insito nel monitor quando lo accendete. Nell'ultima seduta abbiamo avuto 75 contratti e 14285 pezzi (Fonte: Borsa Italiana). Solo 150mila euro di controvalore! A scopo didattico credo che solo il ritorno sotto 10,30-10,50 euro potrebbe mettere in discussione l'upside. 

Altro titolino, questa volta contro trend, che si sta avvicinando ad un forte supporto su scala settimanale è Reply. Anche in questo caso le vendite si sono abbattute sulle società di software che potrebbero essere vittima dell'AI. Area 84,00-84,50 con uno stop del 5-6% dal livello di ingresso consapevole che il coltello sta cadendo dalla parte della lama. 

Tra le azioni rialziste (al momento perché come avete ben visto la Borsa cambia dall'oggi al domani) c'è anche WIIT che sul settimanale ha rotto un livello attorno a 23,50 ed è riuscita a consolidare sopra (tra 24 euro e 26 euro) formando una specie di bandiera che è stata bucata al rialzo venerdì. Trend invalidato qualora si scendesse nuovamente verso 24 euro. Close weekly a 27,25 ovvero circa il 12% dal punto invalidante l'analisi. Azione naturalmente sottile.

Prima di congedarmi, ecco il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana).

Buon fine settimana...e buon San Valentino !

Ad maiora!

PNA

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